Archivio dell'autore: isbrec

Quella del Vajont. Tina Merlin, una donna contro

Organizzato da Associazione culturale “Tina Merlin”, Isbrec, Comune di Longarone  e Fondazione Vajont, Venerdì 15 febbraio 2019 alle ore 18,00, presso il Municipio di Longarone, si terrà l’incontro Quella del Vajont. Tina Merlin, una donna contro.
L’appuntamento, evento collaterale alla mostra della pittrice Graziella Da Gioz Tina Merlin e il paesaggio. Presenza e ricordo, prevede letture a cura di Mirta Amanda Barbonetti e la conferenza di Adriana Lotto Il Vajont di Tina Merlin. Nel corso dell’incontro verranno proiettati foto e filmati d’epoca.

Sarà l’occasione per visitare la mostra dedicata alla tragedia del Vajont e a Tina Merlin, la cui apertura continuerà sino al 27 febbraio osservando i seguenti orari di apertura:
lunedì, mercoledì e giovedì: 9.00-12.30 / 14.30-17.30 
martedì e venerdì: 9.00-12.30

Per informazioni:
Comune di Longarone: protocollo@longarone.net;  www.longarone.net; tel. 0437 575811
Isbrec: istitutobelluno@libero.it; tel. 0437 944929 – cell. 3662057328

Giorno della Memoria

serata 26 gennaio mel compressoIn occasione del Giorno della Memoria, Anpi – Sezione “La Spasema” e Comune di Mel,  con il sostegno dell’Isbrec, organizzano la proiezione del documentario Campo di internamento di Quero realizzato da Doriano Dalla Piazza in collaborazione con Germano Susanetto. Il documentario affronta il tema dell’internamento di alcune decine di ebrei stranieri a Quero, uno dei comuni della provincia di Belluno in cui, tra 1941 e 1944, circa 200 ebrei arrestati dalle autorità italiane nella Slovenia meridionale, si trovarono a vivere in regime di internamento libero.

L’incontro si terrà sabato 26 gennaio alle 17.30 presso il Palazzo delle Contesse di Mel.
La cittadinanza è invitata ad intervenire.

Tina Merlin e il paesaggio. Presenza e ricordo

Da Gioz-Merlin longarone LOCANDINAIsbrec, Comune di Longarone, Associazione culturale Tina Merlin e Fondazione Vajont, con la collaborazione di Unifarco e il patrocinio della Fondazione DolomitiUnesco, organizzano la mostra della pittrice Graziella Da Gioz Tina Merlin e il paesaggio. Presenza e ricordo a cura di Mirta Amanda Barbonetti.

L’inaugurazione avverrà venerdì 1 febbraio 2019 alle ore 18,00 presso Palazzo Mazzolà, sede del Municipio di Longarone, in via Roma 60.

La mostra resterà aperta dall’1 al 27 febbraio secondo i seguenti orari:
lunedì, mercoledì e giovedì: 9.00-12.30 / 14.30-17.30 
martedì e venerdì: 9.00-12.30

Venerdì 15 febbraio 2019 alle ore 18,00, sempre presso il Municipio di Longarone, si terrà inoltro un evento collaterale che prevede letture a cura di Mirta Amanda Barbonetti e la conferenza di Adriana Lotto Il Vajont di Tina Merlin. Nel corso dell’incontro verranno proiettati foto e filmati d’epoca.

Per informazioni:
Comune di Longarone: protocollo@longarone.net;  www.longarone.net; tel. 0437 575811
Isbrec: istitutobelluno@libero.it; tel. 0437 944929 – cell. 3662057328

Siamo felici di ospitare la mostra di Graziella Da Gioz dedicata alla scrittrice e giornalista bellunese che tanto si è battuta, con i suoi scritti e le sue inchieste, per sventare il disastro del Vajont e che con coraggio è sempre stata vicina alla comunità longaronese prima e dopo il tragico evento adoperandosi per far emergere la verità. A Tina, Graziella dedica le sue opere: pennellate decise sulle diverse sfumature della neve, del bosco e del fango del Vajont caratterizzano i suoi lavori che illustrano il Monte Toc e i paesaggi bellunesi. Rappresentare il Monte Toc, ricordando la tragedia del Vajont non era un’impresa semplice, ma ammirando questi quadri non si può che concludere che Graziella lo ha saputo fare sapientemente attraverso la sua pittura molto evocativa. 
                                                                                                                            Roberto Padrin
                                                                                                          Presidente della Provincia di Belluno
                                                                                                                      Sindaco di Longarone

L’artista: Graziella Da Gioz è nata a Belluno e vive a Crespano del Grappa (TV). Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia seguendo i corsi di Emilio Vedova. Lo studio del paesaggio è mediato dalla lettura di testi poetici e i suoi dipinti, incisioni e libri d’artista sono presenti in collezioni pubbliche e private. Ha allestito numerose mostre personali ed è stata invitata a importanti esposizioni in Europa e in America. Fa parte dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei.

Giorno della Memoria

In occasione della ricorrenza del GiornoBuchenwald023 compresso della Memoria con cui si intende ricordare la Shoah, le leggi razziali e la persecuzione dei cittadini ebrei e di quanti hanno subito la deportazione, sabato 26 gennaio 2019 alle ore 10.00, presso il Palazzo dei Rettori di Belluno si terrà un evento commemorativo organizzato dalla Prefettura di Belluno e dall’Ufficio Scolastico di Belluno in collaborazione con l’Isbrec. Nell’occasione il Prefetto di Belluno, dott. Francesco Esposito, consegnerà le Medaglie d’Onore, previste dalla legge 296/2006 per i militari e civili, ai familiari di due bellunesi internati nei Lager nazisti. Seguirà l’intervento di Enrico Bacchetti (Isbrec) che parlerà del fenomeno de La deportazione dei civili in provincia di Belluno, accompagnato dalla lettura di testimonianze di deportati bellunesi a cura di alcune studentesse delle scuole superiori.

Ingresso su invito

Shoah. Memoria, educazione, società

Molti pensano oggigiorno che la vita stia volgendo
alla fine e che tutto stia crollando.
Tra molto tempo si vedrà, forse,
che è stato anche un inizio.
shoah 29 gennaio 2019Da Etty Hillesum, Lettere, 1941-1943

In occasione del Giorno della Memoria, Isbrec, Scuole in Rete, Ufficio scolastico di Belluno, Belluno città che educa, Spi-Cgil, Insieme si può e Comune di Belluno organizzano il pubblico incontro Shoah. Memoria, educazione, società con Frediano Sessi, scrittore, traduttore e saggista, docente di Sociologia Generale all’Università di Brescia e di Didattica della Shoah all’Università degli Studi Roma Tre.

L’incontro si terrà martedì 29 gennaio, alle ore 20.30 in sala “Bianchi” a Belluno.
La cittadinanza è invitata

Il 30 e il 31 gennaio Frediano Sessi incontrerà poi gli studenti bellunesi in due successivi incontri a Feltre e Belluno.

Chiusura dell’Itituto per le festività

Si comunica che l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea rimarrà chiuso dal 22 dicembre 2016 al 6 gennaio 2018 compresi. Le attività riprenderanno regolarmente da lunedì 7 gennaio con le nuove iniziative.

Il Comitato direttivo rivolge a tutti i soci e amici dell’Istituto un caloroso augurio per un 2019 sereno. Un pensiero e un ringraziamento particolare va a quanti hanno sostenuto e sostengono l’Istituto, aiutandolo a proseguire nel suo impegno al servizio della cultura, della storia e della memoria del nostro Paese e del nostro territorio.

Buone feste!

è successo un ’68 / 6 – La poesia visiva e la contestazione del linguaggio

Lunedì 3 dicembre, alle ore 17.00, presso l’aula mala poesia visiva e la contestazione del linguaggiogna dell’Istituto “Segato” in piazza Piloni a Belluno si terrà il sesto ed ultimo appuntamento del ciclo “è successo un ’68” organizzato da Isbrec, Colophonarte, Casa dei Beni Comuni e Istituti “Catullo” e “Segato”.

Al centro dell’incontro ancora una volta gli aspetti culturali e artistici per capire come poesia e arte si incontrarono negli anni che cambiarono la storia di intere generazioni. Alfonso Lentini parlerà de La poesia visiva e la contestazione del linguaggio.

Ingresso libero

è successo un ’68 / 4 – Come cantava il ’68

Sabato 1 dicembre, presso lo Spazio Ex della Casa dei Beni Comuni, in via T. Vecellio 82 a Belluno, si terrà il quinto appuntamento del ciclo “è successo un ’68”.
Isbrec, Colophonarte, Casa dei Beni Comuni e Istituti “Catullo” e “Segato” vi invitano al concerto Come cantava il ’68.come cantava il '68

Negli anni Sessanta la musica diviene uno degli strumenti più importanti per veicolare idee e confronto tra le generazioni più giovani. I ragazzi, mentre diventano nuovo soggetto del mercato, imparano a conoscere nuove tradizioni musicali che diverranno anche mezzo per la diffusione delle idee della contestazione. Ma accanto a questa musica c’è sempre quella più tradizionale, quella che domina la hit parade. La musica dunque è specchio privilegiato per cogliere i cambiamenti nei costumi dei giovani in una fase cruciale della storia recente.

L’ingresso al concerto è libero.

Economia, società, globalizzazione / 3

Confindustria Belluno Dolomiti e Isbrec, in collaborazione con Libreria Mondadori Bookstore di Belluno, vi invitano al terzo ed ultimo appuntamento del ciclo Economia, società, globalizzazione

Titanic. Il naufragio dell’ordine liberale

di
Vittorio Emanuele Parsi
(Il Mulino, 2018)

Giovedì 29 novembre, ore 18.00

Centro per la Storia e la Cultura d’impresa, via Mezzaterra, 78 – Belluno

L’autore: Vittorio Emanuele Parsi è professore ordinario dititanic Relazioni internazionali presso l’Università Cattolica di Milano e, dal 2002, professore nella Facoltà di Economia dell’Università della Svizzera Italiana. È direttore dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali ed editorialista di «Avvenire» e «Panorama». Tra le sue pubblicazioni, «La fine dell’uguaglianza» (Mondadori, 2012) e «Relazioni internazionali» (con altri autori; Il Mulino, 2012).

Il libro: A partire dagli anni Ottanta l’ordine globale neoliberale ha sostituito l’ordine liberale che governava il sistema internazionale dal secondo dopoguerra. Analogamente al Titanic, il mondo è stato portato su una rotta diversa e più pericolosa da quella segnata dall’incontro e bilanciamento di democrazia e mercato. Davanti ai nostri occhi si erge minaccioso un iceberg, le cui quattro facce si chiamano: declino della leadership americana ed emergere delle potenze autoritarie di Russia e Cina; minaccia del terrorismo; deriva revisionista della presidenza Trump; affaticamento delle democrazie strette tra populismo e tecnocrazia. Nonostante le sue difficoltà, solo l’Europa può ancora ristabilire la rotta originaria, a condizione di vincere la battaglia per riequilibrare la dimensione della crescita e quella della solidarietà.