Una provincia di montagna di fronte al fascismo. Il caso bellunese

In occasione della celebrazione della Festa della Liberazione, Comune di Feltre, Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea, Anpi, Il Fondaco per Feltre, La Fenice-Arte, Cultura, Turismo e Famiglia Feltrina organizzano venerdì 27 aprile alle ore 18.00, presso la sala degli Stemmi nel Municipio di Feltre la presentazione del libro Una provincia di montagna di fronte al fascismo. Il caso bellunese, a cura di Adriana Lotto ed edito dall’Isbrec. Interverranno Adriana Lotto, Gianmario Dal Molin, Francesco Piero Franchi e Mirco Melanco. Ingresso libero.

origini fascismo002 compressoI contributi raccolti nel volume sono frutto del convegno “Le montagne nere. La crisi dello stato liberale e la nascita del fascismo in provincia di Belluno” organizzato dall’Isbrec a Belluno il 30 ottobre 2015. In quella circostanza sette studiosi si confrontarono sul tema delle origini del fascismo nel bellunese, primo tentativo di questo genere per questo territorio.

«Ha ancora senso continuare a studiare le origini locali del fascismo? Ci sono ancora nuovi studi da fare? Il volume che qui presento permette di rispondere affermativamente a entrambe le domande, sia dal punto di vista empirico, dei fatti, che dal punto di vista del metodo.
Non vi è dubbio, infatti, che il fascismo, e le origini del fascismo, continuino ad essere tra i temi maggiormente affrontati negli studi storici italiani, malgrado l’interesse dell’opinione pubblica su questi temi sia forse inferiore rispetto al passato. Tuttavia per gli studiosi e anche per i lettori di questa storia, questi anni continuano ad essere un laboratorio fondamentale per pensare ai limiti del liberalismo e della democrazia e alle ragioni dello sviluppo di movimenti autoritari e fascisti. Se, dal punto di vista della ricerca, negli ultimi anni maggiore attenzione è stata dedicata alla violenza alle origini del fascismo, e i riflessi di questo sviluppo sono ben evidenti anche nei pezzi qui presentati, la cifra di diversi di questi studi permette di utilizzare una lente diversa con cui guardare a questo tema, ossia lo spazio e il ruolo degli individui, con le loro storie, che si proiettano nel passato, ma anche nel futuro, negli anni del successo ma anche della crisi del movimento fascista.» (dall’introduzione di Giulia Albanese)

Gli autori e i saggi

Giulia Albanese, Introduzione
Mirco Melanco, Il grido dell’aquila. Analisi del film-documentario prodromico della cinematografia in camicia nera
Ferruccio Vendramini, Il fascismo a Belluno prima e dopo la marcia su Roma, tra violenza politica e propaganda di massa
Adriana Lotto, L’occupazione dolce
Francesco Piero Franchi, Personalità oplitiche: per la ricognizione di alcuni protagonisti del protofascismo bellunese
Vincenzo D’Alberto, Tra biennio rosso e biennio nero. La stampa locale
Gianmario Dal Molin, Dal clericalismo al clerico-fascismo in provincia di Belluno
Toni Sirena, A chi l’acqua? A noi! Gli industriali idroelettrici di fronte al primo fascismo

Si ringrazia per la collaborazione Banca Prealpi – Credito Cooperativo

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Festa della Liberazione

Il Comune di Belluno, in collaborazione con Anpi, Isbrec, FVL, Comitato onoranze Caduti dell’Oltrardo e Ass. Naz. Famiglie Caduti e Dispersi in guerra, invita tutti i cittadini alla celebrazione della Festa della Liberazione.conferimento medaglia d'oro001

Programma:

ore 9.45 – PIazza dei Martiri
Alzabandiera
Posa di una corona al Monumento alla Resistenza
Intervento del Sindaco Jacopo Massaro
Intervento di rappresentanti della Consulta provinciale studentesca
Orazione ufficiale del Presidente dell’Anpi provinciale Gino Sperandio
Partecipa la Filarmonica di Belluno

ore 11.30 – Sala Consiliare
Incontro Suoni resistenti a cura del Collettivo Verba Volant
Ingresso libero sino ad esaurimento posti

La cittadinanza è invitata a partecipare
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1938–1948. I dieci anni che sconvolsero l’Italia

In occasione della Festa della Liberazione, Circolo Culturale 25 Immagine1aprile, Isbrec, Anpi di Bolzano Bellunese e Fondazione “Società bellunese”, in collaborazione con il Comune di Belluno, organizzano l’incontro 1938–1948. I dieci anni che sconvolsero l’Italia. 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali e 70 dalla carta costituzionale.
L’appuntamento è mercoledì 25 aprile 2018 alle ore 17,00 presso la sala dell’Ex Latteria a Bolzano Bellunese.

Schmalz Maria ritaglioIntervengono Enrico Bacchetti (Isbrec), che parlerà dell’internameto di ebrei stranieri in alcuni comuni della provincia di Belluno durante il secondo conflitto mondiale e Lorenzo Chiesura (Consulta provinciale degli studenti) che affronterà il tema della Costituzione italiana.

La cittadinanza è invitata.

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Resistere, pedalare, resistere

Arriva alla sesta edizione l’iniziativa Resistere, pedalare, resistere organizzata dalla Fiab-Amici della bicicletta. Legata alla celebrazione della Festa della Repubblica, si svolgerà quest’anno in collaborazione con Comune di Belluno, Isbrec, Anpi e Fondazione Società bellunese e si strutturerà in due distinti momenti.

Il primo avrà luogo lunedì 23 aprile, alle ore 18.00, PedalareResistere 25apr2018presso la sala “Bianchi” di Belluno, dove verrà proiettato il documentario di Guido Beretta Ragazze in bicicletta (durata 76’, anno 1992), con la presentazione del regista stesso. Sarà questa l’occasione riascoltare la voce di tante staffette partigiane che operarono al fianco delle formazioni combattenti e per riscoprire così il ruolo delle donne bellunesi nei fatti resistenziali della nostra terrà.

Questo incontro fungerà da premessa alla pedalata che come da tradizione avrà luogo mercoledì 25 aprile e che condurrà, lungo percorsi adatti a tutti, nei luoghi della Resistenza cadorina. Raggiunto il Passo della Mauria con il pullman messo a disposizione dall’organizzazione grazie al contributo fattivo della Fondazione Società Bellunese, con breve passeggiata ci si porterà alla lapide partigiana a ricordo di Max, Striss, Linda e Brusco, caduti il 14 giugno 1944 nel tentativo di recuperare un lancio alleato. In sella alla bici si scenderà poi a Lorenzago fermandosi lungo il percorso presso altri luoghi della memoria. Attraversato Lozzo, si giungerà alla “Curva dei sindaci” dove , il 20 settembre 1944, trovarono la morte Garbìn, comandante della Brigata “P.F. Calvi”, Mingi e Lilli. Ci si porterà quindi a Domegge, teatro di tragici eventi il 23 ottobre 1944 per concludere il percorso a Pieve di Cadore presso il monumento all’Internato. Questo secondo appuntamento vedrà la partecipazione di Giovanni De Donà, autore assieme a Walter Musizza, del volume Guerra e Resistenza in Cadore. Cronache di venti mesi di lotta tra Pelmo e Peralba (Isbrec, 2005).

La cittadinanza è invitata a partecipare ad entrambi gli eventi, tuttavia per l’escursione è richiesta la prenotazione che si potrà fare accedendo al sito della Fiab (www.bellunoinbici.it) ove sarà anche possibile avere maggiori ragguagli circa il programma della giornata.

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Una provincia di montagna di fronte al fascismo. Il caso bellunese

Per l’organizzazione di Isbrec, Comune di Trichiana e Biblioteca comunale di Trichiana, venerdì 20 aprile alle ore 18.00, presso la sala consiliare di Palazzo Tina Merlin a Trichiana avrà luogo la presentazione del libro Una provincia di montagna di fronte al fascismo. Il caso bellunese, a cura di Adriana Lotto ed edito dall’Isbrec. Interverranno Adriana LottoGianmario Dal Molin. Ingresso libero. loc serata fascismo

Nel volume, primo serio tentativo di studiare le origini del fascismo in provincia di Belluno, sono raccolti gli atti del convegno “Le montagne nere. La crisi dello stato liberale e la nascita del fascismo in provincia di Belluno” tenutosi a Belluno il 30 ottobre 2015 per iniziativa dell’Isbrec.

«Ha ancora senso continuare a studiare le origini locali del fascismo? Ci sono ancora nuovi studi da fare? Il volume che qui presento permette di rispondere affermativamente a entrambe le domande, sia dal punto di vista empirico, dei fatti, che dal punto di vista del metodo.
Non vi è dubbio, infatti, che il fascismo, e le origini del fascismo, continuino ad essere tra i temi maggiormente affrontati negli studi storici italiani, malgrado l’interesse dell’opinione pubblica su questi temi sia forse inferiore rispetto al passato. Tuttavia per gli studiosi e anche per i lettori di questa storia, questi anni continuano ad essere un laboratorio fondamentale per pensare ai limiti del liberalismo e della democrazia e alle ragioni dello sviluppo di movimenti autoritari e fascisti. Se, dal punto di vista della ricerca, negli ultimi anni maggiore attenzione è stata dedicata alla violenza alle origini del fascismo, e i riflessi di questo sviluppo sono ben evidenti anche nei pezzi qui presentati, la cifra di diversi di questi studi permette di utilizzare una lente diversa con cui guardare a questo tema, ossia lo spazio e il ruolo degli individui, con le loro storie, che si proiettano nel passato, ma anche nel futuro, negli anni del successo ma anche della crisi del movimento fascista.» (dall’introduzione di Giulia Albanese)

Gli autori e i saggi

Giulia Albanese, Introduzione
Mirco Melanco, Il grido dell’aquila. Analisi del film-documentario prodromico della cinematografia in camicia nera
Ferruccio Vendramini, Il fascismo a Belluno prima e dopo la marcia su Roma, tra violenza politica e propaganda di massa
Adriana Lotto, L’occupazione dolce
Francesco Piero Franchi, Personalità oplitiche: per la ricognizione di alcuni protagonisti del protofascismo bellunese
Vincenzo D’Alberto, Tra biennio rosso e biennio nero. La stampa locale
Gianmario Dal Molin, Dal clericalismo al clerico-fascismo in provincia di Belluno
Toni Sirena, A chi l’acqua? A noi! Gli industriali idroelettrici di fronte al primo fascismo

Una provincia di montagna di fronte al fascismo. Il caso bellunese

In occasione della celebrazione della Festa della Liberazione, per l’organizzazione dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea e in collaborazione con il Comune di Belluno, l’Anpi, la Fondazione “Società bellunese” e l’Istituto “Catullo” di Belluno, venerdì 13 aprile alle ore 17.45, presso l’aula magna dell’Istituto “Catullo” in via Garibaldi 10 a Belluno si terrà la presentazione del libro Una provincia di montagna di fronte al fascismo. Il caso bellunese, a cura di Adriana Lotto ed edito dall’Isbrec. Interverranno Adriana LottoVincenzo D’Alberto. Ingresso libero. origini fascismo002 compresso

I contributi raccolti in questo volume sono l’esito del convegno “Le montagne nere. La crisi dello stato liberale e la nascita del fascismo in provincia di Belluno” tenutosi a Belluno il 30 ottobre 2015, quando, per iniziativa dell’Isbrec, sette studiosi si confrontarono sul tema delle origini del fascismo nel bellunese, primo tentativo di questo genere per questo territorio.

«Ha ancora senso continuare a studiare le origini locali del fascismo? Ci sono ancora nuovi studi da fare? Il volume che qui presento permette di rispondere affermativamente a entrambe le domande, sia dal punto di vista empirico, dei fatti, che dal punto di vista del metodo.
Non vi è dubbio, infatti, che il fascismo, e le origini del fascismo, continuino ad essere tra i temi maggiormente affrontati negli studi storici italiani, malgrado l’interesse dell’opinione pubblica su questi temi sia forse inferiore rispetto al passato. Tuttavia per gli studiosi e anche per i lettori di questa storia, questi anni continuano ad essere un laboratorio fondamentale per pensare ai limiti del liberalismo e della democrazia e alle ragioni dello sviluppo di movimenti autoritari e fascisti. Se, dal punto di vista della ricerca, negli ultimi anni maggiore attenzione è stata dedicata alla violenza alle origini del fascismo, e i riflessi di questo sviluppo sono ben evidenti anche nei pezzi qui presentati, la cifra di diversi di questi studi permette di utilizzare una lente diversa con cui guardare a questo tema, ossia lo spazio e il ruolo degli individui, con le loro storie, che si proiettano nel passato, ma anche nel futuro, negli anni del successo ma anche della crisi del movimento fascista.» (dall’introduzione di Giulia Albanese)

Gli autori e i saggi

Giulia Albanese, Introduzione
Mirco Melanco, Il grido dell’aquila. Analisi del film-documentario prodromico della cinematografia in camicia nera
Ferruccio Vendramini, Il fascismo a Belluno prima e dopo la marcia su Roma, tra violenza politica e propaganda di massa
Adriana Lotto, L’occupazione dolce
Francesco Piero Franchi, Personalità oplitiche: per la ricognizione di alcuni protagonisti del protofascismo bellunese
Vincenzo D’Alberto, Tra biennio rosso e biennio nero. La stampa locale
Gianmario Dal Molin, Dal clericalismo al clerico-fascismo in provincia di Belluno
Toni Sirena, A chi l’acqua? A noi! Gli industriali idroelettrici di fronte al primo fascismo

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La scuola a Belluno nel Novecento

È recentemente uscito l’ultimo corposo saggio di Ferruccio Vendramini dedicato all’istruzione nel bellunese. La scuola a Belluno nel Novecento. L’esperienza di Antonio Pastorello, direttore didattico dal 1904 al 1926 (Cierre, 2018) è uno studio di grande rigore scientifico, basato principalmente sulle fonti archivistiche dell’Archivio storico del Comune di Belluno ed  incentrato sulla figura di Antonio Pastorello (1861-1942), intellettuale e pedagogo vissuto a Belluno dal 1904 al 1926. La trattazione copre diversi argomenti inerenti la storia bellunese.

archivio-storico-comune-di-belluno-fototeca-Antonio-Pastorello-191x300La presentazione, organizzata dall’Archivio storico del Comune di Belluno, avverrà a Belluno venerdì 6 aprile 2018 alle ore 17.00, presso la Sala “Bianchi” in viale Fantuzzi 11. Ai saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Belluno Marco Perale, faranno seguito gli interventi dell’Autore, di Orietta Ceiner, di Ermano De Col.
L’incontro sarà accompagnato dalla proiezione di immagini della Fototeca dell’Archivio Storico.

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Vite sospese. Storie di famiglie ebree internate in provincia di Belluno, 1941-1944

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Nel quadro degli APERITIVI BIBLIOTECARI organizzati dalla Biblioteca civica di Belluno, venerdì 16 marzo  presso la Sala di lettura della biblioteca in via Ripa 3 a Belluno (Palazzo Crepadona) alle ore 18.15 si svolgerà la conferenza Vite sospese. Storie di famiglie ebree internate in provincia di Belluno, 1941-1944 a cura di Enrico Bacchetti direttore dell’Isbrec.

Dopo l’attacco e la conquista della Jugoslavia nella primavera del 1941, l’Italia si trovò a gestire nella Slovenia meridionale (di cui ottenne il protettorato) un problema si ordine sociale determinato dalla presenza sul territorio di migliaia di persone, in buona parte ebree. Per risolvere la questione, furono aperti in tutta Italia decine di campi di internamento ma si decise nel contempo di utilizzare lo strumento dell’internamento libero, una sorta di confino che riduceva molto le libertà e i diritti delle persone internate.
Anche la provincia di Belluno, a partire dalla tarda estate del 1941 e sino al febbraio del 1944, conobbe il fenomeno dell’internamento libero e furono circa 200 gli ebrei distribuiti in numerosi comuni del territorio. Chi erano e come vivevano queste donne e questi uomini? Quali limiti erano loro imposti? Come vissero nei lunghi mesi in cui forno costretti a soggiornare nel nostro territorio? Quali rapporti si crearono con i bellunesi? Quale fu infine la loro sorte? Seguendo le tracce lasciate negli archivi di alcuni Comuni bellunesi e presso l’Archivio centrale dello Stato di Roma, è possibile ricostruire almeno in parte una pagina tanto importante quanto oscura della storia recente d’Italia, scoprendo che forse l’italiano reale non era sempre quello dipinto e preteso dalla legge fascista, ma nel contempo che il nostro Paese non può esimersi dal considerare le proprie responsabilità di fronte ai crimini che il nazi-fascismo perpetrò ai danni degli ebrei.

 Ingresso libero

L’incontro fa parte del ciclo “Bellezza e orrore del Novecento. Percorsi di arte, letteratura e storia” a cura della Biblioteca civica di Belluno

Presentazione del numero 113 di “Protagonisti”

Venerdì 16 marzo, alle ore 20,30 presso la biblioteca di Agordo, 113si svolgerà la presentazione dell’ultimo numero della rivista dell’Isbrec Protagonisti (n. 113, dicembre 2017); si tratta di un numero monografico sulle relazioni tra centri e periferie in Europa con particolare riguardo alla situazione della provincia dolomitica bellunese.

Interverranno Enrico Bacchetti, Direttore dell’Isbrec e Diego Cason curatore del numero monografico.

sommario
Un numero monografico sulle relazioni tra centri e periferie. Introduzione (Diego Cason)
Un millennio di sfide. L’autogoverno nelle Dolomiti dal X al XX secolo (Jacopo de Pasqual)
Le ragioni e le cause dell’autonomia bellunese (Diego Cason)
Le politiche della Provincia autonoma a favore delle periferie in Süd Tirol (Louis Durnwalder)
Il rapporto tra centro e periferia in Valle d’Aosta (Piero Lucat)
Le politiche regionali dell’Unione Europea (Herbert Dorfman)
Interdipendenza e autogoverno (Michele Nardelli)
L’autonomia bellunese nell’ambito della Regione Veneto: una storia contrastata (Maurizio Busatta)
Decentramento a cerchi concentrici e inedite forme di governance democratica. Il caso della Provincia autonoma di Trento (Alice Valdesalici)
L’elezione di secondo livello delle Province: profili critici (Daniele Trabucco)
Un punto di vista. Sappada (Alessandro Mauro)
I Ladini dolomitici: una storia complessa e contrastata (Luciana Palla)
Amministrare un comune di montagna. Una scelta (in)consapevole (Alessandra Buzzo)
Le motivazioni della fusione tra i comuni di Forno di Zoldo e Zoldo Alto (Camillo De Pellegrin)
I piccoli comuni sono le radici e non le fronde secche dell’albero! (Dario Scopel)

Commemorazione di piazza dei Martiri

Come di consueto, sabato 17 marzo la Città di Belluno sarà 1 RES.VI.E.1 Gianleone Piazza chiamata a commemorare i quattro partigiani che il 17 marzo del 1945 furono uccisi in piazza dei Martiri, allora piazza Campedel: Salvatore Cacciatore, Giuseppe De Zordo, Valentino Andreani e Gianni Piazza.
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Anpi provinciale di Belluno, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, avrà inizio alle ore 10.50 presso Palazzo Rosso (sede del Municipio cittadino), da cui il corteo si sposterà in Piazza dei Martiri.
Qui, alle ore 11.00, verrà posta una corona presso il monumento alla Resistenza; seguiranno il saluto del Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, l’intervento di uno studente della Consulta provinciale studentesca e l’orazione ufficiale di Giovanni Ruvolo, Sindaco del Comune di Caltanissetta.

10 RES.VI.E.6(R) compressoA seguire, alle ore 12.00, presso la Sala consiliare del Municipio, Paola Salomon, Presidente dell’Isbrec, curerà l’incontro Resistenti in montagna. Storie di donne bellunesi.

La cittadinanza è invitata a partecipare 

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