Giovedì 28 novembre, alle ore 15.30, presso la sala Interferenze 2“Bianchi” in viale Fantuzzi 11 a Belluno, si terrà il secondo incontro dedicato ai temi del cambiamento climatico, dal titolo Mettiamo in salvo il pianeta. Contrasto al cambiamento climatico – Più salute con meno emissioni. Ospite dell’evento sarà Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, giornalista scientifico Rai/ La Stampa. Il professor Mercalli parlerà di riscaldamento globale e di crisi ambientale, soffermandosi sulle responsabilità dell’uomo, sul suo impatto sull’ecosistema, e sulle possibili contromisure per evitare di compromettere per sempre il pianeta.

Al dibattito parteciperanno anche Guido Mattera (Federconsumatori Belluno) e Alberto Botte (Unione degli studenti universitari). L’incontro sarà coordinato dalla segretaria generale dello Spi Cgi di Belluno Maria Rita Gentilin e sarà concluso da Renato Bressan della segreteria dello Spi Cgil del Veneto.

L’incontro è organizzato da Spi Cgil di Belluno in collaborazione con Isbrec, Federconsumatori, Scuole in Rete, Associazione culturale Tina Merlin, Udu e Leaf, e gode del patrocinio di Comune di Belluno e Provincia di B.elluno

L’incontro è aperto alla cittadinanza

Personaggi storici non sempre noti nella toponomastica della città

vincenzo lanteMercoledì 27 novembre, alle ore 17.15, presso l’aula magna dell’Istituto “Segato”, in via Tasso 11 a Belluno, la società “Dante Alighieri” – Comitato di Belluno, in collaborazione con Isbrec, Ami, Gli amici dell’Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore e scuola comunale di musica “A. Miari”, organizza l’incontro con Enrico Bacchetti che parlerà di Personaggi benedizione coccardestorici non sempre noti nella toponomastica della città. L’incontro sarà introdotto da Matteo Padrin (chitarra), che eseguirà brani di John D. Loudermilk e Franco Morone e della tradizione americana (docente preparatore Enrico Crosato). L’incontro si incentrerà sulla ricostruzione della biografia di alcune figure dell’odonomastica di Belluno legate in particolare al periodo risorgimentale e all’area dell’antifascismo.

Un protagonista del neorealismo: Marcello Pagliero

Isbrec, Circolo Andrea Caffi e Anpi vi invitano all’incontro Un regista da riscoprire. Un protagonista del neorealismo: Marcello Pagliero, che si terrà giovedì 21 novembre alle ore 18.00 presso la sala “Bianchi” in viale Fantuzzi a Belluno.
L’intento è riscoprire e far riscoprire una figura significativa della stagione più intensa e importante del cinema italiano. L’incontro sarà introdotto da Francesco Piero Franchi e vedrà la partecipazione di Alessandro Pagliero, figlio di Marcello e marito della bellunese Ernestina Del Favero, al cui ricordo la serata è dedicata.
Alle parole seguiranno le immagini, con la proiezione del film Roma città libera, interpretato, tra gli altri, da Vittorio De Sica, Andrea Checchi, Valentina Cortese, Ave Ninchi e il regista Camillo Mastrocinque.
La serata gode il patrocinio del Comune di Belluno.marcello pagliero 21 novembre 2019 def.

Ingresso libero

Marcello Pagliero (Londra, 15 gennaio 1907 – Parigi, 9 dicembre 1980) è stato regista, sceneggiatore e attore italiano, attivo nel nostro Paese e in Francia. Dopo la laurea in Giurisprudenza collabora a diverse riviste e giornali come critico letterario e d’arte, approdando poi al cinema come traduttore di dialoghi per film stranieri, e dal 1940 quale sceneggiatore per film italiani di non grande rilievo.
Nel 1943 passa dietro la macchina da presa; inizia tre pellicole e ne deve abbandonare due per mancanza di finanziamenti e soprattutto per il precipitare degli eventi bellici. Nel 1943, sul set di Scalo merci (uscito poi nel ’46 col titolo Desiderio) incontra Roberto Rossellini, che diventa suo amico e lo fa partecipare, nel 1945, come attore e aiuto operatore, al capolavoro Roma città aperta. Insieme a Rossellini, scrive il soggetto di un’altra opera cardine del neorealismo, Paisà.
Nel 1946 riesce a dirigere il suo primo film, Roma città libera, di ambientazione neorealista, ma in realtà surreale e fiabesco, sceneggiato da Ennio Flaiano, Cesare Zavattini e Marcello Marchesi. Distribuito soltanto due anni dopo la realizzazione, il film si rivelò un insuccesso.
Negli anni successivi si trasfersce in Francia, dove inizia una carriera come attore in diversi film drammatici e noir (oltralpe viene ribattezzato Marcel Paglierò e paragonato al grande Jean Gabin, al quale peraltro somiglia per espressione del viso) e continua quella da regista, dirigendo il suo film più importante, Un homme marche dans la ville, ritenuto da molti il suo capolavoro.
Rientra in Italia verso la metà degli anni cinquanta, per l’unica sua esperienza teatrale (nel 1953 mette in scena La Mandragola di Niccolò Machiavelli) e alcune altre cinematografiche, dirigendo tra 1954-1955 film drammatici come Vestire gli ignudi, Vergine moderna e avventurosi come Chéri Bibi. Ritorna poi definitivamente in Francia, dove dirige altre opere e continua saltuariamente le apparizioni come attore fino al suo ritiro, avvenuto verso la fine degli anni Sessanta.

Solidarietà a Liliana Segre

L’Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea aderisce pienamente a quanto dichiarato dal prof. Paolo Pezzino, Presidente dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, che ha voluto esplicitare la solidarietà propria e della rete degli Istituti della Resistenza alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al Lager di Auschwitz e oggetto di ripetuti attacchi xenofobi e razzisti.

L’Istituto Nazionale Ferruccio Parri esprimeCerimonia di consegna delle Medaglie d'Onore la propria totale solidarietà alla senatrice Liliana Segre, soggetta a ripetuti insulti e minacce per il suo costante impegno a favore dei diritti umani e contro il razzismo, tanto da avere spinto le autorità competenti ad assegnarle la scorta.
Ad un anno dall’ottantesimo anniversario dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, razzismo, antisemitismo e xenofobia alimentano discorsi di odio sempre più virulenti, davanti ai quali è da stigmatizzare che una parte del mondo politico assuma posizioni che minimizzano il fenomeno o addirittura lo giustificano come manifestazione di libertà di pensiero.
E’ allora il caso di ribadire che razzismo, antisemitismo e xenofobia non possono essere tollerati dalle società democratiche perché minano le fondamenta stesse della democrazia, e che le battaglie della senatrice Segre ( sopravvissuta ad Auschwitz) dovrebbero essere condivise e sostenute da tutte le forze politiche e i cittadini che si riconoscono nei valori di libertà e democrazia sanciti dalla nostra Costituzione.

Il Presidente
Paolo Pezzino
(Istituto nazionale “Ferruccio Parri”.
Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea)

Dentro il paesaggio. Prendersi cura dei luoghi

A conclusione del progetto Visioni Fuori-Luogo. La montagna che r-Esiste venerdì 8 novembre dalle 8.45 alle 17.00 si terrà a Feltre, presso l’aula magna dell’Istituto “Dal Piaz” l’incontro Dentro il paesaggio. Prendersi cura dei luoghi.
L’iniziativa, promossa dall’Istituto “Dal Piaz” e dall’Isbrec con la collaborazione di Provincia di Belluno, Comune di Feltre, Comune di Pedavena, Scuole in Rete, Abm, Polo bibliotecario feltrino, intende far conoscere a studenti e cittadini realtà del territorio che hanno scelto di “resistere” in una terra difficile qual è la montagna e nel contempo promuovere il progetto Visioni Fuori-Luogo, iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MIUR e MIBAC che prevede la produzione da parte di alcuni studenti dell’Istituto feltrino di un documentario sulle difficoltà del vivere in montagna.

Programma

mattina

8.45 – 9.00 – saluto del Preside prof. Mario Baldasso e delle Autorità

9.00 – 9.50
EMIGRARE PER CONOSCERE, TORNARE PER FAR CRESCERE
A
ngelo e Oscar Paganin – Cooperativa ‘Il Cantiere della Provvidenza’

9.50 – 10.45
CONOSCERSI PER REINVENTARSI Esperimenti di valorizzazione del patrimonio sociale, culturale e paesaggistico
Valentina De Marchi e Alessandro Moretto – Associazione Isoipse

10.45 – 11.05 intervallo

11.05 – 12.15
STORIA, CULTURA E IDENTITÀ: appartenere a una piccola comunità in un mondo globalizzato
Denni Dorigo – Direttore Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan – Colle S. Lucia

STABILIRSI PER VIVERE CON TUTTI UNA “FRATERNITÀ UNIVERSALE”
Elisa Busatto
– Comunità Assekrem – S. Giovanni di Livinallongo

pomeriggio

14.10 – 15.20
DOLOMITI. IL PATRIMONIO MONDIALE, RESPONSABILITÀ COLLETTIVA
Marcella Morandini
– Direttore Fondazione Dolomiti Unesco

OLTRE GLI STEREOTIPI SULLA MONTAGNA, LE PRATICHE RIGENERATIVE DI DOLOMITI CONTEMPORANEE
Cinzia Gallina – Dolomiti Contemporanee

15.20 – 15.30 intervallo

15.30 – 16.15
IL SERVIZIO CIVILE: UNA SCELTA VOLONTARIA PER IL TERRITORIO
Roberta Conte, Silvia Gobber, Nicholas Zanella – Unione Montana Feltrina – Servizio Civile

16.15 – 17.00
GIOVANI VOLONTARI NELLA MONTAGNA CHE RESISTE
Federico Brancaleone
responsabile Ufficio Stampa del Csv di Belluno; Olsi Oshafi (Albania) e Ylber Bytyçi (Kosovo) – ‘Food Waste Project’ – primo progetto del programma ‘European Solidarity Corps’

Coordinamento degli interventi e del dibattito a cura dell’ISBREC – proff. Enrico Bacchetti e Diego Cason

Insegnante responsabile del Progetto ‘VISIONI FUORI-LUOGO. La Montagna che r-Esiste’ – Anna Rosa Cavallari
Direzione artistica – Alessandro Padovani / Segreteria – Marina Indezzi / Ufficio Stampa – Vania Strada / Grafica – Sara Maccagnan / Stampa locandine – Vincenza Croce e Matteo Conz / Riprese – Davide Bianchet, Gabriele Tanzariello

Grazie a: Selene Costa, Carlo Gesiot – Unione Montana Feltrina / Nevio Meneguz – CSV Belluno / Silvia Scrascia

PARTECIPANO GLI STUDENTI DELLE CLASSI QUARTE
INIZIATIVA APERTA ALLA CITTADINANZA
visualizza la locandina qui

Un angelo in tonaca nera

Venerdì 1° novembre alle ore 20.30,  presso la sala riunioni Abm in via Cavour, 3 a Belluno verrà presentato il docufilm Un angelo in tonaca nera. La storia di Madre Luisa Arlotti. Canossiana, infermiera, partigiana. La visione dela documentario sarà preceduta dall’introduzione di Gioachino Bratti (Presidente del Comitato di gestione della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”) e vedrà la partecuipazione di Ugo De Grandis, autore del libro Madre Luisa Arlotti. Canossiana, infermiera, partigiana (2016). L’incontro è organizzato grazie alla collaborazione tra Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, Associazione Bellunesi nel Mondo, Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia”, Fidapa Bpw Italy sezione di Belluno, Isbrec, Frammenti di memoria.angelo in tonaca nera

Per maggiori informazioni:
Tel. 0437 941160;
mail: biblioteca.migrazioni@bellunesinelmondo.it

Ingresso libero

Il film
Realizzato da un’idea di Ugo De Grandis e Vittorio Canova (regista), il documentario racconta la figura di Madre Luisa Arlotti, nata nel 1904 ad Orzes, frazione di Belluno. Trasferitasi ben presto a Venezia, a 24 anni Luisa Arlotti si fece suora canossiana, assumendo rapidamente cariche importanti nell’Ordine e divenendo poi direttrice dell’Asilo “Rossi” di Schio. Qui acquisì, per il suo impegno e il suo talento di insegnante e di infermiera, e per la sua generosità e apertura verso il prossimo, stima e affetto.
Fu questa generosità che la spinse, negli anni dell’occupazione tedesca, a dare aiuto e assistenza nel suo asilo a partigiani e militari bisognosi di cure, senza badare ai rischi che correva e che purtroppo, per la spiata di una persona che pure aveva soccorso, la condussero in prigione. Privata della libertà, resistette con fermezza e senza mai cedere alle intimidazioni e alle angherie dei tedeschi che volevano estorcerle informazioni sulla rete di assistenza in Schio.
Ma le umiliazioni più vergognose le vennero dopo, alla fine della guerra, quando per il suo passato di resistente e per malevoli e false insinuazioni sul suo operato, fu condannata dai superiori a subire continui trasferimenti e incarichi sempre più avvilenti.

Pane e ferro. Il Novecento qui da noi

Isbrec e Mondadori Bookstore vi invitano alla presentazione del libro di Massimiliano Santarossa Pane e ferro. Il Novecento qui da noi, romanzo storico edito da Edizioni Biblioteca dell’Immagine.pane e ferro 2

L’incontro si terrà lunedì 28 ottobre alle ore 18.00 presso la Libreria Mondadori Bookstore in via Mezzaterra, 15 a Belluno. Discuteranno del libro Mirta Amanda Barbonetti (Isbrec), Paola Tantulli ( Edizioni Biblioteca dell’Immagine) e Massimiliano Santarossa (scrittore).

Il Novecento nella grande pianura padana. “Pane e ferro”, il racconto dell’epopea contadina, famigliare e sociale del Novecento veneto e friulano, dove la terra è stata solcata dalla “grande storia” ben più che altrove, e dove le “storie minime”, intime e umane, parlano delle fatiche e delle conquiste di un popolo da tempo dimenticato: i “metalmezzadri”. Donne e uomini con la schiena sulla terra da coltivare e i corpi nel ferro da costruire. Un’opera storica e letteraria sul popolo Veneto e Friulano. «Cent’anni raccontati dagli occhi d’una famiglia, quella di tutti noi».
Da una ormai consolidata collaborazione con l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, Santarossa sceglie l’Isbrec come partner, per la tappa bellunese del tour del suo ultimo lavoro, dopo le presentazioni negli scorsi anni di Metropoli e Padania. Dopo un silenzio di 4 anni, lo scrittore delle periferie, torna al pubblico con un lavoro importante: un’opera storica e letteraria sul popolo Veneto e friulano, analizzando il Novecento nella grande pianura padana.
Pane e ferro sembra uno spaccato da prima rivoluzione industriale senza il carbone, un’“epopea” famigliare e sociale del Novecento veneto e friulano, un omaggio ai dimenticati della Storia, agli scarti sputati dal progresso, e che il progresso – ironia della sorte – hanno sostenuto con le loro braccia e le loro schiene. In pieno boom economico, mentre l’Italia vive il suo miracolo economico, Santarossa, racconta la storia dei metalmezzadri,  contadini che, travolti dallo sviluppo industriale delle fabbriche,  arrancano nelle fatiche dei campi alla conquista di una dignità,  diventando improvvisamente operai, ugualmente sfruttati.
Pane e ferro, con il supporto di appendici, note, liriche, cronologia del Novecento del Nordest, è un libro bellissimo, importante, impegnato e coraggioso. Un testo utile per capire ciò che siamo e perché un territorio è diventato quello che è oggi.

A 50 anni dal Conib. Presentazione del rapporto di ricerca sull’industrializzazione del comprensorio del Vajont

Doppio appuntamento di presentazione del libro di Agostino Amantia L’industrializzazione del comprensorio del Vajont. Intervento speciale, ricostruzione economica e sviluppo dopo la catastrofe (1963-2000), edito da Il Mulino. Frutto di una ricerca originale promossa dall’Isbrec su sollecitazione del Conib (Consorzio per il nucleo di industrializzazione bellunese), questo volume propone un quadro organico e articolato del processo di ricostruzione economica che si realizza nel Bellunese dopo la catastrofe del Vajont del 9 ottobre 1963.

Per presentare tale lavoro, l’Isbrec, in collaborazione con i Comuni D’Alpago e di Sedico e il Bim Piave, organizza due incontri dal titolo A 50 anni dal Conib. Presentazione del rapporto di ricerca sull’industrializzazione del comprensorio del Vajont che si terranno rispettivamente a Paludi (Alpago) e Sedico, secondo il seguente programma.

giovedì 24 ottobre 2019, ore 17.00Conib Alpago
The Mind Gym – Fedon
via Dell’industria 5/9, loc. Paludi, Alpago (BL)

Saluti
Callisto Fedon – Presidente e A.D. della Giorgio Fedon & Figli S.p.A.
Umberto Soccal – Sindaco del Comune di Alpago
Pierluigi De Cesero – Presidente del Conib
Interventi
Agostino Amantia – ricercatore
Presentazione del rapporto di ricerca
Diego Cason – sociologo
Comunità e industrializzazione: mutamenti e trasformazioni in Alpago
Testimonianze
Erminio Mazzucco – Consigliere e Vicepresidente Conib
Callisto Fedon– Presidente e A.D. della Giorgio Fedon & Figli S.p.A.
In collaborazione con Fedon
Seguirà aperitivo
Gradita conferma di partecipazione | comunicazione@fedon.it


 

Conib Sedicovenerdì 25 ottobre 2019, ore 17.30
Municipio di Sedico | Sala Consiliare

Saluti
Stefano Deon – Sindaco del Comune di Sedico
Pierluigi De Cesero – Presidente del Conib
Interventi
Agostino Amantia – ricercatore
Presentazione del rapporto di ricerca
Diego Cason – sociologo
Comunità e industrializzazione: mutamenti e trasformazioni a Sedico
Testimonianze
Giuseppe Pat – Consigliere e Vicepresidente Conib
Ubaldo Levis – Consigliere Conib
Ingresso libero

Il libro: Dopo un’ampia introduzione dello storico di Giovanni Luigi Fontana, il volume prende le mosse dallo stato della società locale all’inizio degli anni Cinquanta, di cui evidenzia la fragilità economica e la condizione di sottosviluppo originata dal drenaggio di uomini e risorse cui era sottoposta. Quindi si concentra sui due momenti chiave del processo di industrializzazione: quello promosso dal basso dalle comunità locali, che prende forma alla vigilia della catastrofe e trova nel consorzio dei comuni del Bim Piave il canale di attuazione, e quello perseguito dal legislatore dopo la catastrofe attraverso il Consorzio per il nucleo di industrializzazione della provincia di Belluno. Di questa esperienza di politica territoriale e industriale, che si sviluppa tra gli anni Sessanta e Novanta, vengono ripercorse le fasi salienti, seguendo l’iter di elaborazione della legislazione speciale, la messa in opera del processo di ricostruzione e il flusso di imprese che si insediano nelle diverse sedi del nucleo.

Nuto Revelli. Vita, guerre, libri

giuseppe_mendicino

giuseppe_mendicino

All’interno della rassegna “Oltre le Vette”, sabato 12 ottobre, alle ore 18.00, presso la sala “Bianchi” di Belluno, verrà presentato il libro di Giuseppe Mendicino Nuto Revelli. Vita, guerre, libri (Priuli & Verlucca, 2019). Autore di importanti volumi su Mario Rigoni Stern, in questo nuovo lavoro Mendicino presenta, ad un secolo dalla sua nascita, la figura di Nuto Revelli, alpinista, soldato, partigiano e studioso delle popolazioni delle montagne, di quel “mondo dei vinti” a lungo dimenticato sia dalla storiografia ufficiale che dalla retorica della montagna.  I temi ricorrenti, le passioni di Nuto Revelli, riguardano la storirevellia vista dal basso, vissuta in prima persona e testimoniata, sia in guerra sia nel mondo contadino, soprattutto quello delle colline e delle montagne del Cuneese. Dalla difesa del mondo dei vinti traspare anche un’attenzione indignata e dolente per l’abbandono di tanti borghi, la devastazione ambientale, la scomparsa di competenze e memorie. Le opere di Revelli sono un invito a non cadere nell’indifferenza, a respingere il conformismo e la prepotenza; sono uno sprone a restare sempre «ribelli per giusta causa», per la giustizia e per la libertà. Ci restano i suoi libri, le sue parole e il suo esempio.

L’incontro, promosso dall’Isbrec, sara condotto da Flavio Faoro e vedrà la partecipazione dell’autore.

L’industrializzazione del comprensorio del Vajont

Nel quadro delle celebrazioni per il 56° anniversario della tragedia del Vajont, sabato 12 ottobre, alle ore 10.00, a Longarone presso il centro culturale, verrà presentato il libro di Agostino Amantia L’industrializzazione del comprensorio del Vajont. Intervento speciale, ricostruzione economica e sviluppo dopo la catastrofe (1963-2000). Dopo i saluti delle autorità, accanto all’autore interverrà Giuseppe Luigi Fontana.

libro amantiaFrutto di una ricerca originale nata all’interno dell’Isbrec e condotta dall’autore su fonti inedite, questo volume propone un quadro organico e articolato del processo di ricostruzione economica che si realizza nel Bellunese dopo la catastrofe del Vajont del 9 ottobre 1963. Introdotto da un ampio saggio di Giovanni Luigi Fontana, che traccia il «difficile percorso» dell’industria in montagna, il volume prende le mosse dallo stato della società locale all’inizio degli anni Cinquanta, di cui evidenzia la fragilità economica e la condizione di sottosviluppo originata dal drenaggio di uomini e risorse cui era sottoposta. Quindi si concentra sui due momenti chiave del processo di industrializzazione: quello promosso dal basso dalle comunità locali, che prende forma alla vigilia della catastrofe e trova nel consorzio dei comuni del Bim Piave il canale di attuazione, e quello perseguito dal legislatore dopo la catastrofe attraverso il Consorzio per il nucleo di industrializzazione della provincia di Belluno. Di questa esperienza di politica territoriale e industriale, che si sviluppa tra gli anni Sessanta e Novanta, vengono ripercorse le fasi salienti, seguendo l’iter di elaborazione della legislazione speciale, la messa in opera del processo di ricostruzione e il flusso di imprese che si insediano nelle diverse sedi del nucleo.

Agostino Amantia è stato direttore dell’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea. Si occupa di problematiche legate allo sviluppo locale, con particolare riferimento alla montagna bellunese. Su questo tema ha curato con Antonio Lazzarini «La “questione montagna” in Veneto e Friuli tra Otto e Novecento: percezioni, analisi, interventi» (Belluno, 2005).