Mondo contemporaneo

Alcuni aspetti dell’Italia e dell’Europa contemporanea, tra arte, storia e cronaca. L’offerta didattica dell’Isbrec si arricchisce di alcune lezioni-incontri dedicati alle vicende del nostro Paese e dell’Europa dal secondo dopoguerra per imparare a conoscere il tempo presente.

“Poema a fumetti”: una ricognizione sugli anni Sessanta attraverso un libro molto irregolare di Dino Buzzati
(Alfonso Lentini)
Al centro della lezione il fumetto fra editoria popolare e cultura alta, il fumetto d’autore, gli anni Sessanta dal boom economico alla contestazione giovanile, le sperimentazioni dell’avanguardia (poesia visiva e dintorni), le inquietudini esistenziali ed espressive di Dino Buzzati e il rapporto fra scrittura e pittura nella sua opera: i “racconti da guardare”. Lettura guidata del “Poema a fumetti”. Per lo svolgimento, sono necessari un computer e uno schermo per la proiezione di un power point.
(triennio delle scuole superiori; durata: 2 h)

la popolazione europea nel tempo presente
(Enrico Bacchetti)
Quale trend possiamo riconoscere negli andamenti demografici dell’Europa contemporanea? Le due transizioni demografiche della storia recente dell’umanità hanno fortemente modificato la popolazione europea e ciò costringe i diversi Paesi (e l’Unione Europea) ad affrontare nuove sfide, tra le quali assume particolare risalto il tema dell’immigrazione.
(scuole superiori; durata 2h)

Demografia delle comunità dolomitiche
(Diego Cason)
Le comunità dolomitiche bellunesi hanno una propria storia demografica. Dall’espansione della fine ottocento alla prima caduta del primo conflitto mondiale, poi un flusso emigratorio crescente fino al 1926. La crescita negli anni del fascismo e la riduzione dovuta al secondo conflitto mondiale, la ripresa fino al baby boom e il lento declino fino al minimo della fine millennio. La demografia è una base importante nelle ricerche storiche di lungo periodo.
(scuole superiori; durata 2h)

100 anni, 4 minuti, 1910 morti. Breve viaggio nella “tragedia” del Vajont
(Enrico Bacchetti)
La tragedia del Vajont è un momento centrale nella storia non solo del nostro territorio, ma dell’Italia intera. Interessi conflittuali, esigenze di parte, ruolo dello Stato, questioni giudiziarie, letture divergenti, problema della ricostruzione e del rilancio di un territorio: tutto questo è dentro quella storia ancora così straordinariamente viva. La proposta consiste nel presentare ai ragazzi uno studio di caso, sorta di breve laboratorio storico, in cui affrontare la questione delle tensioni che si creano tra la popolazione, con tutte le sue paure e preoccupazioni, e la Sade, con le sue esigenze meramente economiche.
(scuole medie e superiori; durata 2-4 h)

Emigrazione e immigrazioni in provincia di Belluno
(Diego Cason)
Oggetto: Il territorio Dolomitico ha avuto un lungo periodo di emigrazione dalla fine dell’800 fino alla fine del 900, negli ultimi 20 anni si assiste ad una inversione di tendenza con il prevalere di modesti flussi immigratori. Due fenomeni simili anche se appaiono contrari. Conoscere gli uni e gli altri ci permette di comprendere meglio i mutamenti attuali.
(scuole superiori; durata 2h)

Anni ’70: donne in fabbrica
(Paola Salomon)
Storia di alcune fabbriche presenti nel bellunese negli anni Sessanta e Settanta con particolare riguardo a quelle fabbriche, Maitex di Feltre e Manifattura delle Alpi di Ponte nelle Alpi, dove più forte era la presenza femminile. Uso di fonti documentali e di testimonianze orali delle lavoratrici
(scuola media e istituti superiori; durata 2 h)

Vittime di mafia :1969-1994. 27 magistrati italiani assassinati perché “colpevoli” di adempiere al loro dovere
(Anna Elisa Leopardi)
Partendo dai libri “Toghe rosso sangue” di Paride Leporace e “Le ultime parole di Falcone e Borsellino” a cura di Antonella Mascali, excursus storico per ricordare il sacrificio di magistrati che hanno perso la vita per l’esercizio della loro funzione civile e di cui spesso non rimane più memoria collettiva; e anche nei casi in cui, come per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sono stati creati cippi, statue e cerimonie commemorative, questi si sono trasformati in ”cacatoi per gli uccelli” (Dacia Maraini), e le cerimonie sono sempre più vissute con disagio, perché intrise di retorica di Stato, con una narrazione tragica delle vicende, ma nello stesso tempo pacificata, che rappresenta la mafia come una minoranza di criminali che sta fuori dalla rappresentanza istituzionale, mentre la realtà vissuta dai giudici è molto diversa perché la mafia non è affatto fuori di loro ma anche tra di  loro, una realtà che Giovanni Falcone definiva “il gioco grande del Potere”.
(scuole superiori; durata 1 h o più)

“Cose di cosa nostra”. La mafia nella pagine di Giovanni Falcone
(a cura di Anna Elisa Leopardi e Lettori per caso)
Lettura da parte di “Lettori per caso” di brani tratti da “Cose di cosa nostra”, il libro di Giovanni Falcone pubblicato nel 1992 e uscito pochi giorni dopo la sua morte nell’attentato di Capaci, e scaturito dalle venti interviste che la giornalista Marcelle Padovani fece al giudice. Il testo mette in risalto la figura di Giovanni Falcone, un eroe antimafia, un servitore dello Stato, che cercando solo di applicare la legge, si è trasformato in un personaggio disturbante, un giudice che dava fastidio e che lo Stato non ha saputo proteggere.
Lettori per caso: gruppo amatoriale che si è formato sotto la guida di Loris Tormen (attore e regista bellunese), composto da Anna Maria Bortoluzzi, Anna Elisa Leopardi e Italo Rualta.
(terza media e scuole superiori; durata 1 h o più)

La street art, dall’universo metropolitano alla realtà bellunese
(Alfonso Lentini)
Il fenomeno della street art, movimento artistico oggi diffuso nelle principali realtà metropolitane, sarà trattato nei suoi vari aspetti e inserito nel suo contesto storico e sociale. Dopo la presentazione di alcuni autori significativi, saranno prese in esame opere prodotte nel bellunese da artisti di livello internazionale nell’ambito della manifestazione “Clorophilla”. In particolare si parlerà del dipinto realizzato da Ericailcane a Belluno presso il carcere di Baldenich ispirandosi alla clamorosa “beffa” in seguito alla quale un gruppo di partigiani riuscì a liberare numerosi prigionieri politici. 
(triennio delle scuole superiori; durata: 2 h)