Statuto

Lo statuto originario dell’Istituto storico bellunese della Resistenza venne redatto e approvato nel 1965 quando nacque l’associazione. Nel corso del tempo fu poi modificato. Lo statuto attualmente in vigore fu approvato dall’Assemblea straordinaria dei soci il 17 ottobre 1993 quando venne anche modificata la denominazione dell’associazione nella forma attuale: Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea.

In vista dell’entrata in vigore del Registro unico del Terzo settore, previsto dal nuovo Codice del Terzo settore, il Direttivo dell’Isbrec ha approvato un nuovo statuto che nei prossimi mesi dovrà essere ratificato dall’Assemblea dei soci in riunione strordinaria.

Nel frattempo, come detto, vige lo statuto del 1993.

Articolo 1
È costituita in Belluno una associazione senza fini di lucro, denominata “Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea”, che ha pure le funzioni di ufficio provinciale bellunese di corrispondenza dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. Essa ha sede in Belluno.

Articolo 2
L’Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea:
a) raccoglie ed ordina tutti i documenti ed i cimeli che interessano la storia della Resistenza in Belluno, provincia e in zone in cui l’apporto bellunese fu rilevante, nonché le pubblicazioni ovunque apparse al riguardo; così dicasi per i periodi più importanti del Novecento;
b) raccoglie testimonianze dei partecipanti alla Resistenza e ad altri periodi importanti del Novecento, promuove inchieste presso enti ed organismi pubblici e privati, accerta dati e statistiche sulla vita militare, politica, economica e sociale di quei periodi;
c) promuove manifestazioni culturali, esposizioni, convegni di studio e la compilazione, ed eventualmente la pubblicazione, di un bollettino periodico di studi e monografie interessanti le voci di cui alle lettere a) e b)

Articolo 3
Possono essere associati tutti i cittadini d’ambo i sessi che ne facciano domanda al Consiglio Direttivo o siano da questi invitati. Il Consiglio potrà decidere di invitarli o di ammetterli se abbiano appartenuto alla Resistenza armata, politica o morale o si riconoscano in quegli ideali e sempreché le loro qualità morali appaiano indiscutibili a giudizio insindacabile del consiglio stesso.
Agli enti o persone invitati potrà essere attribuita dal Consiglio la qualifica di associati onorari.
La decadenza dalla qualità di associato viene decisa dal Consiglio Direttivo insindacabilmente a maggioranza di due terzi.

Articolo 4
Gli associati sono: fondatori, onorari, sostenitori ed ordinari.
Gli associati fondatori sono: quelli intervenuti nell’atto costitutivo dell’Associazione; quelli onorari sono gli associati invitati, ai quali il Consiglio Direttivo ritenga di attribuire tale qualifica per particolari considerazioni; sostenitori sono gli associati ordinari che versino la maggior quota annuale che, appunto per questa categoria, sarà determinata dal Consiglio Direttivo.

Articolo 5
L’associazione è retta da un Consiglio Direttivo, che svolgerà – nell’ambito delle finalità istituzionali – le proprie funzioni in modo personale, spontaneo e gratuito, formato da non meno di nove rappresentanti designati per un periodo non superiore a tre anni dall’assemblea degli associati.

Articolo 6
Il Consiglio Direttivo nomina nel suo seno un Presidente, un Vicepresidente ed un Tesoriere-cassiere. Nomina pure, anche fuori dai propri componenti, un Direttore-segretario. Può altresì nominare, ove ne ravvisi la necessità, un Comitato Esecutivo che curi l’ordinaria attività.
Il Consiglio Direttivo si riunisce su convocazione del presidente almeno due volte all’anno. La convocazione straordinaria può essere richiesta da almeno un terzo dei consiglieri.
Il Consiglio delibera a maggioranza dei suoi componenti, come per la nomina delle cariche sociali.

Articolo 7
Il Consiglio Direttivo può costituire commissioni scientifiche e di lavoro per la consulenza storica, archivistica e per l’attività dell’Istituto.

Articolo 8
Il Consiglio Direttivo convoca quando lo ritiene opportuno, ed in ogni modo almeno ogni tre anni, l’assemblea generale degli associati ed indice convegni a scopo di studio e celebrativi.
L’Assemblea è convocata a mezzo di avviso personale agli associati da spedirsi almeno quindici giorni prima di quello fissato per la riunione.
Le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza dei presenti intervenuti sia in proprio sia per delega scritta, da conservarsi fra gli atti dell’Istituto, e ciò in conformità al combinato disposto dall’art.8 delle disposizioni di attuazione del Codice Civile e dell’art.2372 del Codice Civile. La stessa persona non può rappresentare in assemblea più di sette associati. Ciò vale anche per le modifiche statutarie e lo scioglimento dell’associazione.

Articolo 9
Le entrate ed il patrimonio dell’Istituto sono costituiti dalle quote degli associati, da contributi e donazioni dello Stato e di altri Enti pubblici, da donazioni pubbliche e private.

Articolo 10
La gestione economica dell’Istituto è controllata da un Collegio di tre revisori dei conti effettivi e due supplenti, tutti nominati dalla Assemblea Generale degli associati.

Articolo 11
L’anno sociale decorre dal 25 aprile, anniversario della Liberazione; il rendiconto dell’esercizio finanziario verrà redatto con riferimento all’anno civile.

Articolo 12
All’atto del suo scioglimento l’Istituto devolverà il suo patrimonio documentario e bibliografico al Municipio di Belluno, col vincolo di esporlo e conservarlo nel museo e nella biblioteca comunale.

Articolo 13
L’associazione aderisce all’Istituto Nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia, e all’Istituto per la Storia della Resistenza nelle Tre Venezie dell’Università di Padova.

Articolo 14
Il Presidente del Consiglio Direttivo ha la legale rappresentanza dell’associazione. Il vicepresidente lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.

Consulta l’atto notarile di approvazione dello statuto del 1993 qui
Consulta il verbale dell’Assemblea straordinaria del 1993 che ha approvato lo statuto qui
Consulta lo statuto delle origini qui