Novecento

7novecentoFerruccio Vendramini, Guerra e politica in clandestinità. Documenti del CLN mandamentale di Feltre (1943-1945), Isbrec 2006, pp. 311, € 14,00

Dopo i verbali del CLN feltrino del dopo libera­zione, editi nel 2004, viene pubblicata in questo volume una raccolta di documenti che copre il periodo conclusivo della guerra. Si tratta di un corpus non del tutto omogeneo, su cui occorre esercitare l’analisi critica in quanto prodotto da un solo esponente del CLN, il comunista “Tizio”, che per parecchi mesi tenne in vita da solo quell’organismo per sua natura collegiale e paritetico. Attraverso di esso, si può entrare nelle vicende del CLN clandestino di Feltre e prendere coscienza dei problemi cruciali che emergono nel periodo più duro della lotta di resistenza, quello successivo ai grandi rastrellamenti dell’ottobre 1944, quando si riacutizza la diatriba sulle strategie di lotta fra quanti sono chiamati ad opporsi agli occupanti. Il materiale è utile anche perché si snoda tra cronaca giornaliera e carteggi con i comandanti militari e i responsabili del PCI, redatti quando incalzava­no eventi drammatici. Si apre, così uno squarcio efficace sulla vita quotidiana della popolazione montanara in guerra, esposta alla violenza e alle minacce degli occupanti nazifascisti.

L’autore
Ferruccio Vendramini è nato a Belluno il 15 marzo 1933. È autore di numerosi saggi di storia locale. Già direttore dell’Isbrec, ne ha fondato la rivista, “Protagonisti”, nel 1980. Ha promosso convegni di storia contemporanea, curandone gli atti. Ha fatto parte della segreteria dei direttori dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. È presidente onorario dell’Associazione Veneta per la Storia Locale ed è stato recentemente chiamato a far parte del consiglio direttivo della Deputazione per la storia patria delle Venezie. Ha ricevuto dall’Amministrazione comunale di Belluno il premio della città, intitolato a S. Martino.

 


 

6novecentoGiovanni De Donà – Walter Musizza, Guerra e resistenza in Cadore. Cronache di venti mesi di lotta tra Pelmo e Peralba, Isbrec 2005, pp. 429, esaurito

Nel volume, pubblicato dall’Isbrec, con il patrocinio del Comune di Pieve di Cadore, in occasione del 60° anniversario della liberazione, gli autori ripercorrono le vicende vissute dai cadorini durante l’occupazione tedesca, dalle prime azioni militari e dall’arrivo dei combattenti dalla pianura e delle missioni alleate, ai rastrellamenti, alle battaglie, agli internamenti, agli incendi, fino alla liberazione. A tal fine, hanno effettuato ricerche in archivi e biblioteche, recuperato archivi partigiani, insieme a centinaia di foto, e intervistato i protagonisti. In tal modo, attraverso la loro preziosa testimonianza, le generazioni che erano in armi hanno potuto partecipare a scrivere concretamente la storia di quel terribile periodo.

Gli autori
Giovanni De Dona,
di Vigo di Cadere, e Walter Musizza, docente goriziano, si occupano da tempo di storia cadorina. In circa vent’anni di fattiva ricerca e mutua collaborazione hanno pubblicato numerosi saggi e ricerche, tra cui Le fortificazioni del Cadore in 4 volumi (1985-90), Appunti storici sui Pievani di Vigo (1991), Carducci e il Cadore (1992), Cridola 1944-45 (1996), Lorenzago nell’anno dell’invasione 1917-18 (1997), L’Oltrepiave nel Risorgimento nazionale. 1848 (1998), Dalle Dolomiti al Grappa – La ritirata della IV Armata dal Cadere (1999), 1848 – Una breve primavera di libertà (2000),Margherita una Regina sulle Dolomiti (2002), Alpini cadorini sul fronte greco-albanese (2003), Il compagno Ludi – autobiografia di un partigiano sudtirolese (2005). Nel 1989 e nel 2004 hanno realizzato alcuni documentari televisivi sulle fortificazioni del Cadore nella Grande Guerra, per la cui valorizzazione storica e turistica da tempo si battono pubblicando numerosi articoli su diversi giornali e riviste. Collaborano inoltre con molte testate locali, tra cui “II Corriere delle Alpi”, “L’Amico del Popolo”, “II Cadore”, “Dolomiti”. Nel 2002 sono stati insigniti del “Riconoscimento di merito ANA Cadore”.

 


 

5novecentoFerruccio Vendramini, Occupazione tedesca e guerra partigiana nel longaronese (1943-1945). Memorie e documenti, Isbrec 2005, pp. 282, esaurito

Il volume, pubblicato dall’Isbrec, con il patrocinio del Comune di Longarone, in occasione del 60° anniversario della liberazione, raccoglie documenti inediti, testimonianze dirette e note riassuntive sul periodo 1943-45 nel Longaronese. In apertura viene proposta la “memoria” di Guglielmo Panciera, il partigiano “Memo”, morto poi nella notte del Vajont. Si tratta di un racconto avvincente, che ci mette a diretto contatto con i protagonisti degli avvenimenti. La relazione conclusiva, scritta dal curatore, traccia una sintesi efficace degli eventi nel loro svolgersi complessivo, mettendo in rilievo l’apporto dato dalle popolazioni di Longarone e dei comuni viciniori alla riconquista della libertà e della democrazia.

L’autore
Ferruccio Vendramini è nato a Belluno il 15 marzo 1933. È autore di numerosi saggi di storia locale. Già direttore dell’Isbrec, ne ha fondato la rivista, “Protagonisti”, nel 1980. Ha promosso convegni di storia contemporanea, curandone gli atti. Ha fatto parte della segreteria dei direttori dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. È presidente onorario dell’Associazione Veneta per la Storia Locale ed è stato recen­temente chiamato a far parte del consiglio direttivo della Deputazione per la storia patria delle Venezie. Ha ricevuto dall’Amministrazione comunale di Belluno il premio della città, intitolato a S. Martino.

 


 

4novecentoGiovanni Perenzin, Comunisti e cattolici nella resistenza feltrina. Memoriali e scritti di protagonisti e testimoni, Isbrec 2005, pp. 238, esaurito

Il volume raccoglie narrazioni e memorie di protagonisti e testimoni della resistenza feltrina, scritte successivamente allo svolgimento dei fatti. In esse si riflettono le motivazioni personali di chi partecipò alla lotta di liberazione, fiducioso di costruire un’Italia più giusta, ma anche le pro­spettive e i punti di vista delle due maggiori forze politiche, che progettarono e attuarono in modo organico la resistenza all’invasore nazifascista. Ne emerge il doloroso e difficile sforzo della popolazione locale di conquistarsi, un posto nella lotta per la libertà, che andava espandendosi in tutta la provincia dopo il lungo periodo della dittatura fascista. Il quanto tale, il volume costituisce un tassello significativo di una storia generale della Resistenza feltrina ancora da scrivere.

L’autore
Giovanni Perenzin è nato a Feltre il 7 ottobre 1945. Laureato in filosofia, ha insegnato Materie Letterarie nella scuola Media “Gino Rocca”, attuando progetti relativi alla didattica della storia e dell’ambiente. Partecipe della vita politica e sociale feltrina, ha ricoperto diversi incarichi amministrativi. Collabora con vari periodici e riviste locali.

 


 

3novecentoFerruccio Vendramini, Alle origini della democrazia repubblicana. Feltre e il suo territorio nei verbali del CLN (1945-1946), Isbrec 2004, pp. 318, € 15,00

La ricerca contenuta in questo volume, che utilizza la documentazio­ne inedita conservata nell’archivio dell’ISBREC, documenta lo sforzo compiuto dai partiti antifascisti e dalle forze politiche per avviare la rinascita della società locale dopo la “morte della Patria” causata dalla guerra fascista a fianco del III Reich. Dopo la Liberazione, i partiti continuarono a ritrovarsi in un organismo che aveva già operato clandestinamente: il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Attraverso lo studio e l’analisi delle riunioni dei rappresentanti dei partiti del CLN mandamentale di Feltre, verbalizzate da maggio del 1945 alla fine del 1946, vengono documentati i rapporti con il Governo militare alleato e gli interventi compiuti per la ricostruzione. I verbali aprono uno squarcio sui problemi, gli entusiasmi, le passioni, le polemiche, i dissidi ed anche le delusioni del dopoguerra.

L’autore
Ferruccio Vendramini è nato a Belluno il 15 marzo 1933. È autore di numerosi saggi di storia locale. Direttore per vent’anni dell’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, ne ha fondato la rivista “Protagonisti”. Ha promosso convegni di storia contemporanea, curandone gli atti. Ha fatto parte della segreteria dei direttori dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Ha ricevuto dall’Amministrazione comunale di Belluno il premio della città, intitolato a S. Martino.

 


 

2novecentoPierantonio Gios, Parroci e resistenza nei vicariati di Fonzaso e di Quero (1943-45). Dalle relazioni e cronistorie parrocchiali, Isbrec 2003, pp. 187, € 10,00

Il filo della ricostruzione storica che viene proposta in questo volume è costituito dal coinvolgimento delle comunità locali del basso Feltrino nella logica della guerra totale, ferrea e disumana. Come i combattenti e i patrioti, la popolazione è esposta al freddo, alla fame e al terrore. Mentre viene a mancare ogni riferimento all’autorità legittima, il ritmo della vita quotidiana è scompaginato da una continua presenza delle forze di occupazione fasciste e tedesche, che contendono ai partigiani il controllo del territorio. Non c’è pace nelle famiglie; chi si arruola spesso diserta o passa da un campo all’altro secondo le convenienze e la situazione del momento: unica legge, sopravvivere. Frutto di una ricerca che ha interessato le parrocchie della diocesi di Padova in provincia di Belluno (vicariati di Fonzaso e di Quero) nel periodo compreso tra il 1943 e il 1945, questo volume costituisce un contributo nuovo e rilevante alla produzione storiografica locale e nazionale sul tema del rapporto tra Chiesa e resistenza. Introdotto da un ampio studio che analizza con lucidità e pacatezza la situazione che si crea in questa zona della provincia di Belluno in cui è molto forte la presenza delle forze tedesche e dell’esercito repubblicano, il volume ricostruisce i fatti salienti che si verificano nella vita delle comunità locali dopo l’8 settembre, sottolineando l’aiuto fattivo dato dai parroci alla popolazione e ai partigiani in molte situazioni drammatiche e difficili. Nell’appendice è riportata per intero la documentazione reperita negli archivi parrocchiali, in particolare le relazioni dei parroci e le cronistorie parrocchiali, che risultano di grande interesse per la viva rappresentazione che ci danno delle vicende personali e collettive delle comunità del basso Feltrino.

L’autore
Pierantonio Gios è nato ad Asiago nel 1940. Alunno del seminario di Padova, è stato ordinato sacerdote nel 1965. Docente di Storia della Chiesa nel seminario maggiore di Padova dal 1971, bibliotecario della Biblioteca del Seminario dal 1975, segretario dell’istituto per la storia ecclesiastica padovana dal 1990, è autore di numerosi studi e ricerche di storia moderna e contemporanea, con particolare riferimento al rapporto Chiesa-resistenza. Su questo argomento ha scritto diversi volumi, tra cui: Resistenza, parrocchia e società nella diocesi di Padova (Marsilio,l981), Un vescovo tra nazifascisti e partigiani: mons. Carlo Agostini vescovo di Padova (Padova, 1986), Controversie sulla resistenza ad Asiago e in Altipiano (Asiago, 1999) II contributo del clero del comune di Padova alla resistenza (Asiago, 2002).

 


 

1novecentoFerruccio Vendramini, Fascismo antifascismo resistenza. Studi e ricerche di storia bellunese, Isbrec 2003, PP. 409, esaurito

I saggi qui raccolti abbracciano la storia della provincia di Belluno dal primo al secondo dopoguerra. La ricerca, fra le prime che riguardano questo periodo storico per la montagna veneta, affronta temi importanti come le forme assunte dallo squadrismo nero, le lotte degli antifascisti, la seconda guerra mondiale, la resistenza, gli intrecci sociali e politici che si crearono all’indomani della fine della guerra. I riferimenti all’ambito locale si allargano costantemente alle tematiche di più ampio respiro.
I giudizi sono misurati sui parametri storiografici.

L’autore
Ferruccio Vendramini è nato a Belluno il 15 marzo 1933. È autore di numerosi saggi di storia locale. Direttore per vent’anni dell’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, ne ha fondato la rivista “Protagonisti”. Ha promosso convegni di storia contemporanea, curandone gli atti. Ha fatto parte della segreteria dei direttori dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Ha ricevuto dall’Amministrazione comunale di Belluno il premio della città, intitolato a S. Martino.