Nel quadro delle celebrazioni del Giorno della Memoria, giovedì 15 gennaio inizierà la posa di pietre d’inciampo nell’allora comune di Mel, oggi parte del comune di Borgo Valbelluna. L’iniziativa nasce da un progetto promosso da Isbrec e sostenuto fattivamente dall’Amministrazione comunale di Borgo Valbelluna e mira a restituire alla comunità la memoria di una pagina drammatica del nostro recente passato. L’appuntamento del 15 gennaio si svolgerà secondo il seguente programma:
ore 9.00
ritrovo presso l’auditorium San Pietro a Mel e presentazione dell’iniziativa, alla presenza della autorità comunali, dei rappresentanti dell’Isbrec Paola Brunello e Enrico Bacchetti, degli studenti delle classi III dell’Istituto secondario di primo grado di Mel, nonché dell’artista tedesco Günter Demnig, ideatore e realizzatore del progetto che ormai da oltre 10 anni ha portato alla realizzazione e alla posa di migliaia di pietre d’inciampo in tutta Europa.
ore 11.00
trasferimento nella frazione di Conzago, in una cui casa furono internati alcuni ebrei stranieri che, nel febbraio del 1944, furono poi prelevati e deportati ad Auschwitz; qui avverrà la posa delle pietre d’inciampo.
La cittadinanza è invitata a partecipare
I fatti
Tra il settembre del 1941 e il febbraio 1944 la provincia
di Belluno vide passare, in tempi e modi differenti, circa 180 ebrei stranieri, internati in una quindicina di comuni per volere del regime fascista. Queste persone si trovarono a trascorrere mesi e a volte anni nel nostro territorio in regime di internamento libero, una sorta di semilibertà in forza della quale molti diritti elementari furono loro negati.
Dopo che i nazisti, agli inizi di settembre del 1943, ebbero occupato la nostra provincia che, con quelle di Trento e Bolzano, andò a costituire la Zona d’Operazione delle Prealpi, il clima per questi ebrei stranieri si fece sempre più difficile. Alcuni tentarono, riuscendoci, di sfuggire al loro controllo ora nascondendosi ora fuggendo verso il sud Italia per poi essere trasferiti negli Stati Uniti, ma altri, ancora fiduciosi e forse abbagliati dalle condizioni in fondo non disumane garantite dal regime di internamento libero, scelsero di non scappare.
Costoro vissero l’esperienza più dolorosa; infatti verso la metà di febbraio del 1944 i nazisti decisero di raccogliere tutti gli ebrei ancora presenti in provincia e di deportarli prima a Fossoli (Modena), dove era attivo un campo di raccolta, e da qui ad Auschwitz da dove i più non fecero ritorno.
Le pietre di inciampo a Mel
A Mel furono arrestati e deportati in questo modo 24 persone, uomini e donne, giovani, adulti e anziani e persino bambini. La restituzione di queste storie, avvenuta negli anni passati attraverso alcuni saggi di Ferruccio Vendramini, Enrico Bacchetti e Paola Brunello, trova ora un nuovo momento nella posa delle pietre di inciampo che Isbrec e Comune di Borgo Valbelluna hanno intenzione di posare a partire da giovedì 15 gennaio e poi, via via, nei prossimi anni. In tal modo, quanti si troveranno a passare fuori dalla abitazioni in cui quelle persone, “colpevoli” solo di essere ebree, furono costrette a vivere e da cui infine furono strappate e condotte spesso a morire, potranno “inciampare” nella memoria e richiamare alla mente la brutalità dei regimi nazista e fascista che condannarono alla morte milioni di persone innocenti.
Il percorso di memoria si completerà quindi martedì 27 gennaio, alle ore 20.30, presso la sala Affreschi del Municipio a Mel, con la presentazione della ricerca “Ebrei stranieri internati a Mel” di Paola Brunello (Isbrec), introduzione di Enrico Bacchetti (Isbrec), letture di Chiara Bergamini (Isbrec) e la partecipazione di alcuni testimoni.
Chi scrive ha il dovere di raccontare una verità tremenda e chi legge ha il dovere civile di conoscerla, questa verità. Chiunque giri le spalle, chiuda gli occhi o passi oltre offende la memoria dei caduti. Chiunque si rifiuti di conoscere la verità non capirà mai con quale nemico si è battuta fino alla morte la nostra grande, la nostra santa Armata Rossa.
Vasilij Grossman, L’inferno di Treblinka







