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Riduzione dei docenti distaccati presso gli Istituti storici della Resistenza del Veneto: appello alla cittadinanza

A seguito della convenzione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, cinque docenti sono assegnati in distacco presso gli Istituti storici per la storia della Resistenza e della società contemporanea delle province di Venezia, Treviso, Vicenza, Belluno e Verona. Il loro numero non era mai stato messo in discussione, ma in questi giorni, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha comunicato la decisione di ridurre da 5 a 2 i distacchi in questione, senza tuttavia specificare quali territori saranno interessati da questo significativo taglio.

La notizia ha suscitato immediata preoccupazione e ha dato luogo a una diffusa mobilitazione tra gli insegnanti del Veneto, che in poche ore hanno sottoscritto con oltre 1.200 firme – e le adesioni continuano a crescere – un appello a sostegno del mantenimento degli attuali distacchi.

I docenti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale: contribuiscono alla didattica della storia nelle scuole, promuovono la formazione degli insegnanti e sostengono percorsi di educazione civica, con particolare attenzione ai valori fondanti della Costituzione e della memoria della Resistenza. Si tratta di un lavoro di alto valore culturale e civile, riconosciuto e apprezzato da studenti, docenti e istituzioni scolastiche.

La riduzione dei distacchi rischia di compromettere in modo significativo queste attività.

Si è chiesto pertanto all’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e al Ministero dell’Istruzione e del Merito di riconsiderare questa decisione, garantendo la continuità di un’esperienza che rappresenta un punto di riferimento per il sistema educativo regionale per tutte e cinque le province coinvolte, e si invitano tutti i cittadini che intendano sostenere la richiesta a sottoscrivere l’appello al seguente link.

Non c’è più religione

In occasione dell’uscita del n. 27 di “Venetica” (rivista degli Istituti storici della Resistenza del Veneto), numero monografico dal titolo “Non c’è più religione. Cattoliche e cattolici nel lungo ’68 in Veneto”, Isbrec, Amico del Popolo, Cgil, Fondazione Società Bellunese e Diocesi di Belluno-Feltre organizzazno un incontro di presentazione che si terrà a Belluno sabato 11 aprile, alle ore 10.00, presso la Sala “Muccin” del Centro Giovanni XXIII, secondo il seguente programma:

introduce
Alfiero Boschiero (curatore)

intervengono gli autori
Enzo Pace (sociologo delle religioni, Università di Padova)
Liviana Gazzetta (insegnante)

discutono
Lino Dall’Agnol (già presidente Acli, esecutivo Cisl)
Nelso Tabacchi (già missionario in America Latina)
Mons. Renato Marangoni (Vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre)

ingresso libero

Presentazione del libro “La casa di Sveti Vid” di Adriana Lotto

Venerdì 10 aprile, alle ore 18.00, presso la libreria Ubik di Trento, in Corso 3 Novembre, nn. 10/12, si terrà la presentazione del romanzo di Adriana LottoLa casa di Sveti Vid” (Cierre 2025). Nel corso dell’incontro, l’autrice dialogherà con Enrico Bacchetti.

La casa di Sveti Vid. Una sera di aprile del 2015, due donne narrano a turno una storia che ha inizio nel 1943 nell’isola di Veglia (Krk) occupata dagli italiani, si svolge nei campi di internamento fascisti in Italia, a Belluno, nel periodo della Resistenza e infine di nuovo tra Veglia e Fiume fino al 1950. La protagonista è la giovane croata Marija e con lei sono protagoniste le donne di qua e di là dell’Adriatico alle prese con la durezza dellavita e della guerra. Donne di popolo, per motivi diversi sole, decise e a volte rudi, ma dal cuore grande. La vicenda si ispira a fatti realmente accaduti.

Adriana Lotto è presidente dell’Associazione culturale Tina Merlin e membro del Consiglio Direttivo dell’Isbrec. Docente e ricercatrice, ha insegnato storia contemporanea presso la Facoltà di Lingue straniere dello Iulm di Milano, sede di Feltre, dal 1997 al 2003 ed è stata cultore della materia presso il Dipartimento di storia dell’Università di Venezia. È autrice di numerosi libri, saggi e articoli su riviste e giornali. La casa di Sveti Vid (Cierre edizioni) è il suo primo romanzo. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Una donna in guerra. Diario di Isabella Bigontina Sperti 1918 (1996), Quella del Vajont. Tina Merlin, una donna contro (2021); Tra beneficenza e credito. Il Monte di Pietà di Belluno nei secoli XIX e XX (2021), Belluno dall’annessione alla fine dell’Ottocento (2016).

Enrico Bacchetti, insegnante e ricercatore storico, è distaccato dal 2010 presso l’Isbrec di cui è direttore. Autore di diversi saggi, tra le sue pubblicazioni Tra storia, società e cultura. Saggi in ricordo di Ferruccio Vendramini, curato con Franca Cosmai (2020) e Belluno dal dominio visconteo alla prima dedizione a Venezia (1404) (2021).

Ingresso libero

Riduzione dei docenti distaccati presso gli Istituti storici della Resistenza del Veneto: forte preoccupazione e mobilitazione del mondo della scuola

A seguito della convenzione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, cinque docenti sono assegnati in distacco presso gli Istituti storici per la storia della Resistenza e della società contemporanea delle province di Venezia, Treviso, Vicenza, Belluno e Verona. Il loro numero non era mai stato messo in discussione fin dai tempi della trasformazione dei precedenti comandi negli attuali distacchi previsti dalla cosiddetta “Legge sulla buona scuola” del 2015, e in alcune provincie i distacchi sono presenti da molti più anni.

In questi giorni, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha comunicato la decisione di ridurre da 5 a 2 i distacchi in questione, senza tuttavia specificare quali territori saranno interessati da questo significativo taglio.

La notizia ha suscitato immediata preoccupazione e ha dato luogo a una diffusa mobilitazione tra gli insegnanti del Veneto, che in poche ore hanno sottoscritto con oltre 1.200 firme – e le adesioni continuano a crescere – un appello a sostegno del mantenimento degli attuali distacchi.

I docenti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale: contribuiscono alla didattica della storia nelle scuole, promuovono la formazione degli insegnanti e sostengono percorsi di educazione civica, con particolare attenzione ai valori fondanti della Costituzione e della memoria della Resistenza. Si tratta di un lavoro di alto valore culturale e civile, riconosciuto e apprezzato da studenti, docenti e istituzioni scolastiche.

La riduzione dei distacchi rischia di compromettere in modo significativo queste attività, indebolendo un presidio fondamentale sia per la qualità dell’insegnamento della storia e per la formazione civica delle nuove generazioni, sia per la presenza attiva sui territori e per la trasmissione della conoscenza e della consapevolezza della storia regionale e locale. Si tratta di un lavoro essenziale, riconosciuto come tale anche dalla legge regionale n. 23 del 15 settembre 2025.

Si è chiesto pertanto all’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e al Ministero dell’Istruzione e del Merito di riconsiderare questa decisione, garantendo la continuità di un’esperienza che rappresenta un punto di riferimento per il sistema educativo regionale per tutte e cinque le province coinvolte.

Giulia Albanese, Presidente Istituto veneziano per la storia
della Resistenza e della società contemporanea (Iveser)

Diego Cason, Presidente Istituto storico bellunese per la storia
della Resistenza e dell’età contemporanea (Isbrec)

Stefano Fracasso, Presidente Istituto storico della Resistenza
e dell’età contemporanea della provincia di Vicenza ‘Ettore Gallo’ (Istrevi)

Federico Melotto, Presidente Istituto veronese per la storia
della Resistenza e dell’età contemporanea (IvRr)

Chiara Scinni, Presidente Istituto per la storia della Resistenza
e della società contemporanea della Marca Trevigiana (Istresco)

“Fuori Orario cose (mai) viste” presenta “Mario Bernardo – Radiosa Aurora. Una vita dedicata al cinema e alla fotografia”

Domenica 29 marzoFuori Orario cose (mai) viste“, la nota trasmissione di Rai3 presenta “Mario Bernardo – Radiosa Aurora. Una vita dedicata al cinema e alla fotografia”. L’iniziativa vede come co-protagonista l’Isbrec che, il 4 febbraio 2023, ha organizzato il convegno internazionale dedicato alla figura poliedrica del cineasta di origini veneziane, già combattente sulle montagne bellunesi durante il periodo della Lotta di Liberazione col nome di battaglia “Radiosa Aurora”. Durante la puntata di “Fuori orario” si vedranno immagini del convegno con interventi di Adriana Lotto, Mirco Melanco e Romina Zanon (membri del Direttivo dell’Isbrec), e del documentario “Dal mio punto di vista” di Daniele Cini già proiettato in quell’occasione, insieme a immagini di repertorio di Luigi Simeone che ha intervistato Mario nell’ultimo periodo di vita.

Scrive Paolo Luciani (autore di “Fuori orario”) nel comunicato stampa:
Mario Bernardo (Venezia 22/02/1919 – Bieno 2019), la sua vita ed il suo lavoro, è stato protagonista di un convegno internazionale curato nel 2023 a Belluno da Adriana Lotto, Mirco Melanco, Romina Zanon, con il contributo dell’Università di Padova – Dipartimento Beni Culturali, dell’Isbrec di Belluno – Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, del Comune di Belluno. Appartenente a una famiglia veneziana di nobili origini, studente universitario, Bernardo nel 1940 viene chiamato sotto le armi, dopo l’8 settembre 1943 matura la scelta di aderire alla resistenza; la sua militanza si svolgerà in particolare tra le formazioni partigiane del Monte Grappa, con il nome di Radiosa Aurora. Nel dopoguerra decide di trasferirsi a Roma. Qui può dare tutto lo spazio necessario e possibile alla sua passione per il cinema, che lo aveva sempre accompagnato fin dai suoi anni giovanili. Inizia una attività via via sempre più imponente, in centinaia di documentari, medio e lungometraggi, a soggetto e non, principalmente come direttore della fotografia, ma anche come sceneggiatore, produttore, montatore. Il suo lavoro troverà spazio in produzioni estere (Cina, Stati Uniti, Canada, Giappone) ed in Italia con numerosi protagonisti del nostro cinema: Glauco Pellegrini, Giuseppe Ferrara, Franco Arcalli, Nelo Risi, Gianni Toti, Florestano Vancini, Giulio Petroni, Sergio Spina, Lino Miccichè, Virgilio Tosi, Michele Gandin, Libero Bizzarri, Alberto Caldana, Giorgio Arlorio, ecc.
Ma è soprattutto con Pier Paolo Pasolini che Bernardo instaura una collaborazione importante, risultando decisivo nelle lavorazioni, come direttore della fotografia, di Uccellacci e uccellini e Comizi d’amore. Bernardo sarà sempre attento alle possibilità e alle necessità tecniche richieste dal cinema, dalla sua evoluzione. Intuisce tra i primi la novità della videoregistrazione e del digitale; scrive numerosi trattati e manuali di tecnica cinematografica, in particolare sulla ripresa ed i trucchi. Roberto Rossellini lo chiama al Centro Sperimentale di Cinematografia come titolare della cattedra di “Tecniche audiovisive e riprese film documentario e scientifico” (che varierà più volte denominazione nel corso degli anni), incarico che terrà dal 1972 al 1997.

Nella notte:

Dal mio punto di vista
di Daniele Cini. Intervista realizzata per i 90 anni di Bernardo

La strada più lunga
regia di Nelo Risi; con Gian Maria Volontè

Mario Bernardo: lavoro, passione, tecnica
Una serie di interviste che nel corso degli anni Bernardo ha concesso all’amico e studioso Luigi Simeone, riguardanti in particolare la sua passione per il cinema, la tecnica, l’incontro con Pier Paolo Pasolini, l’esperienza dell’insegnamento al Centro Sperimentale di Cinematografia, l’attenzione per la tecnica cinematografica. Inoltre, proponiamo alcuni estratti dall’intervento di Adriana Lotto, Il “momento buono” Mario Bernardo tra Resistenza ed immediato dopoguerra, tenuto in occasione del convegno dedicato a Bernardo nel 2023 dall’Isbrec e dal Comune di Belluno e pubblicato dalle Edizioni Il Poligrafo.

DOPO LA MESSA IN ONDA SU RAI 3 LA PROGRAMMAZIONE SARÀ DISPONIBILE SU RAIPLAY, NELLA STRISCIA DI FUORI ORARIO

Buona visione

Presentazione del libro “Di fronte al nemico”

Comune di Feltre, Isbrec, Anpi-Feltre e Ass. culturale Tina Merlin vi invitano alla presentazione del libro “Di fronte al nemico. Donne e uomini nella Resistenza della Sinistra Piave“, curato da Adriana Lotto e Toni Sirena (Isbrec-Ass. culturale Tina Merlin, 2025). La presentazione si terrà lunedì 30 marzo alle ore 18.30 a Feltre presso la Galleria Rizzarda, via Paradiso 8 e, dopo i saluti dell’Amministrazione, vedrà la partecipazione di Adriana Lotto, Toni Sirena e Enrico Bacchetti.
Dalla quarta di copertina: «Il volume ricostruisce la storia del movimento di resistenza che operò a scavalco delle province di Belluno e Treviso attingendo a fonti quasi esclusivamente archivistiche, dall’Archivio di Stato di Belluno a quello Centrale dello Stato di Roma (Fondo Ricompart) agli Archivi degli Istituti storici della Resistenza di Belluno e di Vittorio Veneto a quello del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Padova. Sono altresì utilizzate le testimonianze edite e registrate in audiocassette dei protagonisti e la specifica letteratura. In particolare, la prima parte si sofferma sulla nascita delle cinque formazioni operanti sul territorio della Sinistra Piave dal Cansiglio al Monte Grappa, sulle loro azioni, sul loro rapporto politico e militare, su quello con le missioni alleate e sulla giustizia partigiana. La seconda parte è costituita da circa 1500 profili di partigiani, patrioti, collaboratori e benemeriti. Nella terza parte sono raccolti in larga messe significativi documenti prodotti dalle formazioni nei venti mesi di lotta».

Il testo, pubblicato con il sostegno della Regione Veneto e della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura e patrocinato dall’Archivio di Stato di Belluno, dall’Anpi e da 23 Comuni e dalla Provincia di Belluno, si presenta, anche nella veste grafica, come la naturale prosecuzione del progetto avviato anni fa dall’Istituto storico bellunese approdato in prima battuta nella pubblicazione del volume Il coraggio e la passione. Partigiani e patrioti riconosciuti nel Bellunese e militari bellunesi riconosciuti partigiani all’estero, curato da Franco Comin e Silvia Comin sotto la direzione scientifica di Enrico Bacchetti, Diego Cason, Adriana Lotto.
La ratio che ha guidato la nuova pubblicazione è tuttavia in parte differente, giacché si è deciso di partire non più dai documenti conservati all’Archivio di Stato a Roma, bensì dai ruolini militari prodotti a fine guerra dalle formazioni partigiane operanti nella Sinistra Piave, verificando in seconda battuta l’eventuale riconoscimento dello Stato. Ciò ha consentito di seguire in modo più analitico e completo il percorso nelle formazioni di patriote/i e partigiane/i in quei venti mesi di lotta di liberazione. Sarà possibile pertanto trovare nel testo anche alcuni nomi già censiti nel primo volume.

La partecipazione è libera.

Commemorazione di piazza dei Martiri

Nel quadro del calendario civile del Comune di Belluno, martedì 17 marzo si svolgerà la commemorazione dei quattro partigiani che il 17 marzo del 1945 furono impiccati dai nazisti in piazza dei Martiri, allora piazza Campedel. Salvatore Cacciatore, Giuseppe De Zordo, Valentino Andreani e Gianni Piazza, i quattro uomini su cui si scatenò la violenza del nazi-fascismo.
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Anpi provinciale di Belluno, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Isbrec, avrà inizio alle ore 10.50 in piazza dei Martiri presso il monumento alla Resistenza che ricorda i fatti del 1945. Alle ore 11.00 verrà posta una corona presso il monumento; seguiranno il saluto del Sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, un intervento di Sara Rizzotti (presidente della Consulta provinciale studentesca) e l’orazione ufficiale, affidata alla dott.ssa Monica Emmanuelli, direttrice dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione.

L’impiccagione dei quattro uomini fu la risposta nazista ad un’operazione partigiana che alcuni giorni prima aveva portato all’uccisione di alcuni fascisti bellunesi. I partigiani impiccati, tre bellunesi e un siciliano, non erano responsabili dell’operazione condotta dai compagni e furono dunque uccisi per pura rappresaglia, secondo una modalità tragicamente consueta ai nazisti. La popolazione di Belluno assistette sgomenta ai fatti e i negozi furono chiusi in segno di lutto e protesta. Ma l’aspetto più significativo fu la decisione del vescovo di Belluno Girolamo Bortignon che, venuto a sapere dell’esecuzione, accorse in piazza e, nonostante le resistenze dei soldati di Hitler, si fece consegnare una scala, salì sui lampioni e diede l’estremo saluto ai quattro uomini. I corpi dei partigiani rimasero esposti per alcuni giorni quale esplicità minaccia rivolta a quanti volessero sostenere la lotta di liberazione, ma divennero simbolo della violenza e del totale disprezzo nazisti per la vita e la dignita dei nemici uccisi.

Sono invitati a partecipare la cittadinanza e tutti coloro che si riconoscono nei valori della libertà e della democrazia nel cui nome lottarono i partigiani e che trovano espressione nella nostra Costituzione

Presentazione del libro “Non per bellezza”

Lunedì 16 marzo, alle ore 18.00, presso la Biblioteca civica di Belluno, palazzo Crepadona, verrà presentato il volume “Non per bellezza. Donne (e uomini) nella lotta partigiana“, ultima fatica di Margherita Becchetti, pubblicato da Mup nel 2025. L’iniziativa, promossa dalla Biblioteca civica di Belluno, dall’Isbrec e dall’Anpi, si inserisce nel quadro del calendario civile, assai ricco, del marzo bellunese. Oltre infatti alla celebrazione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, quello stesso giorno in città si sono commemorati i dieci partigiani impiccati al Bosco delle Castagne (evento risalente al 10 marzo 1945) e il 17 i quattro combattenti per la libertà a loro volta impiccati in piazza dei Martiri (allora Campedel).

Il libro al centro dell’incontro, che contiene anche riferimenti a storie di donne bellunesi e fotografie conservate dall’Isbrec, a partire dall’immagine di copertina, si concentra sulla presenza e la partecipazione femminile nella lotta di liberazione, riconoscendo in quei venti mesi una tappa essenziale per la liberazione delle donne non solo dal nazi-fascismo, ma anche dai pregiudizi e dagli schematismi tutti maschili. Il lavoro di Margherita Becchetti si inserisce in un filone – la storia di genere – sempre più indagato e frequentato dalla ricerca che, in relazione alla guerra partigiana, ha trovato ampio sviluppo soprattutto negli ultimi decenni.

A lungo la questione della presenza femminile è stata liquidata come semplice contributo o partecipazione che, perpetuando una declinazione al maschile della storia e in particolare della guerra, non riusciva a dare pieno risalto al ruolo effettivamente svolto dalle donne. Innestandosi invece nel solco delle più recenti letture della Resistenza italiana, il libro di Becchetti mette in risalto l’apporto concretamente dato dal mondo femminile alla lotta contro il nazi-fascismo, e lo fa partendo da alcuni interrogativi: cosa significò per quelle donne entrare in un modo di uomini? Come furono percepite? Quali blocchi interiori e pregiudizi dovettero superare? Quali soddisfazioni o delusioni ricavarono da quell’esperienza?

A tali domande intende rispondere l’incontro del 16 marzo nel corso del quale l’autrice dialogherà sul suo libro con Enrico Bacchetti, direttore dell’Isbrec. La partecipazione è libera.

Ingresso libero

Anniversario dei Caduti per la Resistenza – S. Antonio Tortal

Per l’organizzazione del Comune di Borgo Valbelluna, sabato 14 marzo, alle ore 10.30, a S. Antonio Tortal si terrà la consueta cerimonia commemorativa per ricordare il tragico destino di 14 uomini che, decisi ad opporsi alla barbarie nazi-fascista, caddero sotto la violenza degli occupanti. La cerimonia si svolgerà presso il monumento ai Caduti e, dopo la deposizione della corona di alloro e un momento di preghiera, vedrà l’orazione ufficiale di Giovanni Monico (Isbrec). Ci sarà infine un omaggio al cippo commemorativo dei Caduti della Guerra di Liberazione. Alla celebrazione parteciperanno gli studenti della Scuola media “Fratelli Schiocchet” di Trichiana.

Il momento più tragico, la comunità di S. Antonio Tortal lo visse nel marzo del 1945. Le sorti del conflitto erano ormai segnate, ma in provincia di Belluno le forze nazi-fasciste non rinunciaronono a alla propria efferata violenza. Sono almeno quattro gli episodi da ricordare in Valbelluna, due a Belluno (10 e 17 marzo) e due proprio a S. Antonio. Il primo, a seguito di un rastrellamento condotto il giorno 6 assieme a fascisti provenienti dal Trevigiano, portò all’impiccagione il 10 marzo di sette uomini: Alvaro Perinot, Gioacchino Brancher, Grassadonio Mario, Giuseppe Schiocchet, Giovanni Schiocchet, Gervasio Schiocchet, Felice Schiocchet (i quattro fratelli Schiocchet saranno in seguito insigniti della Medaglia d’Argento).
Il 14 marzo poi furono impiccati altri quattro partigiani, Aldo Donadon, Fernando Boccacini, Emilio Bruno Mondin, Angelo Pastore, arrestati durante il detto rastrellamento e successivamente condotti in carcere. Ma a questi episodi andrebbe aggiunta l’uccisione di Aldo Palman durante il rastrellamento del 6  marzo e quella a freddo di due civili, Giuseppe Ceccato e Gelindo Susanna, compiuta sempre il 6 marzo da soldati tedeschi ubriachi.
Una macabra contabilità che rivela la ferocia nazista proprio mentre la fine del conflitto e la sconfitta si stavano inesorabilmente avvicinando. Possiamo immaginare, e le testimonianze successive lo confermano, lo sgomento dei familiari delle vittime e della comunità colpite da questi episodi. A distanza di 80 anni tale sgomento resta ancora vivo: quale futuro avrebbe atteso quegli uomini? Cosa avrebbero potuto dare alle comunità di cui facevano parte e alla nuova Italia? Certo questo vale anche per i morti dell’altra parte, tuttavia pensando a queste vite non possiamo dimenticare che il loro sacrificio contribuì alla fine di un ventennio di dittatura e alla nascita di un nuovo regime, questa volta fondato sulla libertà e i valori democratici in cui oggi ancora ci riconosciamo sia pure con tutti i limiti che vi possiamo scorgere.

La cittadinanza è invitata a partecipare

Commemorazione al Bosco della Castagne

Come di consueto, anche quest’anno si terrà la commemorazione dei dieci partigiani impiccati dai nazisti il 10 marzo 1945 al Bosco delle Castagne. L’incontro è previsto per domenica 8 marzo alle ore 10.00 presso il Bosco delle Castagne. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Belluno in collaborazione con Isbrec, Anpi, Fvl, secondo il seguente programma:

celebrazione della S. Messa
saluto del Vicesindaco di Belluno, Paolo Gamba
orazione ufficiale di Marco Borghi, membro del Comitato scientifico e già direttore dell’Iveser
La cerimonia sarà accompagnata da canti eseguiti dal Coro della Casa dei Beni Comuni

10 marzo 1945. 10 partigiani detenuti nelle celle della caserma “D’Angelo” di Belluno vengono condotti dai soldati tedeschi al Bosco delle Castagne e lì, per rappresaglia, impiccati ai rami di alcuni alberi, oggi monumento alla barbarie nazi-fascista e luogo di commemorazione di quanti persero la vita in nome della Libertà.
Quel giorno, tuttavia, si contano 11 vittime, giacché i nazisti, resisi conto di uno scambio di persona, rientrati in caserma provvedono a fucilare nel cortile il partigiano inizialmente indicato nell’elenco delle vittime.
Le vittime: Mario Pasi “Montagna” (nato nel 1913), Joseph (soldato francese), Francesco Bortot “Carnera” (1921), Marcello Boni “Nino” (1921), Pietro Bertanza “Portos” (1925), Giuseppe Como “Penna” (1925), Ruggero Fiabane “Rampa” (1917), Giovanni Cibien “Mino” (1925), Giovanni Candeago “Fiore” (1921), Giuseppe Santomaso “Franco” (1920). Fucilato in caserma: Cibien Giuseppe.

La cittadinanza è invitata ad intervenire