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Una mostra per don Carlo De Luca

Nel centenario della morte di don Carlo De Luca, Magnifica Comunità di Cadore, Isbrec, Comune e Pro Loco di Borca di Cadore e Bim Piave vi invitano alla mostra Per un profilo di don Carlo De Luca (1830_1922) a cent’anni dalla morte.

Sacerdote, patriota, rimboschitore, in corrispondenza con figure della cultura italiana del suo tempo, la personalità di don De Luca è assai complessa e ricca. L’esposizione documentaria vuole renderla nuovamente visibile restituendolo alla nostra conoscenza. La mostra fa parte di un progetto più articolato che ha previsto il censimento, ancora parziale, del suo archivio conservato presso l’Isbrec e uno studio sulle diverse sfaccettature della sua vita.

La mostra verrà allestita presso la sala polivalente “La Scola” di Borca di Cadore e sarà aperta al pubblico dal 7 agosto al 4 settembre 2022, con apertura tutti i giorni dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 20.00.

Chiusura estiva dell’Isbrec

Si comunica che l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea resterà chiuso dall’1 al 31 agosto per la consueta pausa estiva. Le attività riprenderanno regolarmente giovedì 1 settembre con le iniziative che l’Isbrec sta già programmando e con l’apertura al pubblico di biblioteca e archivio.

L’Isbrec augura una buona estate
a tutti i soci, agli abbonati e ai frequentatori di biblioteca e archivio

Protagonisti 122

È disponibile il numero 122 della rivista dell’Isbrec Protagonisti. In questo fascicolo, lotte operaie, cinema, fotografia, missioni alleate e Resistenza e molto altro.

Protagonisti è una rivista di carattere storico essenzialmente incentrata sulla realtà bellunese, ma non solo, fondata nel 1980 da Ferruccio Vendramini. Soci dell’Isbrec e abbonati riceveranno il numero direttamente a casa. Il numero può essere acquistato al prezzo di €10,00 presso la sede dell’Istituto.

sommario
Saggi
Alcune note su classe operaia, contrattazione e lotte sindacali nel Bellunese degli anni Settanta (Adriana Lotto)
Giuseppe Taffarel: una rivisitazione della sua opera nel centenario della nascita e nel decennale della morte (Mirco Melanco)
La fotografia di Tina Modotti tra ideologia politica, umanesimo etnografico e ricerca formale (Romina Zanon)
Archivi e documentazione
La missione Oss “Clinton” nel rapporto di Vittorio Somenzi (Toni Sirena)
Calendario civile
Piazza dei Martiri, 17 marzo 2022 (Adriano Mansi)
Tambre, 15 gennaio 2022. Respirare insieme (Chiara Sacchet)
Diari
Cronache bellunesi 1944-45. Diario della Liberazione scritto dallo studente Alessandro Mesirca (Giovanni Perenzin)
Biografia e memoria
Il partigiano Luigi Solagna “Fischio” e il capitano Roderick Steve Hall (Giovanni De Donà)
Il signor Ernesto. Voci dalla “zona grigia” (1944-1945) (Raffaello Vergani)
In memoria
Ricordo di Roberto Zanolli Faccio (Francesco Piero Franchi)
Incontri
Gesti di memoria, azioni di futuro:
– Le donne nella Resistenza feltrina (Giovanni Perenzin)
– Una sala dedicata alle donne della Resistenza (Paola Salomon)
Schede e recensioni
Adriatico amarissimo. Una lunga storia di violenza di Raoul Pupo (Enrico Maria Massucci)
Il suicidio dell’Urss di Sergio Romano (Enrico Maria Massucci)
Una violenza incolpevole. Retoriche e pratiche dei cattolici nella Resistenza veneta di Alessandro Santagata (Gianmario Dal Molin)
Giù in mezzo agli uomini. Vita e morte di Guido Rossa di Sergio Luzzatto (Paola Salomon)
La memoria delle pietre – Lapidi e monumenti della Resistenza in provincia di Belluno di Aldo Sirena (La Redazione)

per l’elenco completo dei numeri pubblicati vedi qui

Commemorazione dei partigiani caduti presso il Ponte di S. Felice

Come di consueto, organizzata dai Comuni di Sedico e Borgo Valbelluna e con la collaborazione di Isbrec e Anpi, Fvl e Fiap, domenica 17 luglio 2022, alle ore 9.00, presso il Ponte di S. Felice (Borgo Valbelluna-Sedico) si terrà l’annuale commemorazione degli undici partigiani uccisi in un’imboscata la notte tra il 14 e il 15 luglio 1944. L’incontro di quest’anno sarà l’occasione per ricordare anche la figura di Giacomo Coppe “Bocia”, l’ultimo dei sopravvissuti, scomparso lo scorso 9 febbraio.

Questi i nomi dei patrioti deceduti:
Bogo Alfonso “Kaiser”
Bogo Ermenegildo “Brusa”
Bortot Ernesto “Stanlio”
Dal Farra Enrico “Krich”
Dal Farra Giovanni “Febo”
Dal Farra Graziano “Susto”
De Salvador Samuele “Gigi”
Fenti Vittorino “Cagnara”
Praloran Aldo “Nike”
Tormen Vittorio “Gim”
Reolon Sebastiano “Baracca”

Programma
Ore 9.00 – Ponte di San Felice
Corteo, deposizione corone
orazione ufficiale di Gianmario Dal Molin (Isbrec)

Ore 10:00 – Piazza Martiri – Bribano
Deposizione di una corona al Monumento ai Fratelli Salce

La cerimonia sarà accompagnata dall’esecuzione di brani musicali a cura del Corpo Musicale Comunale di Sedico.
Familiari dei Caduti, Autorità, Associazioni combattentistiche e popolazione sono invitati a partecipare.

La questione montana nella Resistenza italiana

Per la decima edizione della “Festa delle Resistenze” organizzata dall’Anpi Val But-Sez. “Aulo Magrini” con la collaborazione di diversi enti, sabato 16 luglio 2022, dalle ore 9.30 alle 13.00 a Paluzza (Udine), presso il cinema teatro Daniel, in via Pal Piccolo, si svolgerà il convegno La questione montana nella Resistenza italiana. Visioni politiche, progetti, aspirazioni nell’antifascismo dell’arco alpino (1943-1945).

Programma

Saluti delle autorità

Intervento di apertura
La questione montana in Italia tra epoca liberale e fascismo
Andrea Zannini (Università degli Studi di Udine)

La questione montana nella resistenza dell’arco alpino
Magrini, Marchetti, la Repubblica libera. Il futuro della montagna nella Resistenza carnica
Marco Puppini (Ifsml)

Il dibattito nella resistenza bellunese
Diego Cason (Isbrec)

Il Trentino e l’Alto Adige. Questione montana e questione nazionale
Giorgio Mezzalira (Società Storia e Regione/Geschichte und Region)

Autonomismo e visione europea nelle Alpi occidentali. Da Chivasso al dopoguerra
Alessandro Celi (Fondation Emil Chanoux – Aoste)

Esiti costituzionali e sviluppi repubblicani
La Resistenza e la montagna nella Costituzione. La vittoria, incompresa, di un’eresia politica
Oscar Gaspari (Università Lumsa di Roma)

Dal dibattito sulle regioni autonome alle comunità montane. Proposte di ricerca dalle carte del Fondo Lizzero
Monica Emmanuelli (Ifsml)

Dibattito
Modera Annalisa Bonfiglioli (Vice-Presidente Cai – Sez. di Tolmezzo)

Convegno a cura di Denis Baron e Claudio Lorenzini (Ass. Culturale Giorgio Ferigo)

Visualizza la locandina qui

Addio a Boris Pahor

Il 30 maggio ci ha lasciati Boris Pahor, il grande scrittore sloveno nato a Trieste nel 1913, in pieno clima austroungarico. Sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, ha fatto della sua esperienza biografica una missione di vita, raccontandola nei suoi libri e parlandone nei molteplici incontri pubblici.
A sette anni aveva visto bruciare, per mano dei fascisti, la casa della cultura slovena. Questa vicenda lo segnò per tutta la vita, tornandovi spesso nei suoi romanzi e racconti. Dopo essersi laureato in Lettere all’Università di Padova, si dedicò all’insegnamento della lingua italiana, nelle scuole medie triestine. Soldato nella guerra in Libia, tornato nella città natale durante l’armistizio, entrò nella resistenza slovena. Nel febbraio 1944 fu catturato dalla Gestapo come prigioniero politico e conobbe l’orrore di cinque campi di concentramento: Natzweiler, Dachau, Dora, Harzungen e Bergen Belsen.
Tornato a Trieste dopo la guerra, si è sempre impegnato a raccontare sulla sua rivista “Zaliv” il genocidio della sua gente, la minoranza slovena. La sua opposizione a ogni totalitarismo è simbolicamente espressa nel titolo del suo libro Tre volte no (Rizzoli, 2009), no al fascismo, no al nazismo, no al comunismo.
Ci sono voluti quarant’anni e decine di libri stampati all’estero, una Legion d’Onore, premi negli Stati Uniti, traduzioni in inglese, tedesco, francese, persino in finlandese e più di una segnalazione al Nobel per la letteratura, perché fosse conosciuto appieno in Italia. Quando Necropoli, il capolavoro letterario con cui ha raccontato l’esperienza nei campi di concentramento, nel 2008 viene ristampato a quarant’anni dalla prima edizione, l’autore, finalmente conosce nel nostro Paese la fama meritata, complice anche la partecipazione alla trasmissione televisiva su Rai 3 “Che tempo che fa” di Fabio Fazio.
E di Necropoli è più volte venuto a parlare nella città di Belluno: nel 2009, nel 2010 e nel 2014. Nel 2009 per due ore ininterrotte, assieme a Mirta Amanda Barbonetti, parlò della sua vita davanti a un pubblico che si era assiepato all’inverosimile, nella piccola Sala degli Affreschi dell’Amministrazione provinciale. Ma Boris voleva incontrare gli studenti di Belluno e questo diede modo di invitarlo una seconda volta l’anno successivo, in occasione delle Celebrazioni del Giorno della Memoria, per un incontro con i ragazzi delle scuole superiori. L’evento fu molto partecipato, sia per la grande affluenza di studenti, presenti oltre ogni norma di sicurezza, sia come cittadinanza. È nel 2014 che l’Isbrec, in collaborazione con altri Enti e Associazioni, riesce a dare a Pahor la giusta accoglienza e per il Giorno della Memoria: il 27 gennaio gli viene riservato il Teatro Comunale cittadino. È stato l’incontro più sentito. Oltre 600 ragazzi quel giorno si assieparono insieme ad autorità e cittadinanza ad ascoltare commossi la sua lezione. Risuona ancor oggi il suo monito: «Ragazzi studiate la Storia per saper riconoscere i segnali del male. Studiate non solo sui libri, ma anche andando nelle biblioteche. È necessario conoscere il passato, per capire il presente ed evitare gli stessi errori nel futuro.»

Addio, carissimo Boris, ora restano le tue opere a parlare per te.

Per sapere di più sulla visita a Belluno nel 2014 guarda il video

 

Giovanna Zangrandi: una vita per la libertà

In occasione delle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione d’Italia, l’Isbrec, la Biblioteca civica di Belluno e l’Anpi sez. Cadore “Giovanna Zangrandi”, organizzano l’evento Giovanna Zangrandi: una vita per la libertà che si svolgerà nella frazione di Rizzios di Calalzo di Cadore (BL) domenica 15 maggio alle ore 10.00.
L’iniziativa, inizialmente prevista per il 24 aprile e rinviata a causa delle condizioni metoerologiche avverse, è dedicato alla scrittrice e partigiana Giovanna Zangrandi (Galliera 1910 – Pieve di Cadore 1988) e vanta il patrocinio dei comuni di Belluno, Calalzo di Cadore, Galliera (BO) e Pieve di Cadore e della Magnifica Comunità di Cadore.
L’incontro che si svolgerà sul sagrato della chiesa di S. Anna dell’antico e bellissimo borgo di Rizzios, è stato curato da Giovanni Grazioli, Direttore della Biblioteca civica di Belluno, e prevede i seguenti interventi: Enrico Bacchetti, Direttore dell’Isbrec “La Resistenza nel Bellunese e in Cadore”; “La Compagnia del Moccolo” con letture di brani tratti dal libro di Zangrandi “I giorni veri, 1943-45” edito nel 1963 da Mondadori e Roberta Fornasier, curatrice dell’Archivio Zangrandi “L’archivio di Giovanna Zangrandi”. È prevista anche un’esposizione pubblica di riproduzioni di documenti e oggetti personali della scrittrice.
Ci sarà poi un momento conviviale per i partecipanti presso il B&B “Come api al miele”, che cortesemente ospita la fase conclusiva dell’evento.

La partecipazione è libera, con il rispetto delle norme anti Covid_19 in vigore.

Nel 1937 Alma Bevilacqua (Giovanna Zangrandi in realtà è lo pseudonimo letterario), dopo la laurea in chimica, le specializzazioni in farmacia e in geologia e la scomparsa dei genitori, lascia il Bolognese dove era nata e viveva per trasferirsi in Cadore. Si stabilisce inizialmente a Cortina d’Ampezzo, dove insegna scienze naturali all’Istituto “Antonelli”. In seguito decide di trasferirsi a Borca di Cadore. L’amore per la montagna e gli sport di montagna diventa l’elemento costante della sua vita, insieme alla passione per la scrittura. Dopo l’8 settembre 1943 decide, in opposizione al fascismo e al nazismo, di schierarsi con la Resistenza e diventa staffetta partigiana della Brigata “Calvi”. Attività che svolge anche in pericolose azioni di trasporto di armi e esplosivi, nonché progettando sabotaggi sui ponti della viabilità locale, per ostacolare spostamenti e rastrellamenti delle forze armate tedesche. Ricercata dagli occupanti e oggetto di una taglia in denaro, vive gran parte di quegli anni in clandestinità svolgendo sempre il suo ruolo, adempiendo gli incarichi assegnatili a rischio della vita. (L’evento si svolgerà a Rizzios nella piazzetta adiacente uno dei nascondigli della Zangrandi nell’autunno 1944).
Quasi vent’anni dopo e meditate riflessioni, scriverà il libro da cui sono tratte le letture proposte, un diario personale ricco di esperienze e di riflessioni vissute sulla propria pelle, con la serietà e la consapevolezza di chi allora fece la scelta di lottare per il cambiamento politico, ispirata da valori di libertà e di democrazia.
L’intento della giornata è quello di ricordare una delle partigiane più attive nella lotta di liberazione del Cadore e del Bellunese e una delle maggiori scrittrici italiane del Novecento.

Per informazioni: istitutobelluno@libero.it o tel. 0437944929.

Giovanna Zangrandi: una vita per la libertà – INCONTRO RINVIATO

Si comunica che l’evento Giovanna Zangrandi: una vita per la Libertà, previsto per domenica 24 aprile e da svolgersi all’aperto, viene rinviato a causa delle cattive condizioni meteorologiche previste.
L’incontro si è dunque posticipato a domenica 15 maggio, nello stesso luogo, con medesima scansione oraria e identico programma.

Ma perché siamo ancora fascisti? & Mussolini ha fatto anche cose buone

In occasione della celebrazione della Festa della Liberazione, Anpi “La Spasema” in collaborazione con l’Isbrec e con il patrocinio del Comune di Borgo Valbelluna, organizza un incontro-dialogo con Francesco Filippi attorno ai suoi volumi Ma perché siamo ancora fascisti? (2020) e Mussolini ha fatto anche cose buone (2019).

L’appuntamento è per giovedì 28 aprile 2022 alle ore 20.30 presso l’Auditorium ex chiesa di San Pietro in borgata Garibaldi a Mel.

L’ingresso è libero nel rispetto della normativa antiCovid-19.

Francesco Filippi (1981) è uno storico della mentalità, collabora con l’Associazione di Promozione Sociale Deina che organizza viaggi della memoria e percorsi formativi in collaborazione con scuole e università. Ha partecipato alla stesura di manuali e percorsi educativi sui temi del rapporto tra memoria e presente. Consulente storico-scientifico del progetto Promemoria_Auschwitz.eu, collabora con enti culturali e istituti quali la Fondazione Museo Storico del Trentino. Tra le sue pubblicazioni, il romanzo Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo, Bollati Boringhieri 2019 e i volumi Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto, Bollati Boringhieri 2020, Noi però gli abbiamo fatto le strade: Le colonie italiane tra bugie, razzismi e amnesie, Bollati Boringhieri, 2021, Prima gli italiani! (sì, ma quali?), Laterza, 2021.

Giovanna Zangrandi: una vita per la libertà

In occasione delle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione d’Italia, l’Isbrec, la Biblioteca civica di Belluno e l’Anpi sez. Cadore “Giovanna Zangrandi”, organizzano l’evento Giovanna Zangrandi: una vita per la libertà che si svolgerà nella frazione di Rizzios di Calalzo di Cadore (BL) domenica 24 aprile alle ore 10.00.
L’iniziativa, che ha il patrocinio dei comuni di Belluno, Calalzo di Cadore, Galliera (BO) e Pieve di Cadore e della Magnifica Comunità di Cadore, è dedicato alla scrittrice e partigiana Giovanna Zangrandi (Galliera 1910 – Pieve di Cadore 1988).
L’incontro che si svolgerà sul sagrato della chiesa di S. Anna dell’antico e bellissimo borgo di Rizzios, è stato curato da Giovanni Grazioli, Direttore della Biblioteca civica di Belluno, e prevede i seguenti interventi: Enrico Bacchetti, Direttore dell’Isbrec “La Resistenza nel Bellunese e in Cadore”; Nanni Dorigo e Giorgia Sonego con letture di brani tratti dal libro di Zangrandi “I giorni veri, 1943-45” edito nel 1963 da Mondadori e Roberta Fornasier, curatrice dell’Archivio Zangrandi “L’archivio di Giovanna Zangrandi”. È prevista anche un’esposizione pubblica di riproduzioni di documenti e oggetti personali della scrittrice.
Ci sarà poi un momento conviviale per i partecipanti presso il B&B “Come api al miele”, che cortesemente ospita la fase conclusiva dell’evento.

La partecipazione è libera, con il rispetto delle norme anti Covid_19 in vigore.

Nel 1937 Alma Bevilacqua (Giovanna Zangrandi in realtà è lo pseudonimo letterario), dopo la laurea in chimica, le specializzazioni in farmacia e in geologia e la scomparsa dei genitori, lascia il Bolognese dove era nata e viveva per trasferirsi in Cadore. Si stabilisce inizialmente a Cortina d’Ampezzo, dove insegna scienze naturali all’Istituto “Antonelli”. In seguito decide di trasferirsi a Borca di Cadore. L’amore per la montagna e gli sport di montagna diventa l’elemento costante della sua vita, insieme alla passione per la scrittura. Dopo l’8 settembre 1943 decide, in opposizione al fascismo e al nazismo, di schierarsi con la Resistenza e diventa staffetta partigiana della Brigata “Calvi”. Attività che svolge anche in pericolose azioni di trasporto di armi e esplosivi, nonché progettando sabotaggi sui ponti della viabilità locale, per ostacolare spostamenti e rastrellamenti delle forze armate tedesche. Ricercata dagli occupanti e oggetto di una taglia in denaro, vive gran parte di quegli anni in clandestinità svolgendo sempre il suo ruolo, adempiendo gli incarichi assegnatili a rischio della vita. (L’evento si svolgerà a Rizzios nella piazzetta adiacente uno dei nascondigli della Zangrandi nell’autunno 1944).
Quasi vent’anni dopo e meditate riflessioni, scriverà il libro da cui sono tratte le letture proposte, un diario personale ricco di esperienze e di riflessioni vissute sulla propria pelle, con la serietà e la consapevolezza di chi allora fece la scelta di lottare per il cambiamento politico, ispirata da valori di libertà e di democrazia.

L’intento della giornata è quello di ricordare una delle partigiane più attive nella lotta di liberazione del Cadore e del Bellunese e una delle maggiori scrittrici italiane del Novecento.

Per informazioni: istitutobelluno@libero.it o tel. 0437944929.