Gente non comune

gente22Ferruccio Vendramini, Enrico Bacchetti (a cura di), Ilario Venturoli. Una vita fra politica e sociale, presentazione di Renato Bressan, Isbrec 2018, pp. 128, inserto fotografico (16 pagine), € 12,00

Nelle pagine di questo libro viene ricostruito il profilo pubblico di Ilario Venturoli nel suo impegno sia politico-amministrativo quale sindaco del Comune di Longarone, sia pure sindacale quale Segretario pro-tempore di Federconsumatori di Belluno. Quella che emerge è la figura di un uomo fortemente ancorato a valori democratici, che interpreta con rigore il proprio ruolo sempre a servizio della comunità e delle persone che si rivolgono a lui.  Un “foresto” profondamente legato alla sua terra d’adozione che anche ad età molto avanzata continua a credere nei progetti che segue con tenacia guardando sempre avanti con puro spirito di servizio tipico di una generazione che, formatasi politicamente dopo la caduta del fascismo, crede che più importanti delle persone siano gli ideali che esse incarnano.

Ilario Venturoli nasce a Poggio Renatico (Ferrara) l’1 maggio 1926. A Longarone, dove si reca per motivi di salute, incontra Caterina Olivier e dal loro matrimonio nascono i figli Antonio e Massimo. Si stabilisce con la famiglia a Codissago e lavora come impiegato presso la Ducati/Procond di Longarone.
Impegnato politicamente nel Pci (amministrerà la Federazione provinciale del partito nella seconda metà degli anni ’80), nel 1980 partecipa alle elezioni amministrative di Longarone con una coalizione che ottiene la maggioranza; dopo la breve parentesi di Vittorio Sacchet, nel gennaio del 1981 diviene Sindaco interrompendo sino allo scadere del quinquennio (11 giugno 1985) una serie di quattro mandati di Gioachino Bratti (Dc).
Tra la fine degli anni Novanta e il 2004 assume, all’interno della Camera del Lavoro di Belluno, la carica di Segretario pro-tempore di Federconsumatori provinciale, lavorando tenacemente al consolidamento di una struttura provinciale nata formalmente solo nel 1996.
Ilario Venturoli muore l’11 novembre 2017.

 


 

Francesco Piero Franchi (a cura di), Matteo Fiori. Il gente22cercatore di orizzonti, presentazione di Pippo Leo e Paola Salomon, Isbrec 2016, pp. 272, inserto fotografico (16 pagine), € 13,00

Giovanni Matteo Fiori nasce l’8 febbraio 1948 a Forno di Zoldo da madre zoldana e padre cadorino, che lo fanno crescere tra queste due valli, alle quali sarà sempre profondamente legato. Trasferitosi a Belluno con la famiglia, consegue la maturità presso il liceo classico Tiziano. Si iscrive poi alla facoltà di Giurisprudenza di Padova, dove trascorre un periodo intenso della sua vita tra militanza politica e forti amicizie. Si laurea nel 1972 e, dopo aver prestato servizio militare, nel 1974 viene assunto presso l’Ente Ospedaliero Santa Maria del Prato di Feltre, svolgendovi funzioni dirigenti come Vice Direttore Amministrativo e, successivamente, come responsabile dell’Ufficio Legale.
Durante questo periodo matura il sodalizio umano e professionale con l’avvocato Gianfranco Tandura, il quale lo porta ad abbracciare la professione forense. Si iscrive all’Albo dei Procuratori Legali del Tribunale di Belluno nel 1978 e all’Albo degli Avvocati nel 1985, abilitandosi al patrocinio presso le Magistrature superiori nel 1994. Lavora tra lo studio legale di Feltre e quello di Belluno dove conosce Liana, che diventerà sua seconda moglie e dalla quale, nel 1987, avrà la figlia Camilla.
Tra i molti suoi incarichi, fu Giudice della Commissione Tributaria Provinciale di Belluno dal 1980 e componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Belluno fino al 2007. È stato Presidente Regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto (1994-2004) e Presidente del Collegio Nazionale dei Probi viri del Cnas; e ancora Istruttore Nazionale di sci alpinismo e Istruttore di alpinismo del Cai e Istruttore Neve e Valanghe (Svi).
Consigliere Tecnico della Magnifica Comunità di Cadore dal 1990, è stato anche componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Giovanni Angelini e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Tiziano-Cadore.
Muore a Belluno il 12 novembre 2010.

 


 
 
 

guglielmino001Renzo Guglielmino, Andata e ritorno, presentazione di Adriana Lotto, Isbrec 2016, pp. 94, inserto fotografico (16 pagine), € 10,00

Che cosa vuol dire crescere in tempo di guerra, fare i conti ogni giorno con la fame, la paura, la morte? Che cosa vuol dire rendersi conto che l’armonia che regna nella natura non è la stessa che sorregge la convivenza umana? E questo ciò che si racconta in queste pagine con felice immediatezza e non di rado un pizzico di ironia, consapevole l’autore che taluni eventi, anche se del tutto casuali, orientano inevitabilmente la nostra esistenza e ci chiamano a responsabilità, ovvero a dare risposte, che non riguardano solo il singolo, ma tutti coloro con cui si lavora, si vive, si patisce, si coltivano sogni e speranze. Quelle di un mondo migliore, in cui le ingiustizie, le discriminazioni di qualsiasi genere, le prevaricazioni lascino il posto a un vivere comune rispettoso delle differenze e della dignità dell’uomo.

Renzo Guglielmino nasce nel 1933 a Gozzano (Novara). Ultimo di tre figli, rimane orfano di padre già all’età di un anno e viene allevato dalla famiglia della madre rientrata a Bolzano bellunese. Dopo la guerra emigra in Svizzera dove rimane per trentacinque anni. Si sposa e ha due figlie. Rientrato a Belluno s’impegnerà soprattutto nell’Anpi.