Archivio mensile:Febbraio 2026

Roberto “Brio” Bristot, biografia di un Artista

Per l’organizzazione di Dipartimento dei Beni Culturali e dal Dams dell’Università di Padova, Comune di Limana, Isbrec, Telebelluno e Pro Loco di Limana, sabato 14 febbraio, alle ore 18.00, presso la sala Azzurra del Ristorante Piol di Limana, verrà presentato il documentario biografico “Roberto ‘Brio’ Bristot, biografia di una Artista“. 

Ingresso libero

Il documentario è stato realizzato da studenti del Dams dell’Università di Padova che hanno frequentato il “Laboratorio per la realizzazione di documentari” nell’anno accademico 2024/2025, responsabile scientifico il Prof. Mirco Melanco. Prodotto negli ambiti del Laboratorio Audio-Video del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova. Gli studenti che hanno partecipato alla prima fase di produzione del filmato sono: Tommaso Bianchin, Davide Callegari, Giorgia Cusin, Erika D’Alconzo, Larissa Gnech, Matteo Iseppi, Tiziano Tiso, Sofia Ventura.
Il documentario spiega vita e opere dell’artista bellunese Roberto Bristot (1961-2022). Bristot ha realizzato personaggi in gomma piuma per i suoi film che ha ideato e diretto, è stato pittore e autore di spettacoli teatrali e di varietà, inoltre ha seguito con scrupolo attività per il sistema di volontariato non solo bellunese. Inoltre è stato Assessore alla Cultura del Comune di Limana. Una vita non semplice quella di Bristot: non è facile essere artisti di provincia e, avendo a disposizione pochi mezzi economici, fare tanto lavoro pensando soprattutto al mondo dell’infanzia e alle persone più disagiate. Tra i suoi film vanno sicuramente citati “Voli per Ali di Libellula (Kè Apé Tulè Sa)” girato in Africa in Costa D’Avorio su un soggetto tratto dal libro omonimo di Don Ezio Del Favero (per anni missionario nel Continente Nero); “Rol” sulla leggenda romanzata del fantastico personaggio dei boschi bellunesi: il Mazarol; “I miracoli di Valmorel” tratto dai racconti di Dino Buzzati. Un impegno culturale costante quello di Bristot che ha avuto anche momenti difficili quando momenti di depressione lo hanno travolto, cosa che accade spesso a chi ha un così forte temperamento artistico. Il documentario biografico racconta anche queste difficili fasi attraverso le testimonianze di amici e conoscenti che hanno convissuto con Roberto l’esperienza di vita di questo instancabile Artista limanese.

Crediti del documentario
Produzione: Laboratorio per la realizzazione di documentari del DAMS, Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova
Co-produttore: Isbrec
Diffusione televisiva: Telebelluno

Soggetto, produzione, supervisione: Mirco Melanco
Supervisione tecnica: Vanni Cremasco
Segretaria di produzione: Sofia Ventura
Sceneggiatura: Davide Callegari e Tiziano Tiso
Montaggio: Tommaso Bianchin, Davide Callegari, Tiziano Tiso
Regia: Davide Callegari e Tiziano Tiso

Intervistati (in ordine di apparizione): Edi Fontana, Ivo Melanco, Massimo Bristot, Paolo Tormen, Mirco Melanco, Elda Sommacal, Elvi Sommacal, Sergio Venturin, Don Ezio Del Favero, Giorgio Roncada, Emanuele Bunetto
Voce narrante: Matilde Dri

Durata: 35 minuti circa

Di fronte al nemico

È finalmente disponibile la nuova pubblicazione dell’Isbrec e dell’Associazione culturale Tina Merlin, Di fronte al nemico. Donne e uomini nella Resistenza della Sinistra Piave, curato da Adriana Lotto e Toni Sirena (pp. 355, € 25,00).
Dalla quarta di copertina: «Il volume ricostruisce la storia del movimento di resistenza che operò a scavalco delle province di Belluno e Treviso attingendo a fonti quasi esclusivamente archivistiche, dall’Archivio di Stato di Belluno a quello Centrale dello Stato di Roma (Fondo Ricompart) agli Archivi degli Istituti storici della Resistenza di Belluno e di Vittorio Veneto a quello del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Padova. Sono altresì utilizzate le testimonianze edite e registrate in audiocassette dei protagonisti e la specifica letteratura. In particolare, la prima parte si sofferma sulla nascita delle cinque formazioni operanti sul territorio della Sinistra Piave dal Cansiglio al Monte Grappa, sulle loro azioni, sul loro rapporto politico e militare, su quello con le missioni alleate e sulla giustizia partigiana. La seconda parte è costituita da circa 1500 profili di partigiani, patrioti, collaboratori e benemeriti. Nella terza parte sono raccolti in larga messe significativi documenti prodotti dalle formazioni nei venti mesi di lotta».

Il testo, pubblicato con il sostegno della Regione Veneto e della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura e patrocinato dall’Archivio di Stato di Belluno, dall’Anpi e da 23 Comuni e dalla Provincia di Belluno, si presenta, anche nella veste grafica, come la naturale prosecuzione del progetto avviato anni fa dall’Istituto storico bellunese approdato in prima battuta nella pubblicazione del volume Il coraggio e la passione. Partigiani e patrioti riconosciuti nel Bellunese e militari bellunesi riconosciuti partigiani all’estero, curato da Franco Comin e Silvia Comin sotto la direzione scientifica di Enrico Bacchetti, Diego Cason, Adriana Lotto.
La ratio che ha guidato la nuova pubblicazione è tuttavia in parte differente, giacché si è deciso di partire non più dai documenti conservati all’Archivio di Stato a Roma, bensì dai ruolini militari prodotti a fine guerra dalle formazioni partigiane operanti nella Sinistra Piave, verificando in seconda battuta l’eventuale riconoscimento dello Stato. Ciò ha consentito di seguire in modo più analitico e completo il percorso nelle formazioni di patriote/i e partigiane/i in quei venti mesi di lotta di liberazione. Sarà possibile pertanto trovare nel testo anche alcuni nomi già censiti nel primo volume.

Chiunque fosse interessato ad acquistare copia del volume, può contattare l’Isbrec scrivendo una mail a istitutobelluno@libero.it o telefonando allo 0437 944929 negli orari di apertura della sede.

Bombardamenti aerei nel Veneto (1940-1945): un atlante interattivo

Mercoledì 4 febbraio, alle ore 17.30, presso l’M9 LAB di Mestre in via Giovanni Pascoli 11, verrà presentato il progetto “Atlante dei bombardamenti aerei nel Veneto (1940-1945)” un atlante interattivo realizzato dalla rete veneta degli Istituti della Resistenza e dell’età contemporanea promosso dall’Iveser e coordianto e diretto da Marco Borghi
Il progetto, avviato nel 2023, si è recentemente concretizzato attraverso la realizzazione di una portale che descrive e permette di scoprire i bombardamenti avvenuti in Veneto ad opera degli Alleati nel corso della seconda guerra mondiale.
Nel corso dell’incontro interverranno Marco Borghi (Ivese), coordinatore del progetto e Santo Peli (Università di Padova) e saranno presenti i ricercatori autori delle schede.

Ingresso libero

I bombardamenti in Veneto
L’utilizzo dell’aviazione militare, e dei bombardamenti, fu tra le “novità” più rilevanti della Seconda Guerra Mondiale: una guerra diventata ormai “totale” che adottò strategie diverse rispetto ai conflitti precedenti. Tutti i belligeranti, infatti, fecero ricorso, su una scala senza precedenti, al bombardamento strategico di obiettivi civili, provocando la morte di centinaia di migliaia di persone.
Anche l’Italia, da sud a nord, conobbe pesantemente questo fenomeno, troppo spesso circoscritto alla sua dimensione militare, che si intensificò progressivamente durante il conflitto causando nel nostro Paese decine di migliaia di vittime tra i civili, distruzioni irreversibili di opere d’arte e monumenti, danni ingenti a siti produttivi e alle infrastrutture viarie e ferroviarie, aumentando anche altri fenomeni di natura sociale come il profugato e lo sfollamento coatto.
La regione del Veneto che nella prima parte del conflitto, per motivi di natura strategica e logistica, era stata sostanzialmente risparmiata dalle incursioni aeree dopo l’8 settembre 1943 – con l’annuncio dell’armistizio, il cambio di alleanze, la costituzione del Regno del Sud e della Repubblica sociale italiana e la possibilità di utilizzare da parte dell’aviazione alleata di basi sul territorio metropolitano – conobbe un progressivo e massiccio intensificarsi dei bombardamenti aerei, che crebbe notevolmente con lo spostamento del fronte nel corso del 1944, e che durò fino al termine del conflitto nell’aprile 1945. Il territorio veneto infatti divenne un luogo di grande importanza strategica per la sua posizione geografica a ridosso dei due valichi verso la Germania e il Nord Europa (Brennero e Tarvisio), per la presenza di considerevoli infrastrutture viarie e ferroviarie e la presenza di numerosi uffici ministeriali e comandi militari italiani e tedeschi.

Il progetto
Il progetto – curato dagli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea del Veneto (Isbrec, Istresco, Istrevi, IVrR, IstiPol, Centro Luccini) con il coordinamento e il sostegno di Iveser – ha consentito di realizzare un portale web, in grado di valorizzare e rendere facilmente fruibile un volume elevato di dati e informazioni, con la pubblicazione di una mappa interattiva dove sono geolocalizzati i singoli episodi associati ad una scheda analitica illustrativa con tutte le informazioni recuperate attraverso fonti primarie e secondarie.
Fino ad oggi infatti non esistevano cifre ufficiali sul numero complessivo dei bombardamenti e dei mitragliamenti né, tantomeno, su quello delle vittime (civili e militari) nel territorio della regione del Veneto. Certamente fu un fenomeno di rilevanti proporzioni: da una prima ricognizione, effettuata durante un seminario regionale organizzato nel dicembre 2023, erano stati individuati almeno 1.300 episodi che causarono la morte di circa 5.500/6.000 persone, in gran parte civili. I dati finali della ricerca mostrano però una realtà ancor più complessa ed un numero di episodi e vittime decisamente superiore a quello inizialmente stimato.
Il fenomeno coinvolse tutte le province del Veneto e non riguardò solo i maggiori centri urbani, pesantemente e ripetutamente colpiti, registrando un grande numero di vittime (a titolo di esempio si ricordano i bombardamenti del dicembre 1943 a Padova con circa 400 vittime, del 28 gennaio 1944 a Verona con un centinaio di vittime, del 28 marzo 1944 a Mestre con 173 vittime, del 7 aprile 1944 a Treviso con circa 1.600 vittime, del 18 novembre 1944 a Vicenza con 323 vittime) ma anche numerosissimi paesi e piccole località (Lusia, San Michele al Tagliamento, Cavarzere, Legnago).
Il progetto dunque intendeva censire, schedare e mappare la storia di tutti i bombardamenti e mitragliamenti aerei a scala regionale, nelle sue diverse e molteplici declinazioni: luoghi e protagonisti, tempi e modalità, numero delle vittime, dei feriti e dei sinistrati, quantificazione dei danni (reversibili e irreversibili), rilevando la memorialistica pubblica e privata che si è sedimentata nel tempo, restituendo un catalogo interattivo completo e facilmente consultabile di una vicenda storica ancora oggi poco conosciuta e scarsamente sedimentata nella memoria collettiva nazionale.
I risultati della ricerca possono considerarsi assolutamente positivi e soddisfacenti. Il gruppo di lavoro ha individuato complessivamente 3.607 episodi che causarono 7.379 vittime, confermando il forte impatto che il fenomeno dei bombardamenti aerei ha avuto nel contesto veneto. Uno stillicidio, con frequenza quasi quotidiana, di incursioni capillarmente distribuite su tutto il territorio regionale che interessarono i territori di 335 amministrazioni comunali. Alla fine del conflitto si contarono gli innumerevoli e pesanti danni al sistema infrastrutturale (in particolare ponti, viadotti e linee ferroviarie), agli impianti produttivi, al patrimonio storico-artistico e a quello edilizio residenziale, puntualmente riportati nelle schede dell’atlante.
Naturalmente l’atlante non ha la pretesa di aver censito tutte le incursioni aeree effettuate nella regione, cresciute esponenzialmente nel biennio 1944-1945; successive ricerche potranno implementare il repertorio, un progetto quindi che si configura come work in progress.