Bombardamenti aerei nel Veneto (1940-1945): un atlante interattivo

Mercoledì 4 febbraio, alle ore 17.30, presso l’M9 LAB di Mestre in via Giovanni Pascoli 11, verrà presentato il progetto “Atlante dei bombardamenti aerei nel Veneto (1940-1945)” un atlante interattivo realizzato dalla rete veneta degli Istituti della Resistenza e dell’età contemporanea promosso dall’Iveser e coordianto e diretto da Marco Borghi
Il progetto, avviato nel 2023, si è recentemente concretizzato attraverso la realizzazione di una portale che descrive e permette di scoprire i bombardamenti avvenuti in Veneto ad opera degli Alleati nel corso della seconda guerra mondiale.
Nel corso dell’incontro interverranno Marco Borghi (Ivese), coordinatore del progetto e Santo Peli (Università di Padova) e saranno presenti i ricercatori autori delle schede.

Ingresso libero

I bombardamenti in Veneto
L’utilizzo dell’aviazione militare, e dei bombardamenti, fu tra le “novità” più rilevanti della Seconda Guerra Mondiale: una guerra diventata ormai “totale” che adottò strategie diverse rispetto ai conflitti precedenti. Tutti i belligeranti, infatti, fecero ricorso, su una scala senza precedenti, al bombardamento strategico di obiettivi civili, provocando la morte di centinaia di migliaia di persone.
Anche l’Italia, da sud a nord, conobbe pesantemente questo fenomeno, troppo spesso circoscritto alla sua dimensione militare, che si intensificò progressivamente durante il conflitto causando nel nostro Paese decine di migliaia di vittime tra i civili, distruzioni irreversibili di opere d’arte e monumenti, danni ingenti a siti produttivi e alle infrastrutture viarie e ferroviarie, aumentando anche altri fenomeni di natura sociale come il profugato e lo sfollamento coatto.
La regione del Veneto che nella prima parte del conflitto, per motivi di natura strategica e logistica, era stata sostanzialmente risparmiata dalle incursioni aeree dopo l’8 settembre 1943 – con l’annuncio dell’armistizio, il cambio di alleanze, la costituzione del Regno del Sud e della Repubblica sociale italiana e la possibilità di utilizzare da parte dell’aviazione alleata di basi sul territorio metropolitano – conobbe un progressivo e massiccio intensificarsi dei bombardamenti aerei, che crebbe notevolmente con lo spostamento del fronte nel corso del 1944, e che durò fino al termine del conflitto nell’aprile 1945. Il territorio veneto infatti divenne un luogo di grande importanza strategica per la sua posizione geografica a ridosso dei due valichi verso la Germania e il Nord Europa (Brennero e Tarvisio), per la presenza di considerevoli infrastrutture viarie e ferroviarie e la presenza di numerosi uffici ministeriali e comandi militari italiani e tedeschi.

Il progetto
Il progetto – curato dagli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea del Veneto (Isbrec, Istresco, Istrevi, IVrR, IstiPol, Centro Luccini) con il coordinamento e il sostegno di Iveser – ha consentito di realizzare un portale web, in grado di valorizzare e rendere facilmente fruibile un volume elevato di dati e informazioni, con la pubblicazione di una mappa interattiva dove sono geolocalizzati i singoli episodi associati ad una scheda analitica illustrativa con tutte le informazioni recuperate attraverso fonti primarie e secondarie.
Fino ad oggi infatti non esistevano cifre ufficiali sul numero complessivo dei bombardamenti e dei mitragliamenti né, tantomeno, su quello delle vittime (civili e militari) nel territorio della regione del Veneto. Certamente fu un fenomeno di rilevanti proporzioni: da una prima ricognizione, effettuata durante un seminario regionale organizzato nel dicembre 2023, erano stati individuati almeno 1.300 episodi che causarono la morte di circa 5.500/6.000 persone, in gran parte civili. I dati finali della ricerca mostrano però una realtà ancor più complessa ed un numero di episodi e vittime decisamente superiore a quello inizialmente stimato.
Il fenomeno coinvolse tutte le province del Veneto e non riguardò solo i maggiori centri urbani, pesantemente e ripetutamente colpiti, registrando un grande numero di vittime (a titolo di esempio si ricordano i bombardamenti del dicembre 1943 a Padova con circa 400 vittime, del 28 gennaio 1944 a Verona con un centinaio di vittime, del 28 marzo 1944 a Mestre con 173 vittime, del 7 aprile 1944 a Treviso con circa 1.600 vittime, del 18 novembre 1944 a Vicenza con 323 vittime) ma anche numerosissimi paesi e piccole località (Lusia, San Michele al Tagliamento, Cavarzere, Legnago).
Il progetto dunque intendeva censire, schedare e mappare la storia di tutti i bombardamenti e mitragliamenti aerei a scala regionale, nelle sue diverse e molteplici declinazioni: luoghi e protagonisti, tempi e modalità, numero delle vittime, dei feriti e dei sinistrati, quantificazione dei danni (reversibili e irreversibili), rilevando la memorialistica pubblica e privata che si è sedimentata nel tempo, restituendo un catalogo interattivo completo e facilmente consultabile di una vicenda storica ancora oggi poco conosciuta e scarsamente sedimentata nella memoria collettiva nazionale.
I risultati della ricerca possono considerarsi assolutamente positivi e soddisfacenti. Il gruppo di lavoro ha individuato complessivamente 3.607 episodi che causarono 7.379 vittime, confermando il forte impatto che il fenomeno dei bombardamenti aerei ha avuto nel contesto veneto. Uno stillicidio, con frequenza quasi quotidiana, di incursioni capillarmente distribuite su tutto il territorio regionale che interessarono i territori di 335 amministrazioni comunali. Alla fine del conflitto si contarono gli innumerevoli e pesanti danni al sistema infrastrutturale (in particolare ponti, viadotti e linee ferroviarie), agli impianti produttivi, al patrimonio storico-artistico e a quello edilizio residenziale, puntualmente riportati nelle schede dell’atlante.
Naturalmente l’atlante non ha la pretesa di aver censito tutte le incursioni aeree effettuate nella regione, cresciute esponenzialmente nel biennio 1944-1945; successive ricerche potranno implementare il repertorio, un progetto quindi che si configura come work in progress.