Archivio mensile:Marzo 2026

Commemorazione di piazza dei Martiri

Nel quadro del calendario civile del Comune di Belluno, martedì 17 marzo si svolgerà la commemorazione dei quattro partigiani che il 17 marzo del 1945 furono impiccati dai nazisti in piazza dei Martiri, allora piazza Campedel. Salvatore Cacciatore, Giuseppe De Zordo, Valentino Andreani e Gianni Piazza, i quattro uomini su cui si scatenò la violenza del nazi-fascismo.
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Anpi provinciale di Belluno, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Isbrec, avrà inizio alle ore 10.50 in piazza dei Martiri presso il monumento alla Resistenza che ricorda i fatti del 1945. Alle ore 11.00 verrà posta una corona presso il monumento; seguiranno il saluto del Sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, un intervento di Sara Rizzotti (presidente della Consulta provinciale studentesca) e l’orazione ufficiale, affidata alla dott.ssa Monica Emmanuelli, direttrice dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione.

L’impiccagione dei quattro uomini fu la risposta nazista ad un’operazione partigiana che alcuni giorni prima aveva portato all’uccisione di alcuni fascisti bellunesi. I partigiani impiccati, tre bellunesi e un siciliano, non erano responsabili dell’operazione condotta dai compagni e furono dunque uccisi per pura rappresaglia, secondo una modalità tragicamente consueta ai nazisti. La popolazione di Belluno assistette sgomenta ai fatti e i negozi furono chiusi in segno di lutto e protesta. Ma l’aspetto più significativo fu la decisione del vescovo di Belluno Girolamo Bortignon che, venuto a sapere dell’esecuzione, accorse in piazza e, nonostante le resistenze dei soldati di Hitler, si fece consegnare una scala, salì sui lampioni e diede l’estremo saluto ai quattro uomini. I corpi dei partigiani rimasero esposti per alcuni giorni quale esplicità minaccia rivolta a quanti volessero sostenere la lotta di liberazione, ma divennero simbolo della violenza e del totale disprezzo nazisti per la vita e la dignita dei nemici uccisi.

Sono invitati a partecipare la cittadinanza e tutti coloro che si riconoscono nei valori della libertà e della democrazia nel cui nome lottarono i partigiani e che trovano espressione nella nostra Costituzione

Presentazione del libro “Non per bellezza”

Lunedì 16 marzo, alle ore 18.00, presso la Biblioteca civica di Belluno, palazzo Crepadona, verrà presentato il volume “Non per bellezza. Donne (e uomini) nella lotta partigiana“, ultima fatica di Margherita Becchetti, pubblicato da Mup nel 2025. L’iniziativa, promossa dalla Biblioteca civica di Belluno, dall’Isbrec e dall’Anpi, si inserisce nel quadro del calendario civile, assai ricco, del marzo bellunese. Oltre infatti alla celebrazione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, quello stesso giorno in città si sono commemorati i dieci partigiani impiccati al Bosco delle Castagne (evento risalente al 10 marzo 1945) e il 17 i quattro combattenti per la libertà a loro volta impiccati in piazza dei Martiri (allora Campedel).

Il libro al centro dell’incontro, che contiene anche riferimenti a storie di donne bellunesi e fotografie conservate dall’Isbrec, a partire dall’immagine di copertina, si concentra sulla presenza e la partecipazione femminile nella lotta di liberazione, riconoscendo in quei venti mesi una tappa essenziale per la liberazione delle donne non solo dal nazi-fascismo, ma anche dai pregiudizi e dagli schematismi tutti maschili. Il lavoro di Margherita Becchetti si inserisce in un filone – la storia di genere – sempre più indagato e frequentato dalla ricerca che, in relazione alla guerra partigiana, ha trovato ampio sviluppo soprattutto negli ultimi decenni.

A lungo la questione della presenza femminile è stata liquidata come semplice contributo o partecipazione che, perpetuando una declinazione al maschile della storia e in particolare della guerra, non riusciva a dare pieno risalto al ruolo effettivamente svolto dalle donne. Innestandosi invece nel solco delle più recenti letture della Resistenza italiana, il libro di Becchetti mette in risalto l’apporto concretamente dato dal mondo femminile alla lotta contro il nazi-fascismo, e lo fa partendo da alcuni interrogativi: cosa significò per quelle donne entrare in un modo di uomini? Come furono percepite? Quali blocchi interiori e pregiudizi dovettero superare? Quali soddisfazioni o delusioni ricavarono da quell’esperienza?

A tali domande intende rispondere l’incontro del 16 marzo nel corso del quale l’autrice dialogherà sul suo libro con Enrico Bacchetti, direttore dell’Isbrec. La partecipazione è libera.

Ingresso libero

Anniversario dei Caduti per la Resistenza – S. Antonio Tortal

Per l’organizzazione del Comune di Borgo Valbelluna, sabato 14 marzo, alle ore 10.30, a S. Antonio Tortal si terrà la consueta cerimonia commemorativa per ricordare il tragico destino di 14 uomini che, decisi ad opporsi alla barbarie nazi-fascista, caddero sotto la violenza degli occupanti. La cerimonia si svolgerà presso il monumento ai Caduti e, dopo la deposizione della corona di alloro e un momento di preghiera, vedrà l’orazione ufficiale di Giovanni Monico (Isbrec). Ci sarà infine un omaggio al cippo commemorativo dei Caduti della Guerra di Liberazione. Alla celebrazione parteciperanno gli studenti della Scuola media “Fratelli Schiocchet” di Trichiana.

Il momento più tragico, la comunità di S. Antonio Tortal lo visse nel marzo del 1945. Le sorti del conflitto erano ormai segnate, ma in provincia di Belluno le forze nazi-fasciste non rinunciaronono a alla propria efferata violenza. Sono almeno quattro gli episodi da ricordare in Valbelluna, due a Belluno (10 e 17 marzo) e due proprio a S. Antonio. Il primo, a seguito di un rastrellamento condotto il giorno 6 assieme a fascisti provenienti dal Trevigiano, portò all’impiccagione il 10 marzo di sette uomini: Alvaro Perinot, Gioacchino Brancher, Grassadonio Mario, Giuseppe Schiocchet, Giovanni Schiocchet, Gervasio Schiocchet, Felice Schiocchet (i quattro fratelli Schiocchet saranno in seguito insigniti della Medaglia d’Argento).
Il 14 marzo poi furono impiccati altri quattro partigiani, Aldo Donadon, Fernando Boccacini, Emilio Bruno Mondin, Angelo Pastore, arrestati durante il detto rastrellamento e successivamente condotti in carcere. Ma a questi episodi andrebbe aggiunta l’uccisione di Aldo Palman durante il rastrellamento del 6  marzo e quella a freddo di due civili, Giuseppe Ceccato e Gelindo Susanna, compiuta sempre il 6 marzo da soldati tedeschi ubriachi.
Una macabra contabilità che rivela la ferocia nazista proprio mentre la fine del conflitto e la sconfitta si stavano inesorabilmente avvicinando. Possiamo immaginare, e le testimonianze successive lo confermano, lo sgomento dei familiari delle vittime e della comunità colpite da questi episodi. A distanza di 80 anni tale sgomento resta ancora vivo: quale futuro avrebbe atteso quegli uomini? Cosa avrebbero potuto dare alle comunità di cui facevano parte e alla nuova Italia? Certo questo vale anche per i morti dell’altra parte, tuttavia pensando a queste vite non possiamo dimenticare che il loro sacrificio contribuì alla fine di un ventennio di dittatura e alla nascita di un nuovo regime, questa volta fondato sulla libertà e i valori democratici in cui oggi ancora ci riconosciamo sia pure con tutti i limiti che vi possiamo scorgere.

La cittadinanza è invitata a partecipare

Commemorazione al Bosco della Castagne

Come di consueto, anche quest’anno si terrà la commemorazione dei dieci partigiani impiccati dai nazisti il 10 marzo 1945 al Bosco delle Castagne. L’incontro è previsto per domenica 8 marzo alle ore 10.00 presso il Bosco delle Castagne. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Belluno in collaborazione con Isbrec, Anpi, Fvl, secondo il seguente programma:

celebrazione della S. Messa
saluto del Vicesindaco di Belluno, Paolo Gamba
orazione ufficiale di Marco Borghi, membro del Comitato scientifico e già direttore dell’Iveser
La cerimonia sarà accompagnata da canti eseguiti dal Coro della Casa dei Beni Comuni

10 marzo 1945. 10 partigiani detenuti nelle celle della caserma “D’Angelo” di Belluno vengono condotti dai soldati tedeschi al Bosco delle Castagne e lì, per rappresaglia, impiccati ai rami di alcuni alberi, oggi monumento alla barbarie nazi-fascista e luogo di commemorazione di quanti persero la vita in nome della Libertà.
Quel giorno, tuttavia, si contano 11 vittime, giacché i nazisti, resisi conto di uno scambio di persona, rientrati in caserma provvedono a fucilare nel cortile il partigiano inizialmente indicato nell’elenco delle vittime.
Le vittime: Mario Pasi “Montagna” (nato nel 1913), Joseph (soldato francese), Francesco Bortot “Carnera” (1921), Marcello Boni “Nino” (1921), Pietro Bertanza “Portos” (1925), Giuseppe Como “Penna” (1925), Ruggero Fiabane “Rampa” (1917), Giovanni Cibien “Mino” (1925), Giovanni Candeago “Fiore” (1921), Giuseppe Santomaso “Franco” (1920). Fucilato in caserma: Cibien Giuseppe.

La cittadinanza è invitata ad intervenire