Le celebrazioni del 25 aprile, festa della liberazione, si aprono con un doppio appuntamento promosso dalla Fiab (Federazione italiana ambiente bicicletta) con Isbrec, Anpi, Fondazione Società Bellunese e Comune di Borgo Valbelluna.
Si comincia con un incontro che si svolgerà giovedì 23 aprile alle ore 18.00 a Belluno, presso la sala “Bianchi”, dal titolo “Le pietre d’inciampo di Conzago. Storie di ebrei stranieri internati a Mel” e vedrà la partecipazione di Enrico Bacchetti (Isbrec) che inquadrerà il tema a livello provinciale e di Paola Brunello (Isbrec) che racconterà le vicende di quattro ebrei stranieri internati a Mel durante il secondo conflitto mondiale e infine deportati ad Auschwitz, in ricordo dei quali lo scorso gennanio sono state collocate quattro pietre d’inciampo; durante la serata, letture proposte da Chiara Bergamini (Isbrec).
Questo appuntamento prelude alla pedalata
Resistere, Pedalare, Resistere che, come tradizione, si svolgerà sabato 25 aprile e che condurrà i partecipanti a Conzago, ove le pietre sono state collocate.
Programma:
h 8.15 – ritrovo in Piazza dei Martiri, a Belluno
h 8.30 – partenza in destra Piave fino al Ponte San Felice; al Ponte Ardo si salirà (4 km 200 m dislivello +) a Pellegai, Zottier, Carve per poi scendere a Conzago
h 10.30 – breve momento di riflessione davanti alle Pietre d’Inciampo
si scenderà poi a Mel,
verso le h 12.00 – saluto delle Autorità in Sala Consigliare
h 13.00 – pranzo al Moro
h 14.30 – ripartenza per Belluno
h 16.30-17.30 – arrivo a Belluno.
Lunghezza totale km 46 con dislivello totale in salita di m 600 – Difficoltà: media per chi viene con bici muscolare, facile per e-bike.
Pranzo: al Moro di Mel, con buffet di insalate, bis di primi (risotto di stagione e pasta dello chef), acqua, vino, dolce e caffè; euro 25,00 – segnare “PRANZO” nel modulo prenotazione.
N.B.: la manifestazione si terrà anche con il maltempo – arrivo a Conzago in auto alle ore 11 (attenzione parcheggi limitati) – ritrovo alla chiesa da dove andremo a piedi – poche centinaia di metri – alle Pietre d’Inciampo. A Mel incontro con le autorità e pranzo al Moro.
Iscrizione obbligatoria: www.bellunoinbici.it – Assicurazione infortuni giornaliera euro 2,00. Il pranzo si pagherà in loco. Le iscrizioni si chiudono martedì 21 aprile.
Referente: Pierluigi Trevisan 3442336637 – pierluigi.trevisan@gmail.com
Archivi autore: isbrec
Canti a sostegno dell’Isbrec
In questi giorni, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha comunicato la decisione di ridurre da 5 a 2 i distacchi di insegnanti negli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea, senza specificare quali territori saranno interessati da questo significativo taglio.
Così, anche l’Isbrec rischia di perdere l’insegnante distaccato. Un impoverimento prima di tutto per le scuole ma anche per la promozione della storia del territorio. Per sensibilizzare i cittadini, il Coro della Casa dei Beni Comuni organizza una serata di mobilitazione davanti alla sede dell’Istituto. Canti e parole per difendere una storia, quella del distaccato, lunga 50 anni!
Festa della Liberazione – Gli appuntamenti con l’Isbrec
In occasione dell’81° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, l’Isbrec in collaborazione con altri enti, pubblici e non, ha organizzato una fitta serie di appuntamenti a cui vi invita.
Si comincia con un doppio appuntamento promosso dalla Fiab (Federazione italiana ambiente bicicletta) con Isbrec, Anpi, Fondazione Società Bellunese e Comune di Borgo Valbelluna. Il primo sarà un incontro che si svolgerà giovedì 23 aprile alle ore 18.00 a Belluno, presso la sala “Bianchi”; il tema sarà “Le pietre d’inciampo di Conzago. Storie di ebrei stranieri internati a Mel” e vedrà la partecipazione di Enrico Bacchetti (Isbrec) che inquadrerà il tema a livello provinciale; sarà poi la volta di Paola Brunello (Isbrec) che racconterà le vicende di quattro ebrei stranieri internati a Mel durante il secondo conflitto mondiale e infine deportati ad Auschwitz, in ricordo dei quali lo scorso gennanio sono state collocate quattro pietre d’inciampo; durante la serata, interverrà con alcune lettura anche Chiara Bergamini (Isbrec).
Questo appuntamento prelude alla pedalata “Resistere, Pedalare, Resistere“ che, come tradizione, si svolgerà sabato 25 aprile e che condurrà i partecipanti a Conzago, ove le pietre sono state collocate. Questo il programma: 
h 8.15 – ritrovo in Piazza dei Martiri, a Belluno
h 8.30 – partenza in destra Piave fino al Ponte San Felice; al Ponte Ardo si salirà (4 km 200 m dislivello +) a Pellegai, Zottier, Carve per poi scendere a Conzago
h 10.30 – breve momento di riflessione davanti alle Pietre d’Inciampo
si scenderà poi a Mel,
verso le 12.00 – saluto delle Autorità in Sala Consigliare
h 13.00 – pranzo al Moro
h 14.30 ripartenza per Belluno
h 16.30-17.30 – arrivo a Belluno.
Lunghezza totale km 46 con dislivello totale in salita di m 600 – Difficoltà: media per chi viene con bici muscolare, facile per ebike.
Pranzo: al Moro di Mel, con buffet di insalate, bis di primi (risotto di stagione e pasta dello chef), acqua, vino, dolce e caffè; euro 25,00 – segnare “PRANZO” nel modulo prenotazione.
N.B.: la manifestazione si terrà anche con il maltempo – arrivo a Conzago in auto alle ore 11 (attenzione parcheggi limitati) – ritrovo alla chiesa da dove andremo a piedi – poche centinaia di metri – alle Pietre d’Inciampo. A Mel incontro con le autorità e pranzo al Moro.
Iscrizione obbligatoria: www.bellunoinbici.it – Assicurazione infortuni giornaliera euro 2,00. Il pranzo si pagherà in loco. Le iscrizioni CHIUDONO martedì 21 aprile.
Referente: Pierluigi Trevisan 3442336637 – pierluigi.trevisan@gmail.com
Nel frattempo, venerdì 24 aprile, alle ore 17.30, a Cesiomaggiore presso la sala consiliare al piano terra della biblioteca comunale, si terrà la presentazione del volume “Di fronte al nemico. Donne e uomini nella Resistenza della Sinistra Piave“, curato da Adriana Lotto e Toni Sirena (Isbrec-Ass. culturale Tina Merlin, 2025). Promosso da Isbrec, Comune di Cesiomaggiore e Anpi, dopo i saluti dell’Amministrazione, vedrà la partecipazione di Adriana Lotto, Toni Sirena e Enrico Bacchetti.
Il volume ricostruisce la storia del movimento di resistenza che operò a scavalco delle province di Belluno e Treviso attingendo a fonti quasi esclusivamente archivistiche, dall’Archivio di Stato di Belluno a quello Centrale dello Stato di Roma (Fondo Ricompart) agli Archivi degli Istituti storici della Resistenza di Belluno e di Vittorio Veneto a quello del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Padova. La prima parte si sofferma sulla nascita delle cinque formazioni operanti sul territorio della Sinistra Piave dal Cansiglio al Monte Grappa, sulle loro azioni, sul loro rapporto politico e militare, su quello con le missioni alleate e sulla giustizia partigiana. La seconda parte è costituita da circa 1500 profili di partigiani, patrioti, collaboratori e benemeriti. Nella terza parte sono raccolti in larga messe significativi documenti prodotti dalle formazioni nei venti mesi di lotta».
Il 25 aprile diverse iniziative ci vedranno coinvolti. 
Si comincia con la cerimonia pubblica a Belluno, organizzata dal Comune di Belluno assieme a Isbrec, Anpi, FVL. La manifestazione inizierà alle 9.45 secondo il seguente programma:
– ritrovo in piazza dei Martiri: alzabandiera – le autorità, le associazioni e i cittadini partecipanti si riuniranno sotto il pennone. La Filarmonica di Belluno 1867 suonerà l’Inno di Mameli.
– formazione del corteo che procederà poi verso il Monumento ai Caduti della Resistenza.
– lì, posa della corona da parte del Sindaco e del Prefetto.
– seguiranno: intervento di saluto da parte del Sindaco Oscar De Pellegrin, intervento della vicepresidente della Consulta provinciale degli studenti, Sara Burlon, e l’orazione ufficiale a cura di Denise Casanova, segretaria della Camera del Lavoro della CGIL di Belluno.
Nel corso di questa giornata seguiranno due appuntamenti.
In primo luogo la Festa del 25 aprile promossa da Cgil Belluno, Anpi, Libera, Rete degli Studenti Medi e Comitato Pace e Disarmo, con il sostegno di numerose associazioni partitiche e non, tra cui l’Isbrec. La manifestazione avrà luogo a Busche, presso il centro della Pro Loco a partire dalle ore 12.00. Questo il programma della giornata:
Ore 12.30: Apertura ristorante e chiosco
Ore 15.00: Presentazione del libro “Di fronte al nemico. Donne e uomini nella Resistenza della Sinistra Piave” con la partecipazione di Adriana Lotto, Toni Sirena e Enrico Bacchetti
a seguire: “Libere di scegliere: dalla lotta partigiana alle urne. Ricordo di Teresa Mattei” a cura di Denise Casanova
“Marcia stop pesticidi. Evento 2026” con intervento di Miguel Altieri, agronomo
Ore 16.30: musica con la band Dream On Pop Rock
Il secondo incontro si terrà alle ore 17.00, a Bolzano Bellunese,
presso il salone “Savio”dell’ex asilo, Anpi, Circolo Culturale 25 aprile, Isbrec e Fondazione Società Bellunese, con il patrocinio del Comune di Belluno, vi invitano all’incontro “Dalla lotta di liberazione, ottant’anni della Repubblica italiana” nel corso del quale, attraverso una serie di letture, si rifletterà sulla lotta partigiana, la liberazione, la nascita della Repubblica e la conquista del diritto di voto per le donne.
Le iniziative proseguono nei giorni successivi con una doppia presentazione del libro “Di fronte al nemico. Donne e uomini nella Resistenza della Sinistra Piave“, curato da Adriana Lotto e Toni Sirena. Promosso da Isbrec, Comune di Limana e Anpi, l’inosi s svolgerà a Limana, presso la sala “De Fanti”, in Municipio, lunedì 27 aprile alle ore 20.30; dopo i saluti dell’Amministrazione, interverranno di Adriana Lotto, Toni Sirena e Enrico Bacchetti.
La presentazione sarà quindi replicata mercoledì 29 aprile, alle
ore 20.30, a Mel, presso la ex chiesa di S. Pietro, in borgata Garibaldi, 12, per l’organizzazione di Isbrec, Anpi e Comune di Borgo Valbelluna. Anche in questo caso sono previsti i saluti istituzionali e gli interventi degli autori e del direttore dell’Isbrec, Enrico Bacchetti.
Il testo, pubblicato con il sostegno della Regione Veneto e della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura e patrocinato dall’Archivio di Stato di Belluno, dall’Anpi e da 23 Comuni e dalla Provincia di Belluno, si presenta come la naturale prosecuzione del progetto avviato anni fa dall’Istituto storico bellunese approdato in prima battuta nella pubblicazione del volume Il coraggio e la passione. Partigiani e patrioti riconosciuti nel Bellunese e militari bellunesi riconosciuti partigiani all’estero, curato da Franco Comin e Silvia Comin sotto la direzione scientifica di Enrico Bacchetti, Diego Cason, Adriana Lotto.
La ratio che ha guidato la nuova pubblicazione è tuttavia in parte differente, giacché si è deciso di partire non più dai documenti conservati all’Archivio di Stato a Roma, bensì dai ruolini militari prodotti a fine guerra dalle formazioni partigiane operanti nella Sinistra Piave, verificando in seconda battuta l’eventuale riconoscimento dello Stato. Ciò ha consentito di seguire in modo più analitico e completo il percorso nelle formazioni di patriote/i e partigiane/i in quei venti mesi di lotta di liberazione. Sarà possibile pertanto trovare nel testo anche alcuni nomi già censiti nel primo volume.
Il 1° maggio a Belluno, organizzate dal Comune di Belluno con la collaborazione, tra gli altri, anche dell’Isbrec, si terranno le due cerimonie commemorative di piazzale Marconi e La Rossa, secondo il seguente programma:
Ore 9.00
Posa di una corona d’alloro alla lapide che ricorda i Caduti di Piazzale Marconi a nome dell’Associazione Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra. Intervento ufficiale a cura di Valentina Dalla Cort, Consigliere comunale.
Ore 10.00
Santa Messa nella Chiesetta in località La Rossa
Cerimonia presso la Scuola elementare di Fiammoi
Saluto del Sindaco, Oscar De Pellegrin
Orazione ufficiale di Lucia Olivotto, Consigliere comunale
Interventi degli studenti della scuola secondaria di primo grado “I. Nievo” e della scuola primaria di Fiammoi.
Ultimo appuntamento venerdì 8 maggio alle ore 20.30 a Sospirolo, presso il Centro civico in piazza Segato. Nel corso dell’incontro, organizzato da Anpi-Sez. Pisacane, Auser Sperone e Isbrec con il patrocinio del Comune di Sospirolo, verrà presentato il romanzo “La casa di Sveti Vid” di Adriana Lotto (Cierre, 2025). Durante la serata l’autrice dialogherà con Enrico Bacchetti.
La casa di Sveti Vid. Una sera di aprile del 2015, due donne narrano a turno una storia che ha inizio nel 1943 nell’isola di Veglia (Krk) occupata dagli italiani, si svolge nei campi di internamento fascisti in Italia, a Belluno, nel periodo della Resistenza e infine di nuovo tra Veglia e Fiume fino al 1950. La protagonista è la giovane croata Marija e con lei sono protagoniste le donne di qua e di là dell’Adriatico alle prese con la durezza della vita e della guerra. Donne di popolo, per motivi diversi sole, decise e a volte rudi, ma dal cuore grande. La vicenda si ispira a fatti realmente accaduti.
Adriana Lotto è presidente dell’Associazione culturale Tina Merlin e membro del Consiglio Direttivo dell’Isbrec. Docente e ricercatrice, ha insegnato storia contemporanea presso la Facoltà di Lingue straniere dello Iulm di Milano, sede di Feltre, dal 1997 al 2003 ed è stata cultore della materia presso il Dipartimento di storia dell’Università di Venezia. È autrice di numerosi libri, saggi e articoli su riviste e giornali. La casa di Sveti Vid (Cierre edizioni) è il suo primo romanzo. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Una donna in guerra. Diario di Isabella Bigontina Sperti 1918 (1996), Quella del Vajont. Tina Merlin, una donna contro (2021); Tra beneficenza e credito. Il Monte di Pietà di Belluno nei secoli XIX e XX (2021), Belluno dall’annessione alla fine dell’Ottocento (2016).
Riduzione dei docenti distaccati presso gli Istituti storici della Resistenza del Veneto: appello alla cittadinanza
A seguito della convenzione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, cinque docenti sono assegnati in distacco presso gli Istituti storici per la storia della Resistenza e della società contemporanea delle province di Venezia, Treviso, Vicenza, Belluno e Verona. Il loro numero non era mai stato messo in discussione, ma in questi giorni, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha comunicato la decisione di ridurre da 5 a 2 i distacchi in questione, senza tuttavia specificare quali territori saranno interessati da questo significativo taglio.
La notizia ha suscitato immediata preoccupazione e ha dato luogo a una diffusa mobilitazione tra gli insegnanti del Veneto, che in poche ore hanno sottoscritto con oltre 1.200 firme – e le adesioni continuano a crescere – un appello a sostegno del mantenimento degli attuali distacchi.
I docenti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale: contribuiscono alla didattica della storia nelle scuole, promuovono la formazione degli insegnanti e sostengono percorsi di educazione civica, con particolare attenzione ai valori fondanti della Costituzione e della memoria della Resistenza. Si tratta di un lavoro di alto valore culturale e civile, riconosciuto e apprezzato da studenti, docenti e istituzioni scolastiche.
La riduzione dei distacchi rischia di compromettere in modo significativo queste attività.
Si è chiesto pertanto all’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e al Ministero dell’Istruzione e del Merito di riconsiderare questa decisione, garantendo la continuità di un’esperienza che rappresenta un punto di riferimento per il sistema educativo regionale per tutte e cinque le province coinvolte, e si invitano tutti i cittadini che intendano sostenere la richiesta a sottoscrivere l’appello al seguente link.
Non c’è più religione
In occasione dell’uscita del n. 27 di “Venetica”
(rivista degli Istituti storici della Resistenza del Veneto), numero monografico dal titolo “Non c’è più religione. Cattoliche e cattolici nel lungo ’68 in Veneto”, Isbrec, Amico del Popolo, Cgil, Fondazione Società Bellunese e Diocesi di Belluno-Feltre organizzazno un incontro di presentazione che si terrà a Belluno sabato 11 aprile, alle ore 10.00, presso la Sala “Muccin” del Centro Giovanni XXIII, secondo il seguente programma:
introduce
Alfiero Boschiero (curatore)
intervengono gli autori
Enzo Pace (sociologo delle religioni, Università di Padova)
Liviana Gazzetta (insegnante)
discutono
Lino Dall’Agnol (già presidente Acli, esecutivo Cisl)
Nelso Tabacchi (già missionario in America Latina)
Mons. Renato Marangoni (Vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre)
ingresso libero
Presentazione del libro “La casa di Sveti Vid” di Adriana Lotto
Venerdì 10 aprile, alle ore 18.00, presso la libreria Ubik
di Trento, in Corso 3 Novembre, nn. 10/12, si terrà la presentazione del romanzo di Adriana Lotto “La casa di Sveti Vid” (Cierre 2025). Nel corso dell’incontro, l’autrice dialogherà con Enrico Bacchetti.
La casa di Sveti Vid. Una sera di aprile del 2015, due donne narrano a turno una storia che ha inizio nel 1943 nell’isola di Veglia (Krk) occupata dagli italiani, si svolge nei campi di internamento fascisti in Italia, a Belluno, nel periodo della Resistenza e infine di nuovo tra Veglia e Fiume fino al 1950. La protagonista è la giovane croata Marija e con lei sono protagoniste le donne di qua e di là dell’Adriatico alle prese con la durezza dellavita e della guerra. Donne di popolo, per motivi diversi sole, decise e a volte rudi, ma dal cuore grande. La vicenda si ispira a fatti realmente accaduti.
Adriana Lotto è presidente dell’Associazione culturale Tina Merlin e membro del Consiglio Direttivo dell’Isbrec. Docente e ricercatrice, ha insegnato storia contemporanea presso la Facoltà di Lingue straniere dello Iulm di Milano, sede di Feltre, dal 1997 al 2003 ed è stata cultore della materia presso il Dipartimento di storia dell’Università di Venezia. È autrice di numerosi libri, saggi e articoli su riviste e giornali. La casa di Sveti Vid (Cierre edizioni) è il suo primo romanzo. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Una donna in guerra. Diario di Isabella Bigontina Sperti 1918 (1996), Quella del Vajont. Tina Merlin, una donna contro (2021); Tra beneficenza e credito. Il Monte di Pietà di Belluno nei secoli XIX e XX (2021), Belluno dall’annessione alla fine dell’Ottocento (2016).
Enrico Bacchetti, insegnante e ricercatore storico, è distaccato dal 2010 presso l’Isbrec di cui è direttore. Autore di diversi saggi, tra le sue pubblicazioni Tra storia, società e cultura. Saggi in ricordo di Ferruccio Vendramini, curato con Franca Cosmai (2020) e Belluno dal dominio visconteo alla prima dedizione a Venezia (1404) (2021).
Ingresso libero
Riduzione dei docenti distaccati presso gli Istituti storici della Resistenza del Veneto: forte preoccupazione e mobilitazione del mondo della scuola
A seguito della convenzione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, cinque docenti sono assegnati in distacco presso gli Istituti storici per la storia della Resistenza e della società contemporanea delle province di Venezia, Treviso, Vicenza, Belluno e Verona. Il loro numero non era mai stato messo in discussione fin dai tempi della trasformazione dei precedenti comandi negli attuali distacchi previsti dalla cosiddetta “Legge sulla buona scuola” del 2015, e in alcune provincie i distacchi sono presenti da molti più anni.
In questi giorni, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha comunicato la decisione di ridurre da 5 a 2 i distacchi in questione, senza tuttavia specificare quali territori saranno interessati da questo significativo taglio.
La notizia ha suscitato immediata preoccupazione e ha dato luogo a una diffusa mobilitazione tra gli insegnanti del Veneto, che in poche ore hanno sottoscritto con oltre 1.200 firme – e le adesioni continuano a crescere – un appello a sostegno del mantenimento degli attuali distacchi.
I docenti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale: contribuiscono alla didattica della storia nelle scuole, promuovono la formazione degli insegnanti e sostengono percorsi di educazione civica, con particolare attenzione ai valori fondanti della Costituzione e della memoria della Resistenza. Si tratta di un lavoro di alto valore culturale e civile, riconosciuto e apprezzato da studenti, docenti e istituzioni scolastiche.
La riduzione dei distacchi rischia di compromettere in modo significativo queste attività, indebolendo un presidio fondamentale sia per la qualità dell’insegnamento della storia e per la formazione civica delle nuove generazioni, sia per la presenza attiva sui territori e per la trasmissione della conoscenza e della consapevolezza della storia regionale e locale. Si tratta di un lavoro essenziale, riconosciuto come tale anche dalla legge regionale n. 23 del 15 settembre 2025.
Si è chiesto pertanto all’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e al Ministero dell’Istruzione e del Merito di riconsiderare questa decisione, garantendo la continuità di un’esperienza che rappresenta un punto di riferimento per il sistema educativo regionale per tutte e cinque le province coinvolte.
Giulia Albanese, Presidente Istituto veneziano per la storia
della Resistenza e della società contemporanea (Iveser)
Diego Cason, Presidente Istituto storico bellunese per la storia
della Resistenza e dell’età contemporanea (Isbrec)
Stefano Fracasso, Presidente Istituto storico della Resistenza
e dell’età contemporanea della provincia di Vicenza ‘Ettore Gallo’ (Istrevi)
Federico Melotto, Presidente Istituto veronese per la storia
della Resistenza e dell’età contemporanea (IvRr)
Chiara Scinni, Presidente Istituto per la storia della Resistenza
e della società contemporanea della Marca Trevigiana (Istresco)
“Fuori Orario cose (mai) viste” presenta “Mario Bernardo – Radiosa Aurora. Una vita dedicata al cinema e alla fotografia”
Domenica 29 marzo “Fuori Orario cose (mai) viste“, la nota trasmissione di Rai3 presenta “Mario Bernardo – Radiosa Aurora. Una vita dedicata al cinema e alla fotografia”. L’iniziativa vede come co-protagonista l’Isbrec che, il 4 febbraio 2023, ha organizzato il convegno internazionale dedicato alla figura poliedrica del cineasta di origini veneziane, già combattente sulle montagne bellunesi durante il periodo della Lotta di Liberazione col nome di battaglia “Radiosa Aurora”. Durante la puntata di “Fuori orario” si vedranno immagini del convegno con interventi di Adriana Lotto, Mirco Melanco e Romina Zanon (membri del Direttivo dell’Isbrec), e del documentario “Dal mio punto di vista” di Daniele Cini già proiettato in quell’occasione, insieme a immagini di repertorio di Luigi Simeone che ha intervistato Mario nell’ultimo periodo di vita.
Scrive Paolo Luciani (autore di “Fuori orario”) nel comunicato stampa:
Mario Bernardo (Venezia 22/02/1919 – Bieno 2019), la sua vita ed il suo lavoro, è stato protagonista di un convegno internazionale curato nel 2023 a Belluno da Adriana Lotto, Mirco Melanco, Romina Zanon, con il contributo dell’Università di Padova – Dipartimento Beni Culturali, dell’Isbrec di Belluno – Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, del Comune di Belluno. Appartenente a una famiglia veneziana di nobili origini, studente universitario, Bernardo nel 1940 viene chiamato sotto le armi, dopo l’8 settembre 1943 matura la scelta di aderire alla resistenza; la sua militanza si svolgerà in particolare tra le formazioni partigiane del Monte Grappa, con il nome di Radiosa Aurora. Nel dopoguerra decide di trasferirsi a Roma. Qui può dare tutto lo spazio necessario e possibile alla sua passione per il cinema, che lo aveva sempre accompagnato fin dai suoi anni giovanili. Inizia una attività via via sempre più imponente, in centinaia di documentari, medio e lungometraggi, a soggetto e non, principalmente come direttore della fotografia, ma anche come sceneggiatore, produttore, montatore. Il suo lavoro troverà spazio in produzioni estere (Cina, Stati Uniti, Canada, Giappone) ed in Italia con numerosi protagonisti del nostro cinema: Glauco Pellegrini, Giuseppe Ferrara, Franco Arcalli, Nelo Risi, Gianni Toti, Florestano Vancini, Giulio Petroni, Sergio Spina, Lino Miccichè, Virgilio Tosi, Michele Gandin, Libero Bizzarri, Alberto Caldana, Giorgio Arlorio, ecc.
Ma è soprattutto con Pier Paolo Pasolini che Bernardo instaura una collaborazione importante, risultando decisivo nelle lavorazioni, come direttore della fotografia, di Uccellacci e uccellini e Comizi d’amore. Bernardo sarà sempre attento alle possibilità e alle necessità tecniche richieste dal cinema, dalla sua evoluzione. Intuisce tra i primi la novità della videoregistrazione e del digitale; scrive numerosi trattati e manuali di tecnica cinematografica, in particolare sulla ripresa ed i trucchi. Roberto Rossellini lo chiama al Centro Sperimentale di Cinematografia come titolare della cattedra di “Tecniche audiovisive e riprese film documentario e scientifico” (che varierà più volte denominazione nel corso degli anni), incarico che terrà dal 1972 al 1997.
Nella notte:
Dal mio punto di vista
di Daniele Cini. Intervista realizzata per i 90 anni di Bernardo
La strada più lunga
regia di Nelo Risi; con Gian Maria Volontè
Mario Bernardo: lavoro, passione, tecnica
Una serie di interviste che nel corso degli anni Bernardo ha concesso all’amico e studioso Luigi Simeone, riguardanti in particolare la sua passione per il cinema, la tecnica, l’incontro con Pier Paolo Pasolini, l’esperienza dell’insegnamento al Centro Sperimentale di Cinematografia, l’attenzione per la tecnica cinematografica. Inoltre, proponiamo alcuni estratti dall’intervento di Adriana Lotto, Il “momento buono” Mario Bernardo tra Resistenza ed immediato dopoguerra, tenuto in occasione del convegno dedicato a Bernardo nel 2023 dall’Isbrec e dal Comune di Belluno e pubblicato dalle Edizioni Il Poligrafo.
DOPO LA MESSA IN ONDA SU RAI 3 LA PROGRAMMAZIONE SARÀ DISPONIBILE SU RAIPLAY, NELLA STRISCIA DI FUORI ORARIO
Buona visione
Presentazione del libro “Di fronte al nemico”
Comune di Feltre, Isbrec, Anpi-Feltre e Ass. culturale Tina Merlin vi invitano alla presentazione del libro “Di fronte al nemico. Donne e uomini nella Resistenza della Sinistra Piave“, curato da Adriana Lotto e Toni Sirena (Isbrec-Ass. culturale Tina Merlin, 2025). La presentazione si terrà lunedì 30 marzo alle ore 18.30 a Feltre presso la Galleria Rizzarda, via Paradiso 8 e, dopo i saluti dell’Amministrazione, vedrà la partecipazione di Adriana Lotto, Toni Sirena e Enrico Bacchetti.
Dalla quarta di copertina: «Il volume ricostruisce la storia del movimento di resistenza che operò a scavalco delle province di Belluno e Treviso attingendo a fonti quasi esclusivamente archivistiche, dall’Archivio di Stato di Belluno a quello Centrale dello Stato di Roma (Fondo Ricompart) agli Archivi degli Istituti storici della Resistenza di Belluno e di Vittorio Veneto a quello del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Padova. Sono altresì utilizzate le testimonianze edite e registrate in audiocassette dei protagonisti e la specifica letteratura. In particolare, la prima parte si sofferma sulla nascita delle cinque formazioni operanti sul territorio della Sinistra Piave dal Cansiglio al Monte Grappa, sulle loro azioni, sul loro rapporto politico e militare, su quello con le missioni alleate e sulla giustizia partigiana. La seconda parte è costituita da circa 1500 profili di partigiani, patrioti, collaboratori e benemeriti. Nella terza parte sono raccolti in larga messe significativi documenti prodotti dalle formazioni nei venti mesi di lotta».
Il testo, pubblicato con il sostegno della Regione Veneto
e della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura e patrocinato dall’Archivio di Stato di Belluno, dall’Anpi e da 23 Comuni e dalla Provincia di Belluno, si presenta, anche nella veste grafica, come la naturale prosecuzione del progetto avviato anni fa dall’Istituto storico bellunese approdato in prima battuta nella pubblicazione del volume Il coraggio e la passione. Partigiani e patrioti riconosciuti nel Bellunese e militari bellunesi riconosciuti partigiani all’estero, curato da Franco Comin e Silvia Comin sotto la direzione scientifica di Enrico Bacchetti, Diego Cason, Adriana Lotto.
La ratio che ha guidato la nuova pubblicazione è tuttavia in parte differente, giacché si è deciso di partire non più dai documenti conservati all’Archivio di Stato a Roma, bensì dai ruolini militari prodotti a fine guerra dalle formazioni partigiane operanti nella Sinistra Piave, verificando in seconda battuta l’eventuale riconoscimento dello Stato. Ciò ha consentito di seguire in modo più analitico e completo il percorso nelle formazioni di patriote/i e partigiane/i in quei venti mesi di lotta di liberazione. Sarà possibile pertanto trovare nel testo anche alcuni nomi già censiti nel primo volume.
La partecipazione è libera.
Commemorazione di piazza dei Martiri
Nel quadro del calendario civile del Comune di Belluno,
martedì 17 marzo si svolgerà la commemorazione dei quattro partigiani che il 17 marzo del 1945 furono impiccati dai nazisti in piazza dei Martiri, allora piazza Campedel. Salvatore Cacciatore, Giuseppe De Zordo, Valentino Andreani e Gianni Piazza, i quattro uomini su cui si scatenò la violenza del nazi-fascismo.
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Anpi provinciale di Belluno, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Isbrec, avrà inizio alle ore 10.50 in piazza dei Martiri presso il monumento alla Resistenza che ricorda i fatti del 1945. Alle ore 11.00 verrà posta una corona presso il monumento; seguiranno il saluto del Sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, un intervento di Sara Rizzotti (presidente della Consulta provinciale studentesca) e l’orazione ufficiale, affidata alla dott.ssa Monica Emmanuelli, direttrice dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione.
L’impiccagione dei quattro uomini fu la risposta
nazista ad un’operazione partigiana che alcuni giorni prima aveva portato all’uccisione di alcuni fascisti bellunesi. I partigiani impiccati, tre bellunesi e un siciliano, non erano responsabili dell’operazione condotta dai compagni e furono dunque uccisi per pura rappresaglia, secondo una modalità tragicamente consueta ai nazisti. La popolazione di Belluno assistette sgomenta ai fatti e i negozi furono chiusi in segno di lutto e protesta. Ma l’aspetto più significativo fu la decisione del vescovo di Belluno Girolamo Bortignon che, venuto a sapere dell’esecuzione, accorse in piazza e, nonostante le resistenze dei soldati di Hitler, si fece consegnare una scala, salì sui lampioni e diede l’estremo saluto ai quattro uomini. I corpi dei partigiani rimasero esposti per alcuni giorni quale esplicità minaccia rivolta a quanti volessero sostenere la lotta di liberazione, ma divennero simbolo della violenza e del totale disprezzo nazisti per la vita e la dignita dei nemici uccisi.
Sono invitati a partecipare la cittadinanza e tutti coloro che si riconoscono nei valori della libertà e della democrazia nel cui nome lottarono i partigiani e che trovano espressione nella nostra Costituzione
