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Ragazze in bicicletta

In occasione della Festa della Liberazione 2022 Isbrec, Comune di Belluno e Anpi Belluno vi invitano alla presentazione del documentario Ragazze in bicicletta. Racconti di donne della Resistenza bellunese di Guido Beretta che si terra il 22 aprile 2022 alle ore 17.30 a Belluno, in sala “Bianchi”. Si tratta della nuova edizione restaurata del documentario realizzato e voluto dall’Isbrec nel 1992.

Nel corso dell’incontro, dopo i saluti del Presidente del Consiglio comunale Francesco Rasera Berna, dialogheranno Adriana Lotto (Isbrec) e Guido Beretta (regista) e saranno proiettati brani inediti. Seguirà la proiezione del documentario restaurato e arricchito di nuove immagini. Si potranno ascoltare le voci di 13 staffette e partigiane bellunesi che raccontano la propria esperienza nella Resistenza bellunese.

L’iniziativa rientra nelle manifestazioni organizzate dal Comune di Belluno per la festa del 25 aprile. Ingresso libero nel rispetto della normativa antiCovid-19.

“Solo”: un romanzo storico su Giacomo Matteotti

Isbrec e Circolo “Andrea Caffi”, con il patrocinio del Comune di Belluno, organizzano la presentazione del romanzo Solo di Riccardo Nencini. L’incontro si terrà giovedì 14 aprile alle ore 17.30 presso la sala “Bianchi” in viale Fantuzzi a Belluno. La presentazione sarà introdotta da Luiberto Croce (Circolo “Caffi”) e, dopo i saluti istituzionali, vedrà gli interventi di Adriana Lotto (Isbrec) e dell’autore Riccardo Nencini (Presidente della Commissione Istruzione e Cultura del Senato).

La partecipazione è libera nel rispetto delle norme antiCovid 19.

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Il libro. Giacomo Matteotti è stato il primo vero antagonista di Mussolini, ed è stato il fantasma che ha aleggiato sul Fascismo per tutta la durata della dittatura. In Solo Riccardo Nencini ricostruisce in forma romanzesca la vita di questa figura fondamentale della politica italiana: dall’infanzia alle prime esperienze politiche, dagli amori e le amicizie alla militanza comune con Mussolini nel Partito socialista, fino ai giorni drammatici della durissima opposizione al Fascismo nascente che gli costò infine la vita.

Riccardo Nencini è storico, scrittore e politico. Nato a Barberino di Mugello (Fi) nel 1959, ha compiuto studi storici alla facoltà di Scienze Politiche di Firenze. Deputato al Parlamento italiano dal 1992 al 1994, è poi eletto al Parlamento Europeo (1994). Dal 2000 al 2010 Presidente del Consiglio regionale della Toscana, dal 2010 al 2013 ha assunto l’incarico di Assessore al Bilancio e alle Riforme istituzionali della Regione Toscana. Eletto al Senato della Repubblica nel 2013 diviene membro della Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea della Nato e viceministro delle Infratture e dei Trasporti nei governi Renzi e Gentiloni. Rieletto nel 2018, dal luglio del 2020 è presidente della Settima Commissione del Senato (Beni Culturali, Istruzione Pubblica, Sport). Nel luglio 2008 è stato eletto all’unanimità Segretario Nazionale del Partito Socialista Italiano di cui è divenuto Presidente dal 2019.
All’attività politica ha affiancato la scrittura di saggi e di romanzi storici. Tra questi, “Corrotti e corruttori nel tempo antico”, “Il trionfo del trasformismo”, “Il giallo e il Rosa” (romanzo vincitore del Premio Selezione Bancarella Sport), “La battaglia”, “Omaggio alla Toscana”, “Morirò in piedi – Oriana Fallaci” e “L’imperfetto assoluto”. Nel pieno della pandemia ha pubblicato un libro scritto a quattro mani con lo storico Franco Cardini, dal titolo “Dopo l’Apocalisse. Ipotesi per una rinascita”, edito dalla casa editrice ‘La Vela’ (2020).

Giustizia sociale e narrazione documentaria: elogio al regista Giuseppe Taffarel

Isbrec e Comune di Belluno vi invitano all’incontro Giustizia sociale e narrazione documentaria: elogio al regista Giuseppe Taffarel che si svolgerà sabato 9 aprile alle ore 17.30 in sala “Bianchi”, viale Fantuzzi, a Belluno con gli interventi di Mirco Melanco (Università di Padova) e Romina Zanon (Università di Padova).

Nel decennale della scomparsa (9 aprile 2012 – 9 aprile 2022) e nel centenario della nascita, un incontro col pubblico dedicato alla memoria del documentarista vittoriese Giuseppe Taffarel attento osservatore dei territori delle Prealpi bellunesi-trevigiane e di quel Nord-Est che, ancora povero negli anni Sessanta/Settanta, viene da lui raccontato attraverso una serie di documentari impregnati del concetto di “giustizia sociale” come elemento fondamentale per dare un senso alla storia di un mondo contadino povero ma dignitoso.
Problematiche come la lotta di Liberazione, l’emigrazione, la terribile malattia della silicosi, le leggende legate alle tradizioni popolari, lo spopolamento delle zone di montagna, il duro lavoro nei campi, sono solo alcune delle tematiche affrontate da Taffarel con uno sguardo attento ai risvolti sociali e psicologici che coinvolgono quelli che Taffarel considera “gli ultimi” della scala sociale e che la sua opera complessiva racconta come persone degne di essere conosciute dal grande pubblico delle sale cinematografiche nazionali.
La serata del 9 aprile sarà particolarmente dedicata a una serie di testimonianze dello stesso Taffarel intervistato nel 2010 da Mirco Melanco. Le bobine sono conservate presso il laboratorio audio-video fotografico del Dams e finora sono state utilizzate solo in una piccola parte. L’incontro vuole portare a conoscenza del pubblico, che sarà presente in sala “Bianchi”, una più ampia serie di tematiche affrontare in una lunga intervista iniziata al mattino e terminata verso sera. Mirco Melanco e la dott.ssa Romina Zanon saranno i narratori di queste selezioni di immagini ricche di significati che riguardano sia la storia del cinema, sia la storia sociale del nord-est.

L’incontro, che vanta i patrocini di Comune di Vittorio Veneto, Anpi Belluno, Lago Film Fest e Università degli Studi di Padova, sarà aperto al pubblico fino a esaurimento dei posti disponibili, nel rispetto dei protocolli per il contenimento della pandemia da Covid19 in vigore al momento di realizzazione dell’iniziativa.

Commemorazione di piazza dei Martiri

Nel quadro del calendario civile del Comune di Belluno, giovedì 17 marzo si svolgerà la consueta commemorazione dei quattro partigiani che il 17 marzo del 1945 furono impiccati dai nazisti in piazza dei Martiri, allora piazza Campedel: Salvatore Cacciatore, Giuseppe De Zordo, Valentino Andreani e Gianni Piazza.
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Anpi provinciale di Belluno, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, avrà inizio alle ore 10.50 presso Palazzo Rosso (sede del Municipio cittadino), da cui il corteo si sposterà lungo via 30 aprile e porta Dante per giungere in Piazza dei Martiri.
Qui, presso il monumento che ricorda i tragici fatti del 1945, alle ore 11.00 un picchetto armato renderà onore ai caduti e verrà posta una corona presso il monumento alla Resistenza; seguiranno il saluto del Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, e l’orazione ufficiale che quest’anno sarà affidata ad Adriano Mansi, insegnante, ricercatore storico e socio dell’Isbrec.

L’esecuzione era la risposta ad un’operazione partigiana che alcuni giorni prima aveva portato all’uccisione di alcuni fascisti bellunesi. I quattro partigiani impiccati il 17 marzo, tre bellunesi e un siciliano, non erano responsabili dell’operazione condotta dai compagni e furono dunque impiccati per pura rappresaglia, secondo una modalità tragicamente consueta ai nazisti. La popolazione di Belluno assistette sgomenta ai fatti, i negozi furono chiusi in segno di lutto e protesta, ma più significativa fu la decisione presa dal vescovo di Belluno Girolamo Bortignon. Venuto a sapere dell’esecuzione dei quattro partigiani, accorse rapidamente in piazza e, nonostante le resistenze dei soldati di Hitler, si fece consegnare una scala che gli permise di salire sui lampioni e dare l’estrema unzione ai quattro uomini. I corpi dei partigiani rimasero esposti per alcuni giorni, simbolo indecente della violenza nazista e dell’assoluto disprezzo per la vita e la dignita dei nemici uccisi.

La cittadinanza è invitata a partecipare 

Bosco delle Castagne

Domenica 13 marzo alle ore 10.00 presso il Bosco delle Castagne si terrà la consueta commemorazione dei dieci partigiani impiccati dai nazisti il 10 marzo 1945. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Belluno in collaborazione con Isbrec, Anpi, Fvl, e si svolgerà secondo il seguente programma:

Onore ai caduti del picchetto armato
alzabandiera a cura della locale sezione dell’Anpi
deposizione della corona di alloro
celebrazione della S. Messa
saluto del Sindaco di Belluno, dott. Jacopo Massaro
orazione ufficiale a cura dell’avv. Francesco Rasera Berna, Presidente del Consiglio comunale di Belluno

Il 10 marzo 1945, quale rappresaglia per una operazione partigiana di qualche giorno precedente, 10 partigiani detenuti presso le celle allestite dalle SS nella caserma “D’Angelo” di Belluno furono condotti al Bosco delle Castagne e lì impiccati ai rami di alcuni alberi, oggi monumento alla barbarie nazi-fascista e luogo di commemorazione di quanti persero la vita in nome della Libertà.
In quel triste giorno del 1945 si contano però 11 vittime, giacché i nazisti, resisi conto di uno scambio di persona, rientrati in caserma provvidero a fucilare nel cortile il partigiano inizialmente indicato nell’elenco delle vittime.
Le vittime: Mario Pasi “Montagna” (nato nel 1913), Joseph (soldato francese), Francesco Bortot “Carnera”(1921), Marcello Boni “Nino”(1921), Pietro Bertanza “Portos” (1925), Giuseppe Como “Penna” (1925), Ruggero Fiabane “Rampa” (1917), Giovanni Cibien “Mino” (1925), Giovanni Candeago “Fiore” (1921), Giuseppe Santomaso “Franco” (1920). Fucilato in caserma: Cibien Giuseppe.

La cittadinanza e quanti si riconoscono nei valori della democrazia e dunque dell’antifascismo sono invitati a partecipare.

Lavorare per il Reich. La deportazione nel quadro dell’economia di guerra tedesca

In occasione del Giorno della Memoria, l’Isbrec, in collaborazione con Comune di Belluno, Provincia di Belluno, Anpi di Belluno e Ass. Naz. Reduci dalla Prigionia, organizza l’incontro Lavorare per il Reich. La deportazione nel quadro dell’economia di guerra tedesca.

L’incontro si terrà online il 28 gennaio alle ore 17.30 e vedrà la partecipazione di Roberto Padrin (Presidente della Provincia di Belluno) e Francesco Rasera Berna (Presidente del Consiglio comunale di Belluno) che porteranno i saluti istituzionali delle Amministrazioni, Brunello Mantelli (Università della Calabria) con un intervento dal titolo Deportati in KL, internati militari, lavoratori civili/coatti. Le ragioni di una mostra on-line e Adriana Lotto (Isbrec) che affronterà il tema de La deportazione dal Bellunese. Moderatore Enrico Bacchetti.

L’incontro potrà essere seguito sulla piattaforma Zoom collegandosi al seguente link: https://us02web.zoom.us/j/82680224340.

Vedi l’invito qui

Un concerto per il Giorno della Memoria

In occasione della celebrazione del Giorno della Memoria 2022, il Circolo Culturale Bellunese, con la collaborazione di Isbrec, Circolo Cultura e Stampa Bellunese, e Fondazione “Società Bellunese”, vi invita al concerto

Olivier Messiaen (1908 – 1992)
Quatuor pour la fin du Temps

en hommage à l’Ange de L’Apocalypse, qui lève la main
vers le ciel en disant: «Il n’y aura plus de Temps»
(Stalag VIII A. Görlitz, Silésie. En janvier, 1941)
Edizioni Durand, Paris

1. Liturgie de Cristal
2. Vocalise, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps
3. Abîme des oiseaux
4. Intermède
5. Louange à l’Éternité de Jésus
6. Danse de la fureur, pour les sept trompettes
7. Fouillis d’arcs-en-ciel, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps
8. Louange à l’Immortalité de Jésus

Sandro Cappelletto
drammaturgia e voce narrante

Ex Novo Ensemble
Davide Teodoro (clarinetto)
Carlo Lazari (violino)
Carlo Teodoro (violoncello)
Aldo Orvieto (pianoforte)

Giovedì 27 gennaio 2022 ore 20.30
Belluno – Teatro Comunale

Ingresso: Interi € 20 – Soci € 15 – Studenti € 5
Solo su prenotazione presso Agenzia Alpe Bellunese
Tel. 0437 940407 E-mail: info@alpebellunese.it
Per l’accesso ai concerti è obbligatorio il Super Green Pass (a partire dai 12 anni)
e l’utilizzo della mascherina FFP2 nel rispetto delle norme anti Covid-19.

Quartetto per la fine del Tempo
Poi vidi un altro Angelo potente, che scendeva dal cielo avvolto da una nube; sopra il capo aveva l’iride, il suo volto era come il sole e le gambe come colonne di fuoco. Teneva in mano un piccolo libro aperto e pose il suo piede destro sul mare e il sinistro sulla terra, poi gridò con voce possente come il ruggito del leone. A questo grido i sette tuoni fecero sentire le loro voci. E quando i sette tuoni ebbero parlato, io mi accingevo a scrivere, ma sentii una voce dal cielo che diceva: «Sigilla le cose di cui hanno parlato i sette tuoni e non le scrivere». Poi, l’Angelo che avevo visto in piedi sul mare e sulla terra alzò la mano destra verso il cielo e giurò per il Vivente nei secoli dei secoli, che ha creato il cielo e quanto esso contiene, la terra e quanto in essa vi è, il mare e quanto racchiude, che non vi sarà più dilazione di tempo; ma nel giorno in cui si farà sentire la voce del settimo Angelo e quando egli suonerà la tromba, il mistero di Dio sarà compiuto, come ne ha dato la buona novella ai suoi servi, i profeti.
                                                                                                  Il Libro dell’Apocalisse – cap. X, 1-7

In nome dell’Apocalisse, si è rimproverato alla mia opera la sua calma e il suo carattere spoglio. I miei detrattori dimenticano che l’Apocalisse non contiene soltanto mostri e cataclismi: vi si trovano anche silenzi di adorazione e meravigliose visioni di pace. Inoltre, io non ho mai avuto intenzione di fare un’Apocalisse: sono partito da una figura amata (quella dell’«Angelo che annuncia la fine del tempo»), e ho scritto un Quartetto per gli strumenti (e i musicisti) che avevo sottomano, e cioè: un violino, un clarinetto, un violoncello, un pianoforte.
                                                                                                                                 Olivier Messiaen

Dalla Fraternité al Welfare. Le Società di Mutuo Soccorso a Belluno e Treviso ieri, oggi e domani

Dalla Fraternité al Welfare. Le Società di Mutuo Dalla_fraternité_al_welfareSoccorso a Belluno e Treviso ieri, oggi e domani. Questo il titolo e il tema del convegno dedicato al racconto del fenomeno delle Sms, promosso da Csv Belluno Treviso insieme a Fimiv (Federazione italiana della mutualità integrativa volontaria), Crevesmus (Comitato regionale Veneto delle Società di Mutuo Soccorso), Soms di Lentiai, Soms di Crocetta del Montello e Isbrec.

L’incontro si terrà, in modalità online, venerdì 29 ottobre alle 18.30 e, dopo i saluti istituzionali di Alberto Franceschini (Presidente Csv Belluno Treviso),vedrà la partecipazione di Stefano Maggi (Università di Siena, Fondazione “Cesare Pozzo”), Tiziano Biasi (Soms “Lodovico Boschieri”), Gabriella Bondavalli (Crevesmus, Soms “Felice Cavallotti”), Nicola De Toffol (Csv Belluno Treviso). Le conclusioni saranno curate da Diego Cason (Isbrec).

Iscrizione obbligatoria entro giovedì 28 a questo indirizzo; in seguito, agli iscritti, sarà inviato il link per il collegamento.
Per informazioni scrivere a cedoc@csvbelluno.it

Un alpino in Grecia, Albania e Montenegro

Isbrec e Provincia di Belluno organizzano un doppio appuntamento di presentazione del libro di Pompeo De Poli Un alpino in Grecia, Albania e Montenegro. Diario di guerra. Novembre 1940 – giugno 1942, curato da Diego Cason e pubblicato dall’Isbrec nel 2020. Il volume propone l’edizione ragionata del diario di un alpino bellunese che nel corso della Seconda guerra mondiale si trovò a combattere sul fronte balcanico.

venerdì 22 ottobre 2021, ore 18.30
sala Convegni Don Tamis
Comunità montana agordina
Agordo

presenta
Piero Bassanello

Interventi musicali a cura del
Coro ANA ADUNATA diretto da Bruno Cargnel

 

giovedì 28 ottobre 2021, ore 18.00
Sala Convegni Gruppo Alpini ANA Belluno
via Tissi, 10 – Belluno

presenta
Dino Bridda

Interventi musicali a cura del
Coro ANA ADUNATA diretto da Bruno Cargnel

L’ingresso ai due appuntamenti è libero ma è richiesta la presentazione del Green Pass
Gradita la prenotazione al 320 15 66 288

 L’autore e il libro: Pompeo De Poli, classe 1925, fu richiamato alle armi il 28 maggio 1940, sbarcò a Valona il 24 novembre 1940e si ritrovò nel mezzo di una guerra iniziata per “spezzare le reni alla Grecia”. Un guerra che invece spezzo migliaia di vite di giovani alpini perché condotta con colpevole superficialità, senza preparazione e senza mezzi. Quando Pompeo arrivò al fronte, l’esercito greco era dilagato in Albania meridionale e le truppe alpine contras:tavano con grandissima difficoltà la sua avanzata. Solo l’invasione tedesca della Grecia il 6 aprile 1941 salvò l’esercito italiano dalla sconfitta. Dal luglio 1941 Pompeo fu inviato in Montenegro, un paese già dilaniato dai conflitti, preda di guerriglie da guerra civile. Pompeo come tutti gli altri alpini si trovò coinvolto in un orribile conflitto nel quale i civili furono colpiti senza pietà da parte di tutti i contendenti. Era caporalmaggiore radiotelegrafista e per questo motivo venne inviato in tutto il Montenegro, che percorse con mezzi di tutti i tipi, su strade più adatte ai muli che ai veicoli. Pompeo racconta la sua vita quotidiana annotando gli eventi più rilevanti. Lo fa con una scrittura minuta e regolare che ci fa percepire le opinioni, il pericolo, i sentimenti e le emozioni che vive. Lo fa senza retorica, senza enfasi con semplice sincerità, portandoci, a bordo di camion scassati o camminando in interminabili marce al suo fianco, lungo i sentieri e le strade dell’Albania e del Montenegro dove la vita delle persone non aveva più valore e il desiderio più intenso era quello di ritornare a casa e ritrovare la pace. Pompeo riuscì a ritornare a Belluno il 26 luglio 1942 e fu inviato sul fronte francese e, prima di porre fine al suo servizio militare, dovrà attendere l’8 settembre 1943 e il successivo congedo nell’agosto del 1945.

Storie di volontà. Il lungo viaggio del volontariato bellunese

17 settembre volontariatoCsv Belluno-Treviso, Comitato d’Intesa e Isbrec organizzano l’incontro Storie di volontà. Il lungo viaggio del volontariato bellunese, che si terrà venerdì 17 settembre alle ore 18.30 presso l’Aula magna dell’Istituto “Colotti” in viale Mazzini 12 a Feltre.

Nel corso dell’incontro avverrà la presentazione della ricerca di Gianmario Dal Molin Aspetti dell’evoluzione storica del volontariato bellunese, pubblicata nel volume “Tra storia, società e cultura. Saggi in ricordo di Ferruccio Vendramini” (Isbrec 2021). L’autore ne parlerà con Nevio Meneguz (Csv Belluno-Treviso) affrontando i temi della nascita del volontariato bellunese, del suo sviluppo in particolare nell’ultimo cinquantennio, nonché del confronto con la situazione nazionale e globale.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti, con obbligo di mascherina e Green Pass. Si consiglia la prenotazione chiamando lo 0437 950374.