Fuori collana

operazione baldenichMariano Mandolesi, Operazione Baldenich. Belluno 16 giugno 1944, a cura di Enrico Bacchetti, presentazione Francesco Rasera Berna, Isbrec 2016, pp. 24

Opuscolo pubblicato con la collaborazione del Comune di Belluno

La ristampa dell’opuscolo “Operazione Baldenich”, uscito nel 1976 in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Mariano Mandolesi “Carlo”, comandante della formazione “Pisacane” e poi del Comando Piazza di Belluno durante la guerra di liberazione, ripropone al lettore la straordinaria vicenda di un piccolo nucleo di partigiani che nel giugno del 1944 riuscì ad entrare nel carcere di Belluno e liberare oltre 70 prigionieri politici.

Indice
Presentazione di Francesco Rasera Berna
La beffa di Baldenich nel contesto della Resistenza bellunese di Enrico Bacchetti
Operazione Baldenich di Mariano Mandolesi

 


 

news21apr15bElvio Bez, Ferruccio Vendramini, Fame, paura, speranza. La Todt nel Longaronese e dintorni (1943-45), Cierre-Isbrec, 2015, pp. 285, €18,00

Questo volume affronta per la prima volta il tema del lavoro che nella provincia di Belluno, occupata dai tedeschi, dovette essere prestato per l’organizzazione Todt, a Longarone in particolare. Anche attraverso il ricorso a testimonianze orali, vengono ricostruite le vicende di tanti lavoratori impegnati, durante la seconda guerra mondiale, nella realizzazione di linee di difesa militare che avrebbero dovuto proteggere dall’avanzata degli Alleati le regioni a nord. E un aspetto poco conosciuto del periodo 1943-45 che va accostato alla storia della Resistenza nel Veneto.

Indice
Saluto del sindaco di Longarone
Saluto del sindaco di Ospitale di Cadore
Come restare umani in tempi disumani: una storia privata the vale per tutti, di Francesco Piero Franchi

PRIMA PARTE. IL CONTESTO
di Ferruccio Vendramini
Alpenvorland e Todt
     Premessa
     Gli inizi
     Qualche testimonianza orale
     Testimonianze scritte e documenti sul rapporto Resistenza e Todt
     Comandi partigiani e Todt
     Diversità di memorie
     Gli studi più recenti sulla Todt
     Bollettini e ordinanze
     Contraddizioni sociali durante l’occupazione tedesca
     Archivio di Longarone
     Notizie e osservazioni conclusive
Documenti

SECONDA PARTE. UN’ULTIMA LINEA DI DIFESA
di Elvio Bez
L’organizzazione Todt nel Longaronese
Testimonianze orali
Testimonianze scritte o già edite

TERZA PARTE. NELLA MENTE: LA FAMIGLIA, IL LAVORO E IL PAESE
di Elvio Bez
II ritorno dal fronte di mio padre
Lettere dal fronte

Indice dei nomi

Gli autori
Ferruccio Vendramini
a nato a Belluno il 15 marzo 1933 e risiede a Belluno, su cui ha scritto numerosi libri e saggi di storia moderna e contemporanea. Ha curato, fra l’altro, la raccolta di statuti delle Regole del territorio rurale bellunese in epoca veneziana (XVI se-colo), nonché vari studi sul Vajont e Longarone dopo il disastro del 1963. Direttore per quasi un ventennio dell’Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea, ha fondato nel 1980 la rivista di storia «Protagonisti». È direttore responsabile anche della rivista «Venetica» e socio emerito della Deputazione di Storia patria per le Venezie.
Nato a Igne di Longarone il 3 novembre 1954, Elvio Bez è stato vigile urbano e guardia boschiva per 32 anni nei Comuni di Longarone e Castellavazzo. Appassionato di storia e cultura locale, lavorando per il Comune ha seguito sempre da vicino la storia di Longarone e quella più recente legata al Vajont. Insieme ad altre persone nel 1990 fonda il Circolo Fotografico Bruto Recalchi del quale sarà presidente per 10 anni. Nel 1993 ha pubblicato insieme a Piergiacomo De Cesero, Giampaolo De Cesero e Valentino De Bona il testo Igne e Soffranco: due paesi una storia, un video-documento che traccia la storia e la cultura dei due paesi.

 


Ferruccio Vendra40fuorimini (a cura di), L’urbanistica nel dopo Vajont. Atti del convegno, Comune di Longarone – Collegio degli Ingegneri e Architetti s.d., pp. 125, € 10,00

Il volume raccoglie gli atti del convegno L’urbanistica nel dopo Vajont tenutosi a Longarone il 3 ottobre 1992 e organizzato da Comune di Longarone e dall’Isbrec con la collaborazione del Collegio degli Ingegneri, dell’Ordine degli Ingegneri e dell’Ordine degli Architetti

 
Indice
I saluti
Gioachino Bratti
Oscar De Bona
Gianpaolo Depase
Gilberto Zuliani
Presentazione del convegno di Franco Posocco
le relazioni
La tradizione urbanistica nella provincia di Belluno dai piani di rifabbrico ottocenteschi al Vajont di Stefano De Vecchi
La pianificazione urbanistica e l’architettura nel piano comprensoriale del Vajont (aspetti tecnici e teorici) di Gianugo Polesello
La chiesa di Longarone di Don Giuseppe Capraro
La pianificazione alternativa. Il comitato dei superstiti del Vajont e la ricostruzione di Longarone (1963-65) di Fiorello Zangrando
La città mancata. Architetture di carta e case di pietra di Fausto Orzes
Urbanistica nel dopo Vajont. Iinfrastrutture e lavori pubblici di Tito De Biasio
I piani urbanistici di Longarone dagli anni ’70 fino alle scelte più recenti… le proiezioni di
Renato Migotti
Evoluzione e tendenze recenti della pianificazione territoriale di Camillo Pluti

 


 

39fuoriCoordinamento provinciale per la pace – Belluno (a cura di), La pace delle donne. Esperienze e riflessioni di donne per la pace, Coordinamento provinciale per la pace/Belluno- Isbrec – Provincia di Belluno – Commissione provinciale Pari Opportunità s.d., pp. 72, € 5,00

Indice
Presentazione di Mariarosa Ceccon
Introduzione di Coordinamento provinciale per la pace-Belluno
Dentro, dopo, oltre la bipolarità uomo-donna verso una cultura di pace di Giovanna Providenti
La donna e la pace di Federica Curzi
Genere e conflitti di Maria Giuseppina Di Rienzo
Donne e nonviolenza: un breve percorso (tra memoria e bibliografia) dagli anni settanta ad oggi di Angela Dogliotti Marasso
Disarmanti in cammino di Monica Lanfranco
Intervista a Elena Liotta
Intervista a Giancarla Codrignani
Guerra: scelta culturale e politica di Mariolina Meiorin
La pace 6 una fragile farfalla di Floriana Lipparini
La pace delle donne di Bruna Peyrot
Qualche riflessione su donne e violenza di Adriana Lotto
Pace: una questione di genere? di Francesca Battista
Etty Hillesum: una testimone esemplare di Nadia Neri
Una pratica di non violenza radicale: il rifiuto dell’odio in Etty Hillesum di Wanda Tommasi
La passione nonviolenta in Maria Erminia Satta di Rosanna Pala
Elisa Nivola e Aldo Capitini di Maria Erminia Satta
Io, donna, madre, moglie e attivista per i diritti umani di Maria Teresa Vedana
Le donne e la pace di Bassima Awad
Ci rifiutiamo di essere nemiche di Sumaya Farhat-Naser e Gila Svirsky

 


 

38fuoriAntonio Caccianiga, Il roccolo di Sant’Alipio, Cierre edizioni2011, pp. 289, € 14,00

Questo romanzo storico, scritto da Caccianiga nel 1881 – la cui ultima ristampa risale al 1914 – è incentrato in apparenza sulla resistenza opposta dai cadorini agli Austriaci nel 1848. In realtà, il nucleo forte del racconto è la narrazione di come un ufficiale austriaco (quindi l’oppressore), gravemente ferito dagli insorti, venga salvato da morte certa, per cristiana pietà, da una ragazza cadorina (quindi dall’oppressa). La ragazza, fidanzata di un giovane cadorino insorto contro gli Austriaci, ha casualmente lo stesso nome della fidanzata dell’ufficiale, che la invoca quasi nell’agonia, e questo nome è Maria. Richiamata da quel gemito che sembra una preghiera, la ragazza cadorina, mentre cerca il corpo del padre ucciso in quello scontro, soccorre l’ufficiale austriaco, che si salva e da lei apprende il nome del suo fidanzato, che è disperso. Questo nome l’ufficiale austriaco lo riconoscerà più avanti, all’assedio di Venezia; e la sua gratitudine per la ragazza darà soluzione alla storia d’amore inserita in queste patrie battaglie. La vicenda si svolge nel quadro di un ambiente rurale, osservato quasi con l’occhio di un antropologo, in cui si percepisce la forza di antichi valori, radicati nella fedeltà alla piccola patria e alla memoria della Serenissima, e arricchiti dall’orizzonte risorgimentale e nazionale.

 


 

37fuoribisAndrea di Michele, Rodolfo Taiani (a cura di), La Zona d’operazione delle Prealpi nella seconda guerra mondiale, Fondazione Museo Storico del Trentino 2009, pp. 456, € 22,00

Il volume raccoglie gli atti del convegno di studi “La Zona d’operazione delle Prealpi nella seconda guerra mondiale” svoltosi a Bolzano, Trento e Belluno dal 22 al 25 marzo 2006, promosso da Archivio Provinciale di Bolzano, Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea e Museo Storico in Trento.

Nel 2006, a più di sessant’anni dalla conclusione del conflitto mondiale, fu organizzato un convegno sulla Zona d’operazione delle Prealpi, area di amministrazione militare e civile, sotto il diretto controllo del Terzo Reich tedesco, al cui interno furono comprese, fra il settembre 1943 e la primavera 1945, le province di Belluno, Bolzano e Trento. L’obiettivo principale del Convegno e del volume che ne raccoglie gli atti è quello di indagare le forme di tale occupazione, i suoi fattori politici, amministrativi e militari, i rapporti con Ia Repubblica sociale italiana e i Comandi tedeschi. Altro nodo problematico toccato dal volume è quello relativo alle forme di collaborazione e alla risposta, oscillante e assolutamente non univoca, data dalle classi dirigenti locali, dagli ambienti economici e dalle forze sociali, oltre a importanti realtà sociali e istituzionali come la Chiesa cattolica. Da ultimo, un’indagine sulle forme della Resistenza, sottolinea la peculiarità di quella «civile» a fianco di quella «armata», il ruolo dei partiti e la proposta politica dei Comitati di liberazione nazionali, il rapporto con l’antifascismo, la peculiarità delle tre realtà provinciali e di alcuni significativi casi locali. A fare da sfondo, una serie di saggi ci aiutano a collocare l’esperienza dell’Alpenvorland nel più ampio contesto delle politiche di occupazione tedesche durante Ia seconda guerra, mondiale. In questo modo si è voluta superare una lettura tutta interna allo specifico caso di studio, andando a ricercare in quale misura esso si avvicinasse, o al contrario si distanziasse, dagli altri numerosi casi di dominazione da parte del regime nazista. Contributi: di Lorenzo Baratter, Marco Borghi, Gustavo Corni, Marco Cuzzi, Alberto De Bernardi, Andrea Di Michele, Alessandra Ferretti, Monica Fioravanzo, Luigi Ganapini, Lorenzo Gardumi, Josef Gelmi, Pierantonio Gios, Alberto lanes, Stefan Lechner, Adriana Lotto, Margareth Lun, Hubert Mock, Luciana Palla, Fabrizio Rasera, Alessandro Sacco, Paola Salomon, Mirko Saltori, Elena Tonezzer, Armando Vadagnini, Ferruccio Vendramini, Michael Wedekind.

I curatori:
Andrea Di Michele
, nato a Bolzano nel 1968, ha conseguito la laurea in storia presso l’Università degli studi di Bologna e il dottorato di ricerca in storia contemporanea presso l’Università degli studi di Torino. Dal 2004 lavora presso l’Archivio provinciale di Bolzano. I suoi interessi di ricerca si sono concentrati soprattutto sulla storia dell’età contemporanea in Italia e in particolare in Sudtirolo. Fra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano: Legionari: un sudtirolese alla guerra di Spagna 1936-1939 (Rovereto 2007), curato insieme a Marina Miguel e Margarida Sala, e Storia repubblicana 1948-2008 (Milano 2008).
Rodolfo Taiani, nato a Trento nel 1957, ha conseguito la laurea in scienze politiche presso l’Università degli studi di Milano e il dottorato di ricerca in storia presso l’Istituto universitario di Fiesole (FI). Dal 1995 lavora presso il Museo storico in Trento, in seguito Fondazione Museo storico del Trentino. I suoi interessi di studio si sono concentrati soprattutto sulla storia sociale della medicina. Fra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano: Abitare la soglia: scene di vita di un interno manicomiale: 1949-1977 (Trento 2008) e Provato e certo: rimedi segreti tra scienza e tradizione (Trento 2008), curati rispettivamente con Felice Ficco ed Emanuela Renzetti.

 


 

37fuoriAndrea di Michele, Rodolfo Taiani (Herausgegeben von), Die Operationszone Alpenvorland im Zweiten Weltkrieg, Athesia 2009, pp. 320

Il volume raccoglie gli atti del convegno di studi “Die Operationszone Alpenvorland im Zweiten Weltkrieg” svoltosi a Bolzano, Trento e Belluno dal 22 al 25 marzo 2006, promosso da Archivio Provinciale di Bolzano, Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea e Museo Storico del Trentino.

Der Band enthält die Beiträge zu der 2006 veranstalteten Tagung über die “Operationszone Alpenvorland”, ein Gebiet, das zwischen September 1943 und dem Frühjahr 1945 unter direkter militärischer und ziviler Verwaltung des Dritten Reiches stand und die Provinzen Belluno, Bozen und Trient umfasste. In einem vergleichenden Zugriff versuchte die Tagung alle drei Provinzen gleichermaßen in den Blick zu nehmen und dabei vor allem die verschiedenen Formen der Besatzung, deren politisch, verwaltungstechnisch und militärisch wichtige Aspekte sowie die Beziehungen zur Repubblica sociale italiana und zu den deutschen Kommandostellen zu untersuchen. Einen weiteren Kernpunkt der Tagung und des Tagungsbandes bilden Fragen nach den verschiedenen Formen der Kollaboration, nach den schwankenden und durchaus zweideutigen Reaktionen der regionalen Führungsschichten, der Wirtschaftskreise, der sozialen Kräfte und anderer wichtiger Institutionen wie der katholischen Kirche. Schließlich werden auch die verschiedenen Formen von Resistenz und Widerstand untersucht — wobei man “zivilen” von “bewaffnetem” Widerstand unterscheiden muss —, ferner die Rolle der Parteien und das politische Projekt der Nationalen Befreiungskomitees, die Beziehungen zum Antifaschismus, die Besonderheiten der “Resistenza” in den drei Provinzen und einige exemplarische lokale Fälle. Eine Reihe von Beiträgen schließlich beleuchtet verschiedene Aspekte der nationalsozialistischen Besatzungspolitik während des Zweiten Weltkriegs und erlaubt es somit, die Geschichte der Operationszone Alpenvorland in einen weiteren Kontext zu setzen. Damit sollte eine allzu sehr auf den spezifischen Fall bezogene Sichtweise vermieden und die Frage nach Unterschieden und Gemeinsamkeiten zwischen der Operationszone Alpenvorland und anderen, von Nazi-Deutschland besetzten Gebieten in den Vordergrund gerückt werden.

Die Herausgeber:
Andrea Di Michele, Dr. phil., geboren 1968 in Bozen, studierte Geschichte an den Universitäten Bologna und Turin. Seit 2004 ist er Mitarbeiter des Südtiroler Landesarchivs in Bozen. Zahlreiche Veröffentlichungen zur italienischen und Südtiroler Zeitgeschichte, zuletzt “Storia dell’Italia repubblicana 1948-2008” (Mailand 2008) und “Die unvollkommene Italianisierung. Politik und Verwaltung in Südtirol 1918-1943” (Innsbruck 2008).
Rodolfo Taiani, Dr. phil., geboren 1957 in Trient, studierte Geschichte an den Universitäten Mailand und Fiesole (FI) und ist Mitarbeiter der “Fondazione Museo storico del Trentino”. Zahlreiche Veröffentlichungen besonders zur Sozialgeschichte der Medizin, zuletzt war er Mitherausgeber von “Abitare la soglia. Scene di vita di un interno manicomiale: 1949-1977” (Trient 2008) und von “Provato e certo: rimedi segreti tra scienza e tradizione” (Trient 2008).

 


 

36fuoriMariangela Massenz, Fragole, Campedel Libreria Editrice- Isbrec 2008, pp. 72

Volume pubblicato con il patrocinio dell’Isbrec.
Questo piccolo memoriale di Mariangela Massenz appartiene a una specifica forma letteraria, il racconto di testimonianza: qualcosa di più di una relazione informata dei fatti, perché prende posizione etica e dichiara gioie e sofferenze, e qualcosa di meno di una autobiografia, poiché si limita nel tempo (sostanzialmente, tra lo sfiorire dell’estate del 1943 e la tarda primavera del 1945), si confina in uno spazio preciso (poche vie di una piccola città, e pochi vicinissimi luoghi di una piccola campagna) e, soprattutto, si impernia su un evento preciso, unico e trasformatore: l’illuminazione alla soglia della giovinezza, l’erompere di una forza caratteriale che impone una scelta rischiosa per sé e per altri, e che manifesta una vocazione.
(Dalla presentazione di Francesco Piero Franchi)

L’autrice
Mariangela Massenz . Nata a Belluno nel 1926. Nel 1944 ha ottenuto il diploma di insegnante elementare. Nel contempo ha aderito alla Resistenza, nel 1945 ha collaborato col Comando Piazza della Città. Dopo la liberazione ha conseguito la maturità classica presso il liceo “‘Tiziano” di Belluno. Si è laureata in Lettere Antiche presso l’Università di Padova nell’anno accademico 1950. Ha insegnato alla Scuola Media “Rocca” di Feltre e alla scuola media “S. Ricci” di Belluno. Dopo la catastrofe del Vajont per due anni ha avuto l’incarico della Presidenza presso la scuola media di Longarone e Castellavazzo. Ha lasciato l’insegnamento nel settembre del 1979.

 


 

35fuoriAgostino Amantia (a cura di), Storia dell’amministrazione provinciale di Belluno. II. Dal primo dopoguerra ai nostri giorni (1918-2004), Provincia di Belluno – Isbrec 2007, pp. 514, € 30,00

Indice
Parte prima DAL PRIMO DOPOGUERRA ALL:OCCUPAZIONE TEDESCA
di Adriana Lotto
I. Amministrazione provinciale e ricostruzione nel primo dopoguerra (1918-1922)
   1. Tra intervento dello Stato e iniziativa locale: i problemi della ricostruzione
   2. La ripresa dell’attività del consiglio provinciale
   3. 1920: l’anno della svolta
   4. I socialisti alla guida della deputazione
II. Amministrazione straordinaria e consolidamento del fascismo (1922-1928)
    1. Le commissioni reali e il dibattito nazionale sulle Province
    2. L’operato delle commissioni reali straordinarie
    3. Il Palazzo del Littorio
III. Amministrazione provinciale, presidi e rettori (1929-1945)
     1. Il nuovo ordinamento delle Province e la riforma della finanza locale
     2. L’operato dei primi tre rettorati
     3. La guerra e l’occupazione tedesca
Parte seconda DALLA LIBERAZIONE AGLI ANNI SETTANTA
di Agostino Amantia
IV. Deputazione provinciale, politica e società nel secondo dopoguerra (1945-1951)
     1. Scenari del dopo-conflitto
     2. “Un’accolta di patrioti”. Deputazione provinciale, CLN e partiti dopo la liberazione
     3. Un convegno per la montagna
     4. “Provincia o Regione?” La ripresa del dibattito sulle autonomie locali e il ruolo della Provincia
     5. Tea politica e amministrazione: verso il 18 aprile
     6. Amministrazione provinciale e ricostruzione
V. Forze politiche e scelte amministrative tra gli anni Cinquanta e Sessanta (1951-1964)
    1. Elezioni provinciali e politica locale
    2. Un lungo monocolore, una lunga presidenza
    3. II consiglio provinciale e i problemi della montagna
    4. Tra il Vajont e il dopo-Vajont
VI. Dalla Provincia alla Regione (1965-1972)
     1. Un nuovo quadro politico
     2. Tra sviluppo e marginalità
     3. La grande alluvione: una nuova emergenza
     4. Una regione per la montagna: la Regione delle Dolomiti
     5. Alternanze e avvicendamenti: da Orsini a Fontana
     6. II ritorno di Orsini: epilogo
Parte terza DAGLI ANNI SETTANTA AL DUEMILA
di Maurizio Busatta
VII. Gli anni del “centrismo” (1972-1980)
       1. La giunta Baratto
       2. Due giunte a guida PSDI
VIII. Centrosinistra a geometria variabile (1980-1990)
       1. La giunta Costantini
       2. La giunta Daurù
IX. La stagione delle riforme (1990-2004)
     1. 1990-1995: tre volte De Bona
     2. 1995-1999: la “prima” elezione diretta
     3. 1999-2004: di nuovo De Bona
CONCLUSIONI
di Gian Candido De Martin
Verso un “nuovo” ruolo della Provincia
Cronologia essenziale
Indice dei nomi

 


 

34fuoriGiuseppe Fontana, I patrioti della città del Piave, Comitato Provinciale Bellunese per il 60° anniversario della Liberazione 2000, rist. an., pp. 82, € 8,00

Indice
Presentazione di Ermano De Col
Quel 28 aprile di Giorgio Granzotto
Capitolo I – I Martiri
Il Bosco delle Castagne L’esecuzione
Il Sabato di Passione

Sull’ara dei Martini
Il boia
Capitolo II – I nostri caduti
Apoteosi
Capitolo III – La lotta per la liberazione
Giovedì 26 aprile 1945
Gioz
La vita in città
I primi disertori
La mobilitazione
Venerdì 27 aprile 1945
Sabotaggio alla Speer
La morte di Lupo
Sabato 28 aprile 1945
I fuggiaschi della pianura
Si perquisisce per le vie
L’assalto alle carceri
La lotta del 2° Settore
In Piazza delle Erbe
La resa dei gendarmi della Catullo
I prigionieri
Domenica 29 aprile 1945
L’azione del 4° Settore
La critica situazione del Comando Piazza
Gli ultimi fascisti repubblicani
Lunedì 30 aprile 1945
La lotta nella città
Il servizio dell’Intendenza
Martedì 1° maggio 1945
Ai lati dell’Ardo
In Piazza Marconi
Nell’Oltrardo
Trattative
Mercoledì 2 maggio 1945
L’ultimo capitolo
Capitolo IV – Prima dell’insurrezione
L’origine
Il Comando della Piazza
La morte di Spirito
Mato
L’uccisione di Varzi
L’avventura di Nemo
Capitolo V – “Belluno patriottica”
Come nacque
… come visse …
e come morì
Capitolo VI – I nostri feriti
Capitolo VII – Il Comando della Piazza
La formazione in data 1° maggio 1945

 


 

33fuoriMario Svaluto Moreolo (a cura di), Cent’anni di calcio a Belluno, Isbrec 2005, pp. 272, € 22,00

Indice
Il traguardo di un secolo di Ermano De Col
Palestra di vita di Sergio Reolon
Nota del curatore
Il tempo, lo spazio, il destino: la sfera e i suoi rituali di Francesco Piero Franchi
Il calcio bellunese dagli esordi alla seconda guerra mondiale di Ferruccio Vendramini
Dalla Liberazione alla fusione con I’Unione Sportiva Ponte nelle Alpi di Roberto Bona
Dal 1998 ad oggi di Roberto Padrin
Tifo e tifosi
Squadre minori e tornei
Presidenti e allenatori dell’A.C. Belluno (1905-2005)
Elenco dei giocatori che hanno militato nell’ A.C. Belluno (1905-2005)

 


 

32fuoriAgostino Amantia (a cura di), Storia dell’amministrazione provinciale di Belluno. III. Documenti, memorie, repertori, Provincia di Belluno – Isbrec 2004, pp. 318, € 25,00

Indice
Nota del curatore
Parte prima DOCUMENTI
1. Verbale di insediamento del primo Consiglio provinciale
2. Relazione sui ricorsi contro la classificazione delle strade della Provincia e proposte relative

3. Relazione sull’andamento dell’amministrazione provinciale nel 1874
4. Relazione sulla spesa per gli alienati poveri
5. Memoria sul servizio degli esposti
6. Relazione sull’andamento dell’Amministrazione provinciale nell’esercizio 1911
7. Relazione del primo Commissario governativo in sede extraterritoriale Comm. Edoardo Coletti
8. Relazione del secondo Commissario governativo in sede extraterritoriale Comm. Gustavo Protti
9. Verbale della seduta della Deputazione provinciale del 31 ottobre 1922
10. Verbale della cerimonia di insediamento della nuova amministrazione provinciale ordinaria
11. Verbale della seduta della Deputazione provinciale del 19 maggio 1945
12. Regolamento per il Consiglio provinciale deliberato nella seduta del 10 novembre 1952
13. Verbale della seduta del Consiglio provinciale del 25 gennaio 1954
14. Verbale della seduta del Consiglio provinciale dell’ 11 ottobre 1963
15. Verbale della seduta del Consiglio provinciale del 13 novembre 1966
Parte seconda MEMORIE
Elio Zovi, Vicende di vita amministrativa provinciale rivisitate da un vecchio testimone
Gioachino Svaluto Moreolo, Un’iniziativa della Provincia di Belluno per l’agricoltura di montagna: il Centro Provinciale per il risanamento del bestiame
Ermanno Gaspari, La viabilità provinciale dagli anni Settanta al Duemila
Renzo Fant, Nuove funzioni della Provincia tra gli anni Ottanta e Novanta
Paolo Centelleghe, La Provincia e la tutela dell’ambiente
Giorgio Squarcina, Verso un’autonomia possibile
Parte terza CONSIGLI, DEPUTAZIONI E GIUNTE DELLA PROVINCIA DI BELLUNO
Raffaella Gabrieli, Consigli, deputazioni e rettorati della Provincia di Belluno (1867 – 1950)
Silvia Miscellaneo, Consigli e Giunte della Provincia di Belluno (1951-2003)
Parte quarta LE CARTE E L’ARCHIVIO
Silvia Miscellaneo, Breve guida all’archivio storico della Provincia