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Escursione a La Mèmora, luogo del libro “I giorni veri, 1943-45” di Giovanna Zangrandi

L’Anpi sez. Cadore “Giovanna Zangrandi”, la Biblioteca civica di Belluno, l’Isbrec e le Guide alpine 3 Cime Dolomiti Auronzo Misurina, organizzano un’escursione in montagna alla località La Mèmora in Val d’Oten (Calalzo di Cadore) sabato 28 ottobre 2023. Il ritrovo sarà a Praciadelàn nei pressi del Bar Pineta alt. 992 alle ore 10.00. Si salirà a piedi alla località La Mèmora dove, dal novembre 1944 al febbraio 1945, riparò il “Distaccamento Mèmora” della Brigata “P. F. Calvi”, costituito dai partigiani: Giovanna Zangrandi “Anna”, Antonio Fiori Moretto “Leo” e Giovan Battista Tabacchi “Lepre”.

Il percorso ha una lunghezza di andata/ritorno di 7,4 km. Con arrivo a 1575 m. per un dislivello di m. 586. La sola andata prevede n. 2 ore di cammino. Difficoltà media: EE. Sarà presente un accompagnatore di Media Montagna. Alle ore 12.30 a La Mèmora introduzione di Giovanni Grazioli, letture di brani tratti dal romanzo di Giorgia Sonego e un ricordo dei tre protagonisti di Roberta Fornasier. Partenza per il rientro alle ore 14:30. Si raccomanda vestiario e calzature adatti all’alta montagna, pranzo a sacco e acqua e si consigliano i bastoncini da trekking. In caso di maltempo l’escursione sarà rinviata.

L’iscrizione è gratuita per un numero massimo di 30 persone partecipanti. È necessario scrivere a biblioteca@comune.belluno.it o telefonare al 0437948093.

L’iniziativa è dedicata alla scrittrice e partigiana Giovanna Zangrandi (Galliera 13 giugno 1910 – Pieve di Cadore 20 gennaio 1988), con l’intento di porre l’attenzione su uno dei luoghi chiave del romanzo autobiografico “I giorni veri” nella forma di diario, riedito quest’anno da Ponte alle Grazie con la prefazione di Benedetta Tobagi. La Mèmora dove incredibilmente vissero nascosti in un anfratto della roccia, coperto da alcuni teli e con mezzi di fortuna, i tre partigiani nel corso dell’inverno ‘44-’45. La visione diretta del luogo, che l’immaginario tramite la lettura del libro produce in ognuno di noi, avrà un effetto molto più realistico e drammatico e le narrazioni a esso legate permetteranno ai presenti di comprendere e sentire meglio e in forma diretta, il rapporto tra la narrativa e il luogo: la Resistenza vissuta lì dove si svolsero i fatti che andremo a ricordare.

Nel 1937 Alma Bevilacqua (Giovanna Zangrandi è lo pseudonimo letterario), dopo la laurea in chimica, le specializzazioni in farmacia e in geologia e la scomparsa dei genitori, lascia la città di Bologna dove viveva per trasferirsi in Cadore. Si stabilisce inizialmente a Cortina d’Ampezzo, dove insegna scienze naturali all’Istituto “Antonelli” e dove vive per 18 anni. In seguito decide, a causa del clima post-bellico ostile nei suoi confronti in Ampezzo, di spostarsi a Borca di Cadore.
L’amore per la montagna, lo sci e l’alpinismo, diventa l’elemento costante della sua vita, insieme alla passione per la scrittura, che poi coltiverà come principale occupazione, pubblicando 11 libri e oltre 400 racconti per i quali ha conseguito vari premi letterari (tra i quali il premio Deledda nel 1954 per il romanzo I Brusaz, il Premio Bagutta Tre signore nel 1958 per il romanzo Il campo rosso, il Premio Resistenza-Venezia per il diario I giorni veri, 1943-45 nel 1963 e il Premio Puccini Senigallia per la raccolta di racconti Anni con Attila). Dopo l’8 settembre 1943 decide, in opposizione al fascismo e al nazismo, di schierarsi con la Resistenza e diventa staffetta partigiana della Brigata “P. F. Calvi”. Attività che svolge anche in pericolose azioni di trasporto di armi e esplosivi, nonché progettando sabotaggi sui ponti della viabilità locale stradale e ferroviaria, per ostacolare spostamenti e rastrellamenti delle forze armate tedesche. Ricercata dagli occupanti e oggetto di una taglia in denaro, vive gran parte di quegli anni in clandestinità svolgendo sempre il suo ruolo, adempiendo gli incarichi assegnatili a rischio della vita. Dopo la guerra è protagonista nell’attività giornalistica locale con “Val Boite” e “Nuovo Cadore”, due periodici che avrebbe voluto far diventare laboratori di politica e cultura, per l’auspicata trasformazione democratica della società. Viste le difficoltà emerse, lascia l’incarico di direttore responsabile e intraprende un altro progetto allo scopo di realizzare un sogno condiviso a suo tempo con Severino Rizzardi, comandante partigiano ucciso dai tedeschi alla fine della guerra: progetta e costruisce, tra il 1946 e il ‘47, con una squadra di manovali, muratori, falegnami e squadratori da lei diretta, il rifugio Antelao sulla sella di Pradonego a 1800 m., a Pieve di Cadore, che cede al CAI di Treviso nel 1951. Dal 1957 decide di cambiare residenza e si trasferisce a Borca di Cadore dove costruisce una casa nella frazione di Villanova nei pressi del bosco e di fronte al monte Antelao. Nel paese trova un ambiente amichevole e favorevole alla sua persona e al suo lavoro di scrittrice. Ben accetta dalla comunità locale, dove rimane per più di trent’anni, vi svolge anche incarichi politici di consigliere e assessore comunale negli anni 1960-64. Dagli anni ‘60 alla morte soffrirà del morbo di Parkinson, che la renderà inabile.

Mostra fotografica “Le memorie del Vajont” e laboratorio creativo “V l’onda lunga”

Il 6 ottobre apre i battenti al Monte di Pietà di via Paradiso a Feltre la mostra Le memorie del Vajont un’esposizione fotografica corredata da un video per ricostruire quei tragici minuti del 9 ottobre 1963.
La mostra, che resterà aperta sino al 20 ottobre, è il frutto di un progetto realizzato nel 2022 dalle classi quinta Liceo Scienze applicate e Liceo Scienze Umane dell’Istituto canossiano paritario “Vittorino da Feltre” di Feltre in collaborazione con il professor Enrico Bacchetti direttore dell’ Isbrec e della prof.ssa Adriana Lotto presidente dell’associazione Tina Merlin che assieme al Comune di Feltre hanno dato il patrocinio; il Leo Club di Feltre ha sponsorizzato l’allestimento della mostra le cui aperture saranno gestite anche grazie all’associazione Il Fondaco.

Lo scopo della quarantina di immagini selezionate dagli studenti e delle didascalie da loro ideate è quello di ricostruire la storia del luogo e la storia dell’uomo, sia prima che dopo la strage del Vajont: infatti a sessanta anni dal disastro i giovani vogliono sensibilizzare e tener viva la memoria ora che, per motivi anagrafici, i testimoni e i superstiti stanno scomparendo.

La mostra potrà esser visitata gratuitamente dalle scuole nelle seguenti mattinate:
Lunedì 9 ottobre
martedì 10 ottobre
venerdì 13 ottobre
lunedì 16 ottobre
martedì 17 ottobre
venerdì 20 ottobre
sempre dalle ore 9:00 alle 12, previa prenotazione ( da far pervenire almeno un paio di giorni lavorativi prima) al seguente link: https://bit.ly/Vajont_visita Oppure su www.istitutocanossianofeltre.org
Non vengono effettuate visite guidate, ma l’allestimento immersivo offre pannelli didascalici e una video ricostruzione del disastro curata da Lorenzo Dal Cortivo.

La mostra è visitabile anche senza prenotazioni, nelle seguenti giornate:
venerdì 6 ottobre 15-18
sabato 7 ottobre 15-18
domenica 8 ottobre 10-12 e 15-18
lunedì 9 ottobre 15-18
sabato 14 ottobre 15-18
domenica 15 ottobre 10-12 e 15-18

Il laboratorio creativo “V l’onda lunga” , condotto dalla professoressa Lara Cossalter, si svolge lunedì 16 ottobre dalle 14.30 alle 16.30 nelle sale del Monte di Pietà ed e rivolto ai bambini dai 7 ai 10 anni contributo di 5 Euro. Iscrizioni al seguente link fino al raggiungimento del numero massimo di 20: https://bit.ly/Vajont_laboratorio .

Collaborazione e solidarietà nella tragedia del Vajont

Csv Belluno Treviso organizza l’incontro dal titolo Collaborazione e Solidarietà nella tragedia del Vajont, che si terrà venerdì 29 settembre 2023 alle ore 17.45 presso la Sala “David Sassoli”/ex-Casa Rossa in Viale Roma n. 70 a Ponte nelle Alpi (BL).

All’indomani del disastro del Vajont (9 ottobre 1963) centinaia di soccorritori e volontari accorsero sui luoghi della tragedia, occupandosi di scavare nel fango per recuperare superstiti e morti, di lavorare alla ricomposizione e identificazione delle salme, di fornire assistenza agli sfollati, ecc. costituendo un grande e corale esempio di solidarietà. L’incontro si presenta come un approfondimento con pensieri e riflessioni attorno a queste tematiche e vedrà la presentazione del libro per adulti e ragazzi La diga più alta del mondo. Vajont 1963 di Paola Zambelli (Michael edizioni, 2023), con lettura di estratti a cura del gruppo Voci di Passaggio e accompagnamento musicale di Manrico Bristot.

L’evento, promosso in occasione delle commemorazioni per il 60° anniversario della tragedia, è parte del programma dell’edizione 2023 della maratona di lettura Il Veneto Legge organizzata dall’Assessorato alla cultura della Regione del Veneto in collaborazione con la sezione regionale dell’Associazione Italiana Biblioteche e l’Ufficio Scolastico Regionale.

L’evento vede i patrocini di Provincia di Belluno, Fondazione Vajont 9 ottobre 1963, Comune di Longarone, Comune di Ponte nelle Alpi, Comune di Belluno e Isbrec.

Ingresso libero
Per informazioni: cendoc@csvbltv.it – 0437 950374

Vajont. 9 ottobre 1963-2023. Per non dimenticare

In occasione del 60° anniversario dalla tragedia del 9 ottobre 1963, il Comune di Mogliano Veneto e l’Associazione Genitori Scuole Cattoliche presentano il progetto “Vajont, per non dimenticare”, realizzato in collaborazione con il Collegio Salesiano Astori e l’Associazione culturale Tina Merlin di Belluno. L’isbrec patrocina, assieme ad altri l’iniziativa e collabora alla sua realizzazione.
Il programma, assai denso, prevede una mostra e una serie di incontri indirizzati a studenti e cittadinanza.
Di seguito, il calendario delle iniziative.

La mostra

Sabato 30 settembre, ore 10.00
I giornali del Vajont
Inaugurazione della mostra fotografica mostra itinerante delle prime pagine dei quotidiani all’epoca del disastro.
A cura dell’Associazione culturale Tina Merlin
Centro Sociale di Mogliano Veneto

Orari di apertura
dal martedì al venerdì, 10.30-12.30
visite per gruppi e Scuole: https://forms.gleIHKmC4BuhNoHzFoAH9
sabato e domenica, 10.30-12.30 / 16.30-19.30
visite per tutta la cittadinanza https://forms gle/WA3VbjSOCPjieV2r6
La mostra rimarrà aperta fino a domenica 15 ottobre

Programma aperto alla cittadinanza

Giovedì 21 settembre, ore 11.00
Le memorie del Vajont
Conferenza stampa di presentazione del progetto, con la partecipazione di: Davide Bortolato, Sindaco di Mogliano Veneto, Roberto Padrin, Presidente Provincia di Belluno e Sindaco di Longarone, Stefano Di Michele, Presidente Comitato AGeSC Astori, Marco Noiman, Associazione culturale Tina Merlin, Francesca Antenucci, Preside Collegio Salesiano Astori, Monica Facchini, Preside Liceo Statale Giuseppe Berto, Renato Migotti, Presidente Associazione Vajont il Futuro della Memoria, Micaela Coletti, Presidente Comitato Sopravvissuti del Vajont
Sala Consiliare, piazza Caduti 8, Mogliano Veneto
Diretta streaming al seguente link: https://www.youtube.com/channel/UChfnSEG6o428kZGV_Lpl5Bg

Venerdì 22 settembre, ore 18.00
Vajont, la diga del disonore
Incontro con il regista Renzo Martinelli
Teatro Collegio Salesiano Astori

Lunedì 9 ottobre ore 10.00
Anniversario della trgedia. Commemorazione dei moglianesi scomparsi e di tutte le vittime del Vajont
Cimitero di Zerman – MoglianoVeneto
La cittadinanza è invitata a partecipare

Lunedì 9 ottobre, ore 21.00
La bambina e la montagna
Lettura scenica dedicata ai bambini del Vajont
Centro Sociale di Mogliano Veneto

Domenica 15 ottobre, ore 16.00
Vajont, una tragedia italiana
Incontro con il Prof. Enrico Bacchetti (Isbrec)
Teatro Collegio Salesiano Astori

Gli incontri sono a ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria al link: https://forms.gle/NvT2zQCssXv7b6jY8

Programma per gli studenti

Da lunedì 2 a giovedì 12 ottobre, ore 8.30
Visite guidate sui luoghi della memoria. Museo del Vajont, Chiesa Monumentale di Longarone, Cimitero Monumentale di Fortogna e Diga del Vajont
Progetto didattico per gli studenti delle superiori in collaborazione con la Fondazione Vajont e la Pro Loco di Longarone

Martedì 3 e mercoledì 4 ottobre, ore 8.30
Dalla montagna il tuono, Vajont sessantatré
Incontro con lo scrittore Tommaso Percivale
Progetto didattico per gli studenti delle medie e biennio superiori legato alla figura della giornalista Tina Merlin e alla storia della diga

Giovedì 5 e venerdì 6 ottobre, ore 10.00
Le memorie del Vajont
Incontro con Renato Migotti e Micaela Coletti (testimoni e sopravvissuti della tragedia)
Progetto didattico per gli studenti delle superiori in collaborazione con il Prof. Enrico Bacchetti (Isbrec)

Lunedì 9 ottobre, 10.30
Anniversario della tragedia del Vajont. La storia della diga raccontata ai bambini
a cura dell’Associazione Cittadini per la memoria del Vajont
progetto didattico “Il palloncino del Vajont” per gli studenti delle elementari

Venerdì 13 ottobre, ore 8.00
La frana del monte Toc
Incontro con il Prof. Roberto Francese (Geologo dell’OGS di Trieste)
Progetto didattico per gli studenti delle superiori in collaborazione cn l’Università di Padova

Domenica 15 ottobre, ore 16.00
Vajont. Una tragedia italiana
Incontro con il Prof. Enrico Bacchetti (Direttore Isbrec)
Progetto didattico per gli studenti delle superiori legato alla proiezione del docufilm di Nicola Pittarello

per informazioni: www.astori.it

Giovanna Zangrandi, la natura e gli abitanti del Cadore

L’Anpi sez. Cadore “Giovanna Zangrandi”, la Biblioteca civica di Belluno e l’Isbrec, con il patrocinio del Comune di Pieve di Cadore, hanno organizzato a Pozzale di Cadore (Pieve di Cadore – BL) domenica 24 settembre alle ore 10.00, l’evento Giovanna Zangrandi, la natura e gli abitanti del Cadore.
L’iniziativa è dedicata alla scrittrice e partigiana Giovanna Zangrandi (Galliera 13 giugno 1910 – Pieve di Cadore 20 gennaio 1988). L’incontro, che si svolgerà nei pressi della chiesa di S. Antonio da Padova in via Sopracolle nell’antico borgo di Pozzale, è curato da Giovanni Grazioli direttore della Biblioteca civica di Belluno che ne farà l’introduzione, prevede il seguente programma: letture di brani e racconti tratti dai libri di Zangrandi “Racconti partigiani e no”, “Il campo rosso” e “Racconti del Cadore” proposte da La Compagnia Lavori in Corso, l’intervento di Roberta Fornasier, curatrice dell’Archivio Zangrandi sul tema Pozzaline e altre donne nella letteratura di Zangrandi e, a conclusione dell’evento, le visite guidate alla chiesa di S. Antonio curate da Luigi Da Rù e Letizia Lonzi.
Ci sarà poi un momento conviviale finale per tutti i partecipanti. L’ingresso è libero e aperto alla partecipazione di tutti.

Nel 1937 Alma Bevilacqua (Giovanna Zangrandi è lo pseudonimo letterario), dopo la laurea in chimica, le specializzazioni in farmacia e in geologia e la scomparsa dei genitori, lascia il Bolognese dove era nata per trasferirsi in Cadore. Si stabilisce inizialmente a Cortina d’Ampezzo, dove insegna scienze naturali all’Istituto “Antonelli” e successivamente, nel 1957, a causa del clima post-bellico ostile nei suoi confronti in Ampezzo, a Borca di Cadore nella frazione di Villanova dove edifica una villetta. L’amore per la montagna e i suoi sport diventa l’elemento costante della sua vita, insieme alla grande passione per la scrittura, che poi coltiverà come principale impegno, pubblicando dieci romanzi (prevalentemente con l’editore Mondadori) e oltre quattrocento racconti (su quotidiani e periodici nazionali).
Dopo l’8 settembre 1943 decide, in opposizione al fascismo e al nazismo, di schierarsi con la Resistenza e diventa staffetta e poi combattente partigiana della Brigata P. F. Calvi. Attività che svolge anche in pericolose azioni di trasporto di armi e esplosivi, nonché progettando sabotaggi sui ponti della viabilità locale stradale e ferroviaria, per ostacolare spostamenti e rastrellamenti delle forze armate tedesche. Ricercata dagli occupanti e oggetto di una taglia in denaro, vive gran parte di quegli anni in clandestinità svolgendo sempre il suo ruolo, adempiendo gli incarichi assegnati a rischio della vita. Dopo la guerra, è protagonista nell’attività giornalistica locale con “Val Boite” e “Nuovo Cadore”, due periodici che avrebbe voluto far diventare laboratori di politica e cultura, per la trasformazione democratica della società. Viste le difficoltà emerse, lascia l’incarico di direttore responsabile e intraprende un altro progetto. Si tratta di un sogno condiviso con Severino Rizzardi, comandante partigiano ucciso dai tedeschi alla fine della guerra ad Auronzo di Cadore: progettare e costruire un rifugio alpino sulla sella di Pradonego a quasi 1800 m. sulla montagna sopra Pozzale. Tra il 1946 e il ‘47, coordinando una squadra di manovali, muratori, falegnami e squadratori, edifica il rifugio Antelao e lo gestisce fino al 1951, per cederlo poi al CAI di Treviso. Per questo motivo, nell’occasione, brani e racconti scelti sono ambientati nell’area del borgo cadorino, così come i loro protagonisti. Nell’occasione l’attenzione sarà in generale per le descrizioni zangrandiane della bellezza e della forza della natura e delle donne cadorine.
L’intento della giornata è quello di ricordare una delle partigiane più attive nella lotta di liberazione del Cadore e del Bellunese e una delle maggiori scrittrici e intellettuali italiane del Novecento.

incontrare “Rivoluzione Vedova”

Per l’organizzazione di Fondazione Vedova e M9, con la collaborazione di Isbrec e Auser Belluno, martedì 19 settembre alle ore 18, presso il Museo Civico di Palazzo Fulcis a Belluno, si terrà una conversazione in occasione della mostra Rivoluzione Vedova (visitabile presso M9-Museo del ‘900 a Venezia-Mestre fino al 26 novembre).

Nel corso dell’incontro di Belluno, dedicato all’artista Emilio Vedova che durante il secondo conflitto mondiale operò come partigiano nell’area del Cansiglio, dialogheranno Francesco Piero Franchi (Isbrec, Auser Belluno) e Luca Molinari (Direttore di M9-Museo del ‘900). Interverrà l’assessore alla Cultura del Comune di Belluno, Raffaele Addamiano.

L’ingresso è libero, sino ad esaurimento dei posti, con prenotazione obbligatoria.
Informazioni e prenotazioni: prenotazionimuseo@comune. belluno.it – 0437 913323

Presentazione del libro “Le guerre di Umberto e Maria”

In occasione dell’80 anniversario dell’armistizio, Isbrec e Anpi organizzano la presentazione del libro Le guerre di Umberto e Maria curato da Adriana Lotto e Vittoriano Speranza (Isbrec, 2023). L’incontro si terrà l’8 settembre alle ore 17.00 a Belluno, presso l’aula magna dell’Istituto “Catullo” in via Garibaldi 10.
L’appuntamento sarà introdotto da Enrico Bacchetti e vedrà la partecipazione dei curatori Adriana Lotto e Vittoriano Speranza e degli studenti Enzo Belo de Souza, Caterina Berletti, Jacopo De Biasi, Beatrice Olivotto, Ludovica Tazzara, degli Istituti secondari di II grado “Galilei-Tiziano” e “Renier” di Belluno, che durante il Pcto svolto presso l’Isbrec hanno trascritto le lettere al centro del volume.

Tra il 1941 e il 1943 alcuni giovani uomini delle famiglie Speranza e Da Rold di Orzes (Belluno) furono richiamati sotto le armi e mandati a combattere in Russia e sui fronti balcanico e greco-albanese. Nel gennaio 1943 Riccardo Speranza verrà dichiarato disperso in Russia. Dopo l’8 settembre Umberto e suo fratello Bruno, cugini di Riccardo, saranno catturati dalle truppe tedesche, tradotti nei campi di internamento in Germania e avviati al lavoro coatto. Medesima sorte toccherà a Ernesto Da Rold, fratello di Maria moglie di Umberto. Dalla prigionia, tutti e tre, ma soprattutto Umberto, scriveranno a casa, alla ricerca di quel sostegno morale, e in qualche misura anche materiale, che consentirà loro di non disperare, di resistere e infine di tornare.
Ora quelle lettere, conservate da Umberto e da Maria e rinvenute casualmente dal loro figlio Vittoriano, trovano spazio nel volume Le guerre di Umberto e Maria come pregnante testimonianza di un tempo buio che segnò, a volte irrimediabilmente, la vita e il destino di tante famiglie bellunesi.

Ingresso libero.

Le guerre di Umberto e Maria

In occasione dell’80 anniversario dell’armistizio, Isbrec e Anpi organizzano la presentazione del libro Le guerre di Umberto e Maria curato da Adriana Lotto e Vittoriano Speranza (Isbrec, 2023). L’incontro si terrà l’8 settembre alle ore 17.00 a Belluno, presso l’aula magna dell’Istituto “Catullo” in via Garibaldi 10.
L’appuntamento sarà introdotto da Enrico Bacchetti e vedrà la partecipazione dei curatori Adriana Lotto e Vittoriano Speranza e degli studenti Enzo Belo de Souza, Caterina Berletti, Jacopo De Biasi, Beatrice Olivotto, Ludovica Tazzara, degli Istituti secondari di II grado “Galilei-Tiziano” e “Renier” di Belluno, che durante il Pcto svolto presso l’Isbrec hanno trascritto le lettere al centro del volume.

Tra il 1941 e il 1943 alcuni giovani uomini delle famiglie Speranza e Da Rold di Orzes (Belluno) furono richiamati sotto le armi e mandati a combattere in Russia e sui fronti balcanico e greco-albanese. Nel gennaio 1943 Riccardo Speranza verrà dichiarato disperso in Russia. Dopo l’8 settembre Umberto e suo fratello Bruno, cugini di Riccardo, saranno catturati dalle truppe tedesche, tradotti nei campi di internamento in Germania e avviati al lavoro coatto. Medesima sorte toccherà a Ernesto Da Rold, fratello di Maria moglie di Umberto. Dalla prigionia, tutti e tre, ma soprattutto Umberto, scriveranno a casa, alla ricerca di quel sostegno morale, e in qualche misura anche materiale, che consentirà loro di non disperare, di resistere e infine di tornare.
Ora quelle lettere, conservate da Umberto e da Maria e rinvenute casualmente dal loro figlio Vittoriano, trovano spazio nel volume Le guerre di Umberto e Maria come pregnante testimonianza di un tempo buio che segnò, a volte irrimediabilmente, la vita e il destino di tante famiglie bellunesi.

Ingresso libero.

Chiusura estiva dell’Isbrec

Si comunica che l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea resterà chiuso da lunedì 24 luglio a giovedì 31 agosto per la consueta pausa estiva. Le attività riprenderanno regolarmente venerdì 1 settembre con le iniziative che l’Isbrec sta già programmando e con l’apertura al pubblico di biblioteca e archivio.

L’Isbrec augura una buona estate
a soci, abbonati e utenti di biblioteca e archivio

Pastasciutta antifascista

Come da tradizione, lo Spi Cgil di Belluno, in collaborazione con Anpi, Isbrec e Rete degli Studenti Medi, invita tutti all’iniziativa Pastasciutta Antifascista che si svolgerà martedì 25 luglio 2023 a Busche di Cesiomaggiore (Pro Loco Busche al lago, in via Piave 5). Numerose le attività, che si svolgeranno secondo il seguente programma:

dalle 14.30
Spettacolo di burattini, di e con Paolo Rech
Fast Fashon, a cura delle ragazze e dei ragazzi della Rete Studenti Medi
Convegno
Democratica, artificiale e intelligente? L’apporto della nuova tecnologia nella comunicazione, nella salute degli anziani, nel lavoro, nella storia. Sfide, opportunità, affidabilità

Ne discutono: Cinzia Maiolini (Cgil Nazionale), Gianfranco Conati (Primario di Geriatria Belluno Ulss 1 Dolomiti), Enrico Bacchetti (Isbrec), Denise Casanova (Segretaria generale Cgil Belluno), Massimo Cestaro (Segretario Spi Cgil Veneto), Maria Rita Gentilin (Segretaria generale Spi Belluno)

dalle 19.15
Pastasciutta Antifascista
gratuita per tutte e tutti