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Convegno in Senato “La memoria della repubblica”

Il 15 aprile 2025 alle ore 15.00 presso il Senato della Repubblica, sala Zuccari si svolgerà il convegno nazionale La memoria della Repubblica. Nell’80° della Liberazione: il ruolo degli istituti storici. Promosso dalla vicepresidente del Senato Anna Rossomando in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e la Rete degli Istituti storici della Resistenza di cui anche l’Isbrec è parte, il convegno si svolgerà secondo il seguente programma:

Saluti
Alessandro Giuli (Ministro della Cultura)
Alberto Cirio (Presidente della Regione Piemonte)
Sen. Roberto Marti (Presidente Commissione Cultura del Senato)
Sen. Giulia Cosenza (Vicepresidente Commissione Cultura del Senato)
Giulia Albanese (Vicepresidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri)

Tavola rotonda
Sen. Anna Rossomando (Vicepresidente del Senato)
Sen. Francesco Verducci (Commissione cultura del Senato)
Sen. Vannino Chiti (Presidente dell’Istituto storico toscano della Resistenza)
Sen. Daniele Gaetano Borioli (Presidente Associazione Memoria della Benedicta)
Silvia Salvatici (Università di Firenze)

Conclude
Sen. Paolo Corsini (Presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri)

Il lavori del convegno saranno trasmessi in diretta streaming al link https:/webtv.senato.it

“Italia nostra! Italia e libertà!”

“Italia nostra! Italia e libertà!” Vite di partigiani e resistenti nelle carte dell’Archivio Centrale dello Stato. Questo il titolo della mostra documentaria organizzata dall’Archivio Centrale dello Stato di Roma in collaborazione con Isbrec e Museo storico della Liberazione di Roma.

A ottanta anni dal 25 aprile 1945, l’Archivio Centrale dello Stato celebra la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo con una mostra documentaria che si inaugurerà il 15 aprile 2025 e che sarà visitabile fino al 2 giugno 2025, Festa della Repubblica, allestita nei rinnovati spazi dell’Aula Magna dell’Acs.
La mostra vuole promuovere la conoscenza, in particolare nei più giovani, delle biografie di partigiani e resistenti, noti e meno noti, che contribuirono con le proprie idee e con la propria lotta, e spesso con la propria vita, alla guerra di Liberazione e, attraverso le vicende dei singoli, dei momenti salienti del movimento partigiano dall’armistizio dell’8 settembre 1943 alla Liberazione del Paese.
Vite partigiane particolarmente emblematiche, accomunate da un solo grido ideale: “Italia nostra, l’Italia e libertà”, come recita un canto ritrovato nelle carte di Leone Cattani conservate in Istituto, da cui è stato derivato il titolo della mostra.
Insieme ai preziosi documenti, sono esposti cimeli storici provenienti altresì dal Museo storico della Liberazione, due ritratti di partigiani, opere di Georges de Canino (dalla collezione d’arte contemporanea dell’Istituto) e una selezione di immagini provenienti dall’Istituto storico della Resistenza di Belluno.
Le testimonianze documentarie dei percorsi e delle scelte dei protagonisti, e al contempo del contesto storico in cui essi si mossero, provengono in particolare dal fondo RICOMPART, l’Ufficio per il riconoscimento delle qualifiche ai partigiani del ministero della difesa: un enorme archivio, versato all’Archivio Centrale dello Stato a partire dal 2009, consistente in uno schedario di oltre 700.000 schede nominative digitalizzate e consultabili da remoto e circa 400.000 fascicoli di carteggi prodotti dalle Commissioni locali che si occuparono dei riconoscimenti partigiani, sui quali l’Archivio Centrale dello Stato da tempo sta lavorando per consentirne la più adeguata consultazione.
La mostra inoltre espone ulteriore ed essenziale documentazione che testimonia la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale, la lotta delle prime bande partigiane, la reazione fascista nei territori della RSI, gli eccidi nazisti e il ruolo degli Alleati per la liberazione del Paese. A restituire quegli eventi sono gli archivi di grandi personalità quali Ferruccio Parri, Ugo La Malfa, Sergio Fenoaltea, Leone Cattani, Vittorio Foa, Pietro Nenni, Vittorio Emanuele Orlando e Alessandro Casati, oltre che i fascicoli dell’archivio del Comitato Centrale di Liberazione Nazionale (1944-1946), della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno e degli archivi fascisti del periodo repubblichino.

Ingresso libero e gratuito, durante i seguenti orari di apertura:
martedì e giovedì: 10.00 – 12.00 e 15.30 – 17.00
mercoledì: 15.30 – 17.00

Per gruppi di persone superiori alle otto unità e per le scuole, la mostra è visitabile su prenotazione agli indirizzi: acs.visiteguidate@cultura.gov.it (pubblico) e acs.didattica@cultura.gov.it (scuole)

Il Coraggio e la passione

Nel quadro delle celebrazioni dell’80° anniversario della Liberazione, Isbrec, Comune di Pieve di Cadore e Anpi- Sez. Cadore “Giovanna Zangrandi” organizzano la presentazione del libro Il coraggio e la passione. Partigiani e patrioti riconosciuti nel Bellunese e militari bellunesi riconosciuti partigiani all’estero curato da Franco Comin e Silvia Comin con la direzione scientifica di Enrico Bacchetti, Diego Cason e Adriana Lotto (Isbrec 2023).

L’incontro si terrà mercoledì 16 aprile a Pieve di Cadore, presso la Sala Consiliare in piazza Municipio 18 alle ore 18.30 e, dopo i saluti istituzionali, vedrà la partecipazione e gli interventi di curatori e coordinatori del progetto.

La cittadinanza è invitata

Il libro: frutto di cinque anni di ricerca, il libro raccoglie oltre 5000 schede che illustrano l’attività di partigiani e patrioti che operarono in provincia di Belluno e di bellunesi che presero parte alla lotta al nazi-fascismo all’estero. Al termine del secondo conflitto mondiale, quanti si impegnarono nella lotta di liberazione poterono fare richiesta di riconoscimento allo Stato italiano; ciò avrebbe dovuto consentire loro di ricevere, oltre al certificato, anche un riconoscimento economico e un aiuto nella difficile ricerca di una nuova occupazione nell’Italia libera.
I richiedenti dovettero presentare una domanda che venne vagliata da tre successive commissioni. Tale documentazione, conservata presso l’Archivio centrale dello Stato a Roma, è alla base del lavoro che verrà presentato, ma i ricercatori impegnati nel progetto si sono avvalsi anche dei documenti presenti presso l’Archivio di Stato di Belluno e l’Isbrec.
Il risultato di questo paziente lavoro di ricerca è nel volume edito cui dovrà far seguito un secondo tomo che raccoglierà anche i nomi di quanti operarono prevalentemente o esclusivamente in altre regioni e province italiane. Ma già ora è possibile restituire il quadro assai composito e articolato del partigianato bellunese, da una parte chiarendo sempre meglio la portata di tale fenomeno e dall’altra restituendo visibilità e offrendo un doveroso omaggio a quanti misero a repentaglio la propria vita (talvolta sino a perderla) nella lotta ai totalitarismi e in nome della democrazia.

Cerimonia per i caduti in ricordo di Pasqualino Secchi

Sabato 12 aprile, per l’organizzazione del Comune di Alpago e in collaborazione con Pro Loco di Puos d’Alpago e Gruppo Ana di Farra d’Alpago,, si terrà la Cerimonia per i caduti. In ricordo di Pasqualino Secchi a cent’anni dalla nascita del concittadino Emilio Vich.
L’iniziativa prende spunto dalla scoperta dell’identità reale del partigiano Pasqualino Secchi, sardo che si trovò a combattere la lotta di liberazione nel Bellunese perdendo infine la vita il 31 agosto 1944 in Cansiglio. Una targa commemorativa collocata nel 1975 sul luogo della morte cinque partigiani, tra cui Emilio Vich, ricordava la scomparsa di un Ignoto con nome di battaglia “Sardo”. Ci sarebbero voluti ancora diversi anni e solo nel 1992 si sarebbe riusciti ad accertare l’indetità di questo partigiano, riconosciuto in Pasqualino Secchi, originario di Cagliari.

Tuttavia solo recentemente, per iniziativa del Comune di Alpago si è provveduto a modificare la targa commemorativa correggendola con l’inserimento del nome del partigiano caduto, doveroso omaggio a chi decise di mettere a repentaglio e infine perdere la vita per la libertà di tutti gli italiani.

Questo il programma dell’iniziativa
ore 10.00 – Momento di ricordo presso il Monumento dei Caduti di Mezzomiglio
ore 11.45 – Ritrovo presso il Municipio di Farra d’Alpago
ore 12.00 – Cerimonia presso il monumento ai Caduti di Farra d’Alpago

Intervengono Alberto Peterle (Sindaco del Comune di Alpago), Diego Cason (Presidente Isbrec), Umberto Oppus (Sindaco del Comune di Mandas).

La manifestazione sarà accompagnata dalla Banda musicale di Farra d’Alpago.

La cittadinanza è invitata ad intervenire

 

Presentazione del n. 76 di QSC “La memoria dell’acqua. Sistema idroelettrico, paesaggio e comunità montane”

Per l’organizzazione di Isral e Provincia di Alessandria, lunedì 7 aprile alle ore 18.00 verrà presentato online il 76° Quaderno di storia contemporanea (QSC). Intitolato La memoria dell’acqua. Sistema idroelettrico, paesaggio e comunità montane, il Quaderno affronta la storia complessa del sistema idroelettrico nel nostro paese e l’impatto, talvolta tragico, che esso ebbe sul territorio. Il lettore vi ritroverà così ricostruite vicende relative all’arco alpino (saggi di Ferrario/Castiglioni, Da Deppo sul Cadore, Mocarelli sulla Valtellina, Nardelli-Malgrand sulla Valle Roya e Val di Susa/Moriana) e all’Appennino (Rapetti/Visconti sulla Valle Bormida) o alcuni suoi aspetti particolari (Agliani su idroelettrico e fotografia; Accornero/Loreto sui lavoratori del settore; Ferraris sugli impianti progettati da Pietro Portaluppi). È poi dedicato ampio spazio al crollo della diga di Molare (Bonaria e Gaballo/Barisone), il più grave della storia italiana prima del Vajont, argomento di cui qui scrivono Bacchetti e nella sezione didattica Roncati.

Nel corso dell’incontro di presentazione dialogheranno Tatiana Agliani, Giacomo Bonan, Luca Mocarelli e il direttore di QSC, Cesare Panizza.

L’incontro si potrà seguire sulla piattaforma Zoom chiedendo le credenziali di accesso all’indirizzo didattica@isral.it

Presentazione del libro “Si fa presto a dire spia”

In occasione dell’80° della Liberazione nonché dell’80° anniversario dei tragici eventi che si consumarono al Bosco delle Castagne (10 marzo 1945) e di piazza dei Martiri (17 marzo 1945) a Belluno, Anpi Belluno, Isbrec e Associazione culturale Tina Merlin organizzano la presentazione del libro di Toni Sirena, Si fa presto a dire spia. Alpenvorland 1943-45 una controversa vicenda della Resistenza (Cierre, 2025). L’appuntamento è per giovedì 27 marzo alle ore 17.15 in sala “Bianchi”, viale Fantuzzi 11 a Belluno. Dopo i saluti, l’autore dialogherà con Sonia Residori (Università di Padova).

La cittadinanza è invitata

Il volume 
Si fa presto a dire spia. C’è la spia prezzolata, chi parla sotto tortura, chi cede per minaccia o per paura. Chi viene paracadutato dietro le linee nemiche per operare sabotaggi o raccogliere informazioni. Chi, una volta catturato, per salvare la pelle sceglie di fare il doppio gioco e talvolta il triplo. E c’è anche chi, accusato di aver fatto la spia, viene ucciso dopo la fine della guerra per salvare altri. Questo libro, tra storia e racconto, ricostruisce una vicenda reale, avvenuta durante la Resistenza tra il 1944 e 1945 nella Zona di operazione delle Prealpi, l’Alpenvorland O.Z., diventata provincia del Reich. Il libro illumina alcune questioni finora non risolte: come la Gestapo riuscì a risalire ai vertici della Resistenza, arrestando tutti i membri del Cln di Bolzano e del Cln regionale veneto; come fu catturato a Cortina e perché in seguito assassinato a Bolzano l’agente americano Steve Hall; chi era in realtà la misteriosa e affascinante Isabel de Obligado e quale ruolo svolse nel Bellunese; quali erano i contrasti interni all’apparato repressivo delle SS; per quale motivo reale nel maggio del 1945 fu ucciso dagli americani Cesare Caramalli, “Tell”, partigiano della brigata garibaldina Calvi che operava in Cadore.

L’autore 
Toni Sirena, giornalista e ricercatore storico, è nato e vive a Belluno. ha lavorato dal 1984 per la “Nuova Venezia”, il “Mattino di Padova”, la “Tribuna di Treviso” e, dal 1994, “Il corriere delle Alpi”, “Trentino” e l’“Alto Adige”. Tra le sue numerose pubblicazioni si ricordano I delitti di Alleghe, le verità oscurate (2008), Morte al tiranno (2011), Il ponte delle disgrazie (2017), La Falcadina (2021). È membro del direttivo dell’Isbrec.

Anniversario dei Caduti per la Resistenza – Marzo 1945

Per l’organizzazione del Comune di Borgo Valbelluna, sabato 15 marzo, alle ore 10.30, a S. Antonio Tortal si terrà l’annuale cerimonia commemorativa volta a ricordare il tragico destino di 14 uomini che, decisi ad opporsi alla barbarie nazi-fascista, caddero sotto la violenza degli occupanti. La cerimonia si svolgerà presso il monumento ai Caduti e, dopo la deposizione della corona di alloro e un momento di preghiera, vedrà l’orazione ufficiale di Diego Cason (Presidente dell’Isbrec). Ci sarà infine un omaggio al cippo commemorativo dei Caduti della Guerra di Liberazione. Alla celebrazione parteciperanno gli studenti della Scuola media “Fratelli Schiocchet” di Trichiana.

Il momento più tragico, la comunità di S. Antonio lo visse proprio nel marzo del 1945. Le sorti del conflitto erano ormai segnate e il nazi-fascismo alle corde, ma in provincia di Belluno le forze tedesche non rinunciaronono a alla propria efferata violenza. Sono almeno quattro gli episodi da ricordare in Valbelluna e due proprio a S. Antonio. Il primo, a seguito di un rastrellamento condotto il giorno 6 assieme a fascisti provenienti dal Trevigiano, portò all’impiccagione il 10 marzo di sette uomini tra cui i quattro fratelli Schiocchet poi insigniti della Medaglia d’Argento.
Il 14 marzo poi furono impiccati altri quattro partigiani, arrestati durante il detto rastrellamento e successivamente condotti in carcere. Ma a questi episodi andrebbe aggiunta l’uccisione a freddo di due civili compiuta il 6 marzo sempre a S. Antonio da soldati tedeschi ubriachi. Nè va dimenticata la morte di Aldo Palman, avvenuta in combattimento sempre il 6 marzo durante il rastremmaento che i nazi-fascisti fecero a S. Antonio.
Una macabra contabilità che rivela la ferocia nazista proprio mentre la fine del conflitto e la sconfitta si stavano inesorabilmente avvicinando. Possiamo immaginare, e le testimonianze successive lo confermano, lo sgomento dei familiari delle vittime e della comunità colpite da questi episodi. A distanza di 80 anni tale sgomento resta ancora vivo: quale futuro avrebbe atteso quegli uomini? Cosa avrebbero potuto dare alle comunità di cui facevano parte e alla nuova Italia? Certo questo vale anche per i morti dell’altra parte, tuttavia pensando a queste vite non possiamo dimenticare che il loro sacrificio contribuì alla fine di un ventennio di dittatura e alla nascita di un nuovo regime, questa volta fondato sulla libertà e i valori democratici in cui oggi ancora ci riconosciamo sia pure con tutti i limiti che vi possiamo scorgere.

La cittadinanza è invitata a partecipare

Commemorazione di piazza dei Martiri

Nel quadro del calendario civile del Comune di Belluno, lunedì 17 marzo si svolgerà la commemorazione dei quattro partigiani che il 17 marzo del 1945 furono impiccati dai nazisti in piazza dei Martiri, allora piazza Campedel. Salvatore Cacciatore, Giuseppe De Zordo, Valentino Andreani e Gianni Piazza, questi i quattro uomini che rappresentano ancor oggi, ad 80 anni di distanza, il più evidente e tragico esempio di cosa fu il nazi-fascismo.
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Anpi provinciale di Belluno, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Isbrec, avrà inizio alle ore 10.50 in piazza dei Martiri presso il monumento alla Resistenza che ricorda i tragici fatti del 1945. Alle ore 11.00 verrà posta una corona presso il monumento; seguiranno il saluto del Sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, un intervento di Alessandro Agnoli (per la Consulta provinciale studentesca) e l’orazione ufficiale, affidata alla prof.ssa Adriana Lotto (Ass. cuturale Tina Merlin – Isbrec).

L’impiccagione dei quattro uomini fu la risposta nazista ad un’operazione partigiana che alcuni giorni prima aveva portato all’uccisione di alcuni fascisti bellunesi. I partigiani impiccati, tre bellunesi e un siciliano, non erano responsabili dell’operazione condotta dai compagni e furono dunque impiccati per pura rappresaglia, secondo una modalità tragicamente consueta ai nazisti. La popolazione di Belluno assistette sgomenta ai fatti e i negozi furono chiusi in segno di lutto e protesta. Assai significativa la decisione presa dal vescovo di Belluno Girolamo Bortignon: venuto a sapere dell’esecuzione, accorse in piazza e, nonostante le resistenze dei soldati di Hitler, si fece consegnare una scala, salì sui lampioni e diede l’estremo saluto ai quattro uomini. I corpi dei partigiani rimasero esposti per alcuni giorni, simbolo indecente della violenza nazista e del tiotale disprezzo per la vita e la dignita dei nemici uccisi.

La cittadinanza è invitata a partecipare 

Bosco della Castagne

Come di consueto, anche quest’anno si terrà la commemorazione dei dieci partigiani impiccati dai nazisti il 10 marzo 1945 al Bosco delle Castagne. L’incontro, rivolto a tutta la cittadinanza, si terrà domenica 9 marzo alle ore 10.00 presso il Bosco delle Castagne. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Belluno in collaborazione con Isbrec, Anpi, Fvl, e si svolgerà secondo il seguente programma:

celebrazione della S. Messa
saluto del Vicesindaco di Belluno, Paolo Gamba
orazione ufficiale a cura di Renzo Savini, Presidente Anpi Ravenna

La cerimonia sarà accompagnata da canti eseguiti dal Coro della Casa dei Beni Comuni

Il 10 marzo 1945, 10 partigiani detenuti nelle celle della caserma “D’Angelo” di Belluno furono condotti dai soldati tedeschi al Bosco delle Castagne e lì, per rappresaglia, impiccati ai rami di alcuni alberi, oggi monumento alla barbarie nazi-fascista e luogo di commemorazione di quanti persero la vita in nome della Libertà.
Quel giorno, tuttavia, si contarono 11 vittime, giacché i nazisti, resisi conto di uno scambio di persona, rientrati in caserma provvidero a fucilare nel cortile il partigiano inizialmente indicato nell’elenco delle vittime.
Le vittime: Mario Pasi “Montagna” (nato nel 1913), Joseph (soldato francese), Francesco Bortot “Carnera” (1921), Marcello Boni “Nino” (1921), Pietro Bertanza “Portos” (1925), Giuseppe Como “Penna” (1925), Ruggero Fiabane “Rampa” (1917), Giovanni Cibien “Mino” (1925), Giovanni Candeago “Fiore” (1921), Giuseppe Santomaso “Franco” (1920). Fucilato in caserma: Cibien Giuseppe.

La cittadinanza è invitata ad intervenire

Politica di ieri, oggi e domani. Generazioni a confronto

Isbrec e Comitato Oltrado organizzano l’incontro “Politica di ieri, oggi e domani. Generazioni a confronto” che si svolgerà giovedì 27 febbraio alle ore 20.30 presso la Sala Parrocchiale di Cavarzano (Belluno). L’appuntamento consentirà di riscoprire la figura di Mario Svaluto Moreolo per molti decenni impegnato nell’attività politica e amministrativa del capoluogo nonché per molti anni parte attiva nel direttivo dell’Isbrec di cui è stato a lungo tesoriere. Ma l’incontro si presenta anche come occasione per riflettere sul tema della partecipazione alla vita politica delle nuove generazioni.

Coordinato da Pierluigi Svaluto Moreolo e introdotto da Christian De Pellegrin, l’incontro vedrà l’intervento di Francesco Piero Franchi (Isbrec) che proporrà un inquadramento storico e di Giovanni Crema, Luigi Panzan, Paolo Bello, Sindi Manushi, Davide Noro e Maria Dal Pan.

Ingresso libero