Per la celebrazione del Giorno della Memoria, martedì 27 gennaio, alle ore 20.30, presso la sala Affreschi del Municipio a Mel, il Comune di Borgo Valbelluna e l’Isbrec vi invitano all’incontro Ebrei stranieri internati a Mel, nel corso del quale, dopo i saluti istituzionali, interverranno Enrico Bacchetti (Isbrec) che illustrerà la vicenda degli ebrei stranieri internati in provincia di Belluno tra il 1941 e il 1944, e Paola Brunello (Isbrec) che parlerà degli ebrei stranieri internati in comune di Mel. Gli interventi saranno accompagnati da proiezioni di immagini, letture di Chiara Bergamini (Isbrec) e arricchiti dalla partecipazione di alcuni testimoni di Mel che ebbero modo di conoscere i fatti e le persone coinvolte nelle vicende storiche al centro dell’incontro. L’appuntamento rappresenta il secondo e conclusivo atto del percorso iniziato il 15 gennaio con la posa di 4 pietre d’inciampo nella frazione di Conzago.
La cittadinanza è invitata a partecipare
I fatti
Tra il settembre del 1941 e il febbraio 1944 la provincia
di Belluno vide passare, in tempi e modi differenti, circa 180 ebrei stranieri, internati in una quindicina di comuni per volere del regime fascista. Queste persone si trovarono a trascorrere mesi e a volte anni nel nostro territorio in regime di internamento libero, una sorta di semilibertà in forza della quale molti diritti elementari furono loro negati.
Dopo che i nazisti, agli inizi di settembre del 1943, ebbero occupato la nostra provincia che, con quelle di Trento e Bolzano, andò a costituire la Zona d’Operazione delle Prealpi, il clima per questi ebrei stranieri si fece sempre più difficile. Alcuni tentarono, riuscendoci, di sfuggire al loro controllo ora nascondendosi ora fuggendo verso il sud Italia per poi essere trasferiti negli Stati Uniti, ma altri, ancora fiduciosi e forse abbagliati dalle condizioni in fondo non disumane garantite dal regime di internamento libero, scelsero di non scappare.
Costoro vissero l’esperienza più dolorosa; infatti verso la metà di febbraio del 1944 i nazisti decisero di raccogliere tutti gli ebrei ancora presenti in provincia e di deportarli prima a Fossoli (Modena), dove era attivo un campo di raccolta, e da qui ad Auschwitz da dove i più non fecero ritorno. A Mel furono arrestati e deportati in questo modo 24 persone, uomini e donne, giovani, adulti e anziani e persino bambini. La restituzione di queste storie, avvenuta negli anni passati attraverso alcuni saggi di Ferruccio Vendramini, Enrico Bacchetti e Paola Brunello, ha trovato un nuovo momento nella posa delle prime 4 pietre di inciampo che Isbrec e Comune di Borgo Valbelluna hanno collocato giovedì 15 gennaio a Conzago. In tal modo, quanti si troveranno a passare fuori dalla abitazioni in cui quelle persone, “colpevoli” solo di essere ebree, furono costrette a vivere e da cui infine furono strappate e condotte spesso a morire, potranno “inciampare” nella memoria e richiamare alla mente la brutalità dei regimi nazista e fascista che condannarono alla morte milioni di persone innocenti.